SOLARO - Si è tenuta ieri la festa per don Giorgio, che a breve saluterà la comunità per iniziare un nuovo percorso da vicario parrocchiale della comunità pastorale “Sant'Ambrogio” in Parabiago.
Presente alla messa anche la sindaca di Solaro, Nilde Moretti che sui social lascia un pensiero per don Giorgio: "Ieri una bellissima festa per dire grazie a Don Giorgio, presenti anche i sindaci di Limbiate e Ceriano Laghetto. Questo il mio pensiero per Don Giorgio "ed è impossibile riassumere in un post quanto hai fatto in 13 anni per la nostra comunità."
"E se le persone vere si vedono nel momento del bisogno - continua - tu lo sei stato sempre. Vicino nei momenti più difficili, soprattutto durante il covid, vicino ai più fragili, sempre collaborativo con le istituzioni e sempre con il sorriso. E ora con la tua bici nuova ti auguriamo di percorrere nuove strade e portare forza e coraggio ovunque tu andrai. In bocca al lupo Don Giorgio."



(Foto di cogli l'attimo)
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Così don Giorgio Guidi ieri sera ha voluto rassicurare i fedeli che alle 20,30 hanno gremito la chiesetta di Cascina Emanuela per la tradizionale processione mariana. E' stato il momento culminate della festa patronale per la quale l'intera frazione solarese si è riempita di decorazioni bianche e azzurre. Domenica sera malgrado il brutto tempo i residenti si sono radunati in chiesa per i vespri e poi hanno seguito la statua della Madonna in processione prima lungo via per Cascina Emanuela poi nel cortile, cuore della comunità. E proprio alla comunità sono state dedicate diverse intenzioni durante il momento di raccoglimento in cui non è mancata anche preghiera anche per l'imminente nuovo cammino di don Nicola Petrone e del seminarista Lorenzo Magagnotti. A ispirare le preghiere durante la processione, seguita da una pattuglia di carabinieri, polizia locale e dai volontari della protezione civile in modo da deviare il traffico, i pensieri di papa Francesco su "Maria, giovane di Nazareth". 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"Già, l'Italia stava ormai cambiando, allontanandosi completamente dal periodo del dopoguerra, e don Giorgio fotografava il bisogno di portare in ferie i ragazzi della parrocchia ad un costo accessibile a tutti. Si presenta così, attraverso alcuni saronnesi, l'occasione di un ex albergo al passo Brocon. Era un rudere, ma tutta la parrocchia si mobilita: si organizzano raccolte di rottami per avere i soldi necessari, molte aziende offrono materiali... ma servono anche le mani dei parrocchiani. Sono così tantissimi gli allora giovani e genitori che, rimboccandosi le maniche, ogni fine settimana salgono letteralmente per ricostruire la casa. Il primo turno è nel 1978. E c'erano ovviamente don Giorgio e Bella, il suo cane san Bernardo che trascorreva tutte le estati in montagna insieme ai ragazzi. Da allora moltissimi ragazzi prima della parrocchia, poi della città di Saronno, oggi anche di altre città, hanno usufruito e usufruiscono di quel sogno di una casa per le vacanze", continua. "Don Giorgio ha ovviamente proseguito il proprio ministero sacerdotale che lo ha portato via da Saronno, ma ciò che ha seminato resta e sopravvive anche alle difficoltà contemporanee. Otto anni fa il don Giorgio era salito con alcuni "ex ragazzi" per celebrare i 40 anni del Brocon: una messa nella chiesa di Castello Tesino, un pranzo nella casa, un caffè al passo. Con semplicità don Giorgio era tornato, stavolta senza dover sistemare muri, ma cementando ricordi. E proprio i ricordi diventano preghiera: da qualche anno, a fine agosto, tornava in oratorio a celebrare una messa in suffragio degli oratoriani defunti. Così don Giorgio faceva un po' "la star": salutava tutti, cercava di ricostruire parentele con genitori o nonni o addirittura bisnonni. Non c'era più il Landonio a proporre "ul libar dal don Giorg" il cui ricavato andava a qualche progetto, ma c'era un tavolo con i libri. Don Giorgio aveva chiesto al Mario Perego di redarre un elenco dei defunti... che poi spariva perché il don se lo portava via per pregare per ciascuno. Negli anni quell'elenco si è allungato, inevitabilmente includendo lo stesso Perego e ora don Giorgio". "D'altra parte l'incontro col Signore arriva per tutti. A noi restano ricordi da affidare con un sorriso alla preghiera, al Signore resta il compito di tenere a bada "quello nuovo" che starà mettendo mano a qualche nuovo progetto in Paradiso. Ciao, don Giorgio", conclude.