Nuova Rodari, la sindaca promette: “Sarà pronta il 14 settembre”. E sull’incendio: “Natura dolosa acclarata”
SARONNO – La nuova scuola Rodari aprirà regolarmente lunedì 14 settembre, primo giorno di scuola. “La scuola aprirà, e aprirà in sicurezza”. È la promessa con cui la sindaca Ilaria Pagani ha fatto il punto ieri sera, martedì 1 settembre, in consiglio comunale sulla situazione del nuovo plesso dopo l’incendio dell’8 luglio.
La relazione è iniziata dalle immagini. Sullo schermo dell’aula sono state mostrate prima le fotografie della Rodari con i lavori completati prima dell’incendio, poi quelle dei danni provocati dalle fiamme e infine lo stato attuale dell’edificio dopo gli interventi di bonifica e messa in sicurezza.
“Le scorrerei senza dire niente, ovviamente, tanto parlano da sole” ha esordito Pagani prima di mostrare anche gli interni, la mensa e soprattutto la palestra, l’area maggiormente interessata dall’incendio.
La sindaca ha quindi proposto una ricostruzione complessiva organizzata per temi. Pagani ha quindi spiegato: “Questa vicenda impone a questa amministrazione di dare delle informazioni alla città e ovviamente ai consiglieri presenti in questo consesso, e dobbiamo dare delle risposte alle domande che sono sorte in queste settimane“. La sindaca ha ricordato anche le interrogazioni presentate dalle minoranze, con “domande legittime che sicuramente sono sorte anche tra i nostri cittadini”.
La Rodari pronta per il primo giorno di scuola
Il primo punto riguarda quello più atteso dalle famiglie: la riapertura. I lavori della prima fase sono stati completati. Il montaggio degli arredi, previsto dal cronoprogramma a partire dal 31 agosto, è iniziato e sono in corso anche le pulizie dell’edificio. “L’unico volume che resterà cantiere, opportunamente perimetrato e isolato con cesate, è quello della palestra con gli spogliatoi annessi” ha spiegato la sindaca.
Pagani ha escluso quindi la necessità di soluzioni alternative per gli alunni: “Non era e non è quindi in discussione l’apertura regolare dell’anno scolastico; non serve e non è previsto alcun piano alternativo”. Prima dell’apertura sarà il collaudatore, sulla base della documentazione fornita dall’impresa, a valutare la piena idoneità dei locali. Sarà inoltre presentata una segnalazione certificata di inizio attività antincendio parziale per il settore della scuola. La parte relativa alla palestra sarà completata successivamente, quando saranno terminati i lavori.
Il cantiere era custodito e videosorvegliato
Uno dei passaggi più approfonditi della relazione ha riguardato le condizioni del cantiere la notte dell’incendio. “L’appaltatore, la ditta Cgm srl, aveva per contratto l’obbligo della custodia diurna e notturna del cantiere. Quell’obbligo, per quanto risulta all’amministrazione a oggi, risulta rispettato” ha spiegato Pagani.
Secondo la ricostruzione fornita dagli uffici tecnici, il cantiere era recintato con una rete metallica. Scuola e palestra erano chiuse con gli infissi serrati. Erano inoltre operative telecamere di videosorveglianza, sistema anti-intrusione e vigilanza notturna. Per questo motivo, allo stato attuale, il Comune non ha mosso contestazioni formali alla ditta. Gli elementi acquisiti dall’Amministrazione, ha spiegato la sindaca, “convergono verso l’ipotesi di un’intrusione dolosa da parte di terzi, avvenuta nonostante le misure di protezione in essere”.
La struttura della palestra ha resistito
Un altro punto ha riguardato i sistemi antincendio e soprattutto la tenuta della struttura. Secondo quanto illustrato in consiglio comunale, travi, pilastri e tegoli della palestra erano stati sovradimensionati durante la prefabbricazione per garantire una resistenza al fuoco di 120 minuti, la classe R120, rispetto a un minimo normativo indicato nella relazione di 60 minuti. “In parole semplici, la struttura era costruita per resistere al fuoco il doppio di quanto la norma richiedesse”. Proprio questa caratteristica, secondo la ricostruzione presentata dalla sindaca, ha contribuito a preservare l’integrità dell’edificio nonostante la prolungata esposizione al calore.
Il materiale della vecchia scuola depositato in palestra
Pagani ha affrontato anche la questione del materiale scolastico che si trovava nella palestra al momento dell’incendio. Con la demolizione della vecchia Rodari, parte del materiale che insegnanti e dirigenza avevano deciso di conservare era stata trasferita temporaneamente nella palestra del nuovo edificio. La scelta, ha spiegato la sindaca, era stata assunta durante le riunioni di cantiere e risulta dal verbale del 25 giugno. Il carico di incendio del materiale depositato era stato calcolato in non oltre 900 megajoule per metro quadrato, valore che, secondo la relazione, coincideva con quello previsto dal progetto antincendio approvato dai Vigili del Fuoco. “La classificazione tecnica dell’area, dunque, è quella di attività a basso rischio” ha precisato Pagani.
Le indagini sull’ipotesi dolosa
Resta aperto il capitolo delle indagini. La natura dolosa dell’incendio è, nelle parole della sindaca, “un’ipotesi qualificata” sostenuta dagli elementi raccolti dai Vigili del Fuoco. Non è stato però ancora individuato un responsabile e gli accertamenti sono nelle mani della Procura della Repubblica. Il Comune, quindi, non può al momento avviare azioni di rivalsa contro soggetti specifici. “Qualora il responsabile venga individuato, sarà interesse e volontà di questa amministrazione promuovere tutte le azioni necessarie nelle sedi opportune per il recupero di quanto dovuto alla collettività” ha assicurato la sindaca.
Prima fase dei danni da 550 mila euro
Sul fronte economico, la stima dei danni relativi alla prima fase è di 550.170 euro oltre Iva al 10%. Non è invece ancora disponibile una quantificazione definitiva della seconda fase.
Gli interventi eseguiti hanno riguardato la rimozione e lo smaltimento dei pannelli del controsoffitto, la pulizia straordinaria di pavimenti e superfici, le verifiche degli impianti elettrici e meccanici, la sanificazione dei canali di ventilazione, il ripristino delle apparecchiature elettriche e le tinteggiature. Lo stanziamento complessivo già deliberato è di circa 605.187 euro. “Non è un costo che il Comune si sia addossato con leggerezza. È stato necessario per consentire all’impresa di non interrompere i lavori” ha sottolineato Pagani.
Sono contemporaneamente in corso le perizie delle compagnie assicurative dell’impresa appaltatrice e del Comune. Solo al termine dell’istruttoria sarà possibile stabilire quale parte del danno sarà coperta dalle assicurazioni e quale quota potrebbe eventualmente restare sul bilancio comunale.
“È auspicio di questa amministrazione, e lavoreremo perché così sia, che tanto le spese della prima fase quanto quelle della seconda non restino definitivamente a carico dei cittadini saronnesi”.
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