Parco ex Isotta, lo spiegone di Ferrario: “Ecco perchè mancano 12 mila metri quadrati sui 62 mila del progetto”
SARONNO – Un “buco” di circa 12 mila metri quadrati nel calcolo dell’area del futuro parco: è questo il punto di partenza dell’analisi presentata da Franco Ferrario durante la conferenza stampa, basata sull’esame diretto dei documenti tecnici depositati per l’adozione del progetto.
Secondo quanto illustrato, il nodo nasce dalla differenza tra i dati dichiarati e la reale estensione dell’area verde fruibile. Nei documenti ufficiali il parco viene indicato con una superficie di circa 62.700 metri quadrati, ma la verifica condotta da Ferrario porta a una conclusione diversa: “Quest’area non è di 62.700 metri quadrati, è di poco più di 50.000 metri quadrati” .
La discrepanza, quindi, si aggira attorno ai 12 mila metri quadrati. Un margine che, come lo stesso Ferrario ha precisato, può avere una minima oscillazione tecnica per l’assenza di elaborati quotati dettagliati, ma non tale da modificare il dato sostanziale: “Posso sbagliare di 1.000 metri quadri, ma non siamo lì” .
COME NASCE LA DIFFERENZA
Il punto chiave riguarda cosa viene conteggiato come “parco”. Dall’analisi emerge che nella superficie complessiva indicata nei documenti sono incluse anche aree che, secondo Ferrario, non dovrebbero essere considerate parte del verde vero e proprio. In particolare, vengono sommati viali, percorsi, accessi e spazi di collegamento che frammentano l’area.
Ferrario ha mostrato le tavole progettuali evidenziando come queste superfici siano distribuite e non costituiscano un corpo unitario: “È considerata parco anche tutte queste aree che voi vedete, che non sono parte di un elemento unitario” .
IL RIFERIMENTO NORMATIVO
Per sostenere la propria tesi, Ferrario ha richiamato la definizione adottata a livello nazionale per le aree verdi urbane. Il riferimento è alla classificazione ufficiale utilizzata dallo Stato, che distingue tra spazi effettivamente fruibili come parco e semplici accessi o percorsi.
Il principio è chiaro: le vie di accesso e i collegamenti non possono essere considerati parco. “Questa roba qui, che sono vie di accesso, non sono parco. Il parco è soltanto la parte unitaria centrale” .
Applicando questo criterio, la superficie reale del parco si riduce quindi a circa 50 mila metri quadrati, escludendo tutte le porzioni non omogenee o funzionali al solo attraversamento.
COSA CAMBIA PER LA CITTÀ
La questione non è solo tecnica, ma incide direttamente sulla qualità e sulla percezione del progetto. Un parco frammentato, con ampie porzioni destinate a percorsi o spazi di passaggio, offre un livello di fruizione diverso rispetto a un’area verde compatta.
Ferrario ha sottolineato come la dimensione unitaria sia un elemento fondamentale per garantire una reale funzione ambientale e sociale del parco. La riduzione effettiva della superficie verde incide su biodiversità, vivibilità e possibilità di utilizzo da parte dei cittadini.
LA PROPOSTA ALTERNATIVA
Partendo da questa analisi, è stata avanzata anche una proposta di revisione. L’obiettivo è riportare innanzitutto il parco alla superficie dichiarata, eliminando le incongruenze nel conteggio, e successivamente ampliarlo.
In questo senso si inserisce la richiesta avanzata dal gruppo “Saronno per la terra” (citato da Ferrario), che propone di arrivare a 80 mila metri quadrati. Un valore più vicino all’impostazione originaria delle aree dismesse, risalente alla fine degli anni Novanta.
LO STATO ATTUALE
Ad oggi, secondo quanto emerso dalla ricostruzione, l’area realmente configurata come parco unitario resta intorno ai 50 mila metri quadrati. “Questa è la situazione di oggi, cioè l’area unitaria che è prevista è questa, sono circa 50.000 metri quadri” .
Un dato che, alla luce dell’analisi presentata, apre un confronto sul progetto complessivo e sulla definizione stessa di spazio verde urbano, tra numeri dichiarati e reale fruibilità.
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Commenti
Chi è kostui?
Visto che sono ben 3 messaggi identici che fanno le medesime (errate) considerazioni, rispondo anche qui. Due piccoli chiarimenti su quanto presentato. 1) Non è una stima visiva (nessuno lo ha mai detto e si prega di non manipolare le informazioni), ma sono calcolate con precisione le aree a partire da una misura del tratto perimetrale verso nord, che da google maps risulta essere di 333 metri, da lì calcolata l’area con precisione. Certo se si fosse potuto avere una disegno quotato (che dica se sono 333 metri o 332 o 334) il calcolo sarebbe stato preciso al metro. Ahimè non c’è alcun disegno quotato nella documentazione presentata, è stato richiesto, ma non ottenuto – 2) Non si parla di verde, si parla di “parco” usufruibile, seguendo il ragionamento si potrebbero aggiungere altri 6 o 7 vialetti riducendo l’area centrale ad un fazzeletto e potremmo ancora consideralo parco? Del verde messo tra via Varese e i parcheggi, tra i parcheggi e le case o dietro 2 condomini, è certamente verde, ma considerarlo un parco usufruibile dai cittadini mi sembra molto fantasioso. Si critica la dislocazione di questo verde (come ad es quello tra il “coccodrillo” e la parte Emirates che potrebbe essere tranquillamente spostato verso il bosco ampliando l’area davvero a parco), non la sua dimensione totale. E’ la scelta di come posizionare gli edifici e di come dislocare i 62.700 mq non il computo totale che nessuno ha mai contestato. Ci terrei a dire che, piuttosto che commentare in modo polemico e per partito preso, un articolo di sintesi sarebbe meglio ascoltare tutta la relazione (che riportava dettagli che ovviamente non sono pututi essere riportati nell’articolo) che, in buona sostanza è la stessa di quanto presentato in commissione urbanistica di cui è disponibile la registrazione od ancor meglio fare un confronto pubblico aperto alla cittadinanza
Signora giudici si vuole decidere ad eliminare i commenti fotocopiati ed identici? Il trucchetto l’abbiamo capito tutti ma mi sembra davvero scorretto
Grazie Ing Ferrari. il suo lavoro è stato importantissimo
la cittadinanza tutta la ringrazia.
Ora purtroppo passiamo i suoi dati ai Politici….
visto che dal progetto iniziale mancano ben 12.000 mq sparirà del cemento o del verde?????
Sicuramente del verde….e noi saronnesi stiamo sempre zitti…
Grande ing. Ferrario!
Questo si che è un esperto!
Possibile che per leggere o ascoltare qualcosa o qualcuno competente,serio e affidabile dobbiamo sempre aspettare i comunicati, i progetti o le conferenze stampa di Saronno civica?
Bravi!
L’area reale a verde oggi prevista è circa 50.000 mq. C’è differenza tra numeri dichiarati e spazio verde effettivamente utilizzabile, che apre un dibattito sul progetto e sulla qualità urbana. Di sicuro cosi vome proposto non VA PER NULLA BENE
La superficie di 62.700 mq non è un dato inventato: è calcolata esattamente come prevede la normativa regionale lombarda (L.R. 12/2005), che include nel verde pubblico anche percorsi, viali e aree di connessione. È la legge, non una scelta del Comune.
Il criterio usato da Ferrario — contare solo “l’area unitaria centrale” — non esiste in nessuna norma urbanistica citata negli atti. Se lo applicassimo, dovremmo ridurre la superficie ufficiale di ogni parco urbano italiano. Non è così che funziona.
C’è poi un dato che parla da solo: Ferrario stesso ammette di non avere elaborati quotati precisi e di poter sbagliare fino a 1.000 mq. Con questi presupposti si può fare politica, ma non si contesta un progetto tecnico depositato ufficialmente.
La documentazione è pubblica e consultabile da chiunque. Se si vuole un confronto serio, si parta da quella — non da stime visive sulle planimetrie.
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Vuole riscrivere questo messaggio ancora 4-5 volte o bastano le 3 già pubblicate con nomi doversi ma palesemente identici?
Se l’opposizione al progetto è basata unicamente su un cavillo vuol dire che il progetto è inattaccabile. I NIMBY sono costretti ad arrampicarsi sui vetri.
Farebbero meglio a considerare il proverbio “chi troppo vuole nulla stringe”.
Bravo Franco, come sempre un’analisi circostanziata e diretta
Facciamo chiarezza. La superficie di 62.700 mq non è un dato inventato: è calcolata esattamente come prevede la normativa regionale lombarda (L.R. 12/2005), che include nel verde pubblico anche percorsi, viali e aree di connessione. È la legge, non una scelta del Comune.
Il criterio usato da Ferrario — contare solo “l’area unitaria centrale” — non esiste in nessuna norma urbanistica citata negli atti. Se lo applicassimo, dovremmo ridurre la superficie ufficiale di ogni parco urbano italiano. Non è così che funziona.
C’è poi un dato che parla da solo: Ferrario stesso ammette di non avere elaborati quotati precisi e di poter sbagliare fino a 1.000 mq. Con questi presupposti si può fare politica, ma non si contesta un progetto tecnico depositato ufficialmente.
La documentazione è pubblica e consultabile da chiunque. Se si vuole un confronto serio, si parta da quella — non da stime visive sulle planimetrie.
Poichè l’area del parco ex-isotta è chiuso ad oggi, Aprile 2026, tutti i percorsi interni possono essere coperti da terra ed il parco completamente ridisegnato percorsi compresi. Quindi l’area parco è maggiore di 50 mila mq.
Pensavo che nei progetti questo fosse stato considerato, o no??
Vale la pena fare un po’ di chiarezza su questi numeri, perché la questione è più semplice di come viene presentata.
La superficie di 62.700 mq indicata nei documenti progettuali è calcolata in conformità con gli standard urbanistici della Regione Lombardia (L.R. 12/2005). Quella normativa — che vale per tutti i Comuni lombardi — include nel computo del verde pubblico anche percorsi interni, viali alberati e aree di connessione. Non è una scelta discrezionale dell’amministrazione: è il criterio di legge con cui si misura il verde urbano.
Se applicassimo il criterio proposto da Ferrario — escludere dal conteggio tutto ciò che non è “area unitaria centrale” — dovremmo ridurre la superficie ufficiale di praticamente ogni parco pubblico italiano. Il Parco Sempione di Milano, i Giardini Pubblici, qualsiasi area verde urbana strutturata su percorsi e connessioni vedrebbe la propria metratura ridimensionata con lo stesso metodo. Non è così che funziona.
C’è poi un problema metodologico che Ferrario stesso riconosce: la sua stima dei 50.000 mq è basata su una lettura visiva delle tavole progettuali, senza elaborati quotati dettagliati. Ammette apertamente un possibile margine d’errore di circa 1.000 mq. Una contestazione tecnica seria, su un progetto con documentazione ufficiale depositata, richiede rilievi certi — non stime planimetriche informali.
Infine, la proposta di arrivare a 80.000 mq è una posizione politica legittima, che si può discutere. Ma presentarla come “ripristino dell’impostazione originaria degli anni Novanta” sorvola su 25 anni di variazioni pianificatorie, accordi di programma e vincoli proprietari. L’area disponibile non è una variabile libera che si può ampliare per delibera.
Il progetto è consultabile, la documentazione tecnica è depositata. Chi vuole fare un confronto serio sui numeri lo faccia su quella base.
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Due piccoli chiarimenti su quanto presentato. 1) Non è una stima visiva, ma sono calcolate con precisione le aree a partire da una misura del tratto perimetrale verso nord, che da google maps risulta essere di 333 metri, da lì calcolata l’area con precisione. Certo se si fosse potuto avere una disegno quotato (che dica se sono 333 metri o 332 o 334) il calcolo sarebbe stato preciso al metro. Ahimè non c’è alcun disegno quotato nella documentazione presentata, è stato richiesto, ma non ottenuto – 2) Non si parla di verde, si parla di “parco” usufruibile, seguendo il ragionamento si otrebbero aggiungere altri 6 o 7 7 vialetti riducendo l’area centrale ad un fazzeletto e potremmo ancora consideralo parco? Del verde messo tra via Varese e i parcheggi, tra i parcheggi e le case o dietro 2 condomini, è certamente verde, ma considerarlo parco mi sembra molto fantasioso. Si critica la dislocazione di questo verde (come ad es quello tra il “coccodrillo” e la parte Emirates che potrebbe essere tranquillamente spostato verso il bosco ampliando l’area davvero a parco), non la sua dimensione totale. E’ la scelta di come posizionare gli edifici e di come dislocare i 62.700 mq non il computo totale che nessuno ha mai contestato. Direi che piuttosto che commentare in modo polemico un articolo di sintesi sarebbe meglio ascoltare tutta la relazione (che riportava dettaglio ovviamente non parte dell’articolo e che, in buona sostanza è la stessa di quanto presentato in commissione urbanistica di cui è disponibile la registrazione) od ancor meglio fare un confronto pubblico aperto alla cittadinanza




