UBOLDO – “Fare politica significa decidere e scegliere. E’ vero, a volte abbiamo preso scelte impopolari e strade impervie, ma se oggi Uboldo può programmare degli investimenti lo deve principalmente a questa azione che è un mix di “dimagrimento” della Pubblica amministrazione, ottimizzazione dei costi, investimenti mirati sul lungo periodo. E’ per questo motivo che oggi nemmeno rispondo a chi dubita dell’operazione in corso sulla polizia locale o sui Servizi sociali: i tapini lo capiranno solo tra 4 o 5 anni che fare delle scelte oggi significa spianare la strada a chi verrà domani”. Così il sindaco, Lorenzo Guzzetti, sul bilancio comunale ed in particolare sugli sforzi per ridurre l’indebitamento del Comune, i cui dati sono riassunti nell’immagine qui a fianco.

“E vi dico di più: non un solo euro è stato tolto dalla politica. Non abbiamo inseguito gli slogan populisti e demagogici del “costate troppo” o idiozie del genere semplicemente perchè pensiamo che la politica deve dimostrare di saper fare e quando dimostra di saper fare i cittadini neanche si chiedono quanto gli costa chi li amministra. Anzi, visti i numeri e i risultati, in qualsiasi azienda privata quello che prendo io all’anno, l’equivalente di un caffè a cittadino, è una mancia” conclude il primo cittadino.

12042017

8 COMMENTI

  1. opere pubbliche:zero. Tasse e imposte: esplose.
    però lui ha ridotto il debito
    se al mondo l’economia la fanno come la fa questo sindaco avremmo la disoccupazione al 30% e i redditi delle famiglie dimezzati

  2. Qui di demagogico c’è molto di quello che scrive Guzzetti. E pure di gravemente inesatto e scorretto.

    Prescindendo dal giudizio sull’opportunità di estinguere anticiparamente i debiti (che, se si potesse disporre liberamente delle rirose impiegate per l’estinzione anticipata, significherebbe sottrarle a nuovi investimenti), la realtà è che per molti anni quella era l’unica decisione possibile sensata. Infatti le regole di finanza pubblica (vedi alla voce patto di stabilità) rendevano difficilissimo utilizzare gli avanzi di amministrazione se non per estinguere i mutui. Bene ha fatto l’Amministrazione Guzzetti, come peraltro suggeritogli più volte dalle opposizioni (https://goo.gl/kKEujN), ma di certo non è stata una scelta frutto di particolare acume politico. È stata una scelta quasi “obbligata”.

    A dire la verità, però, soltanto nel 2011 (dopo 2 anni di governo) l’amm. Guzzetti ha preso la prima decisione di riduzione dell’indebitamento del Comune. La riduzione dal 2006 fino al 2010 compreso è merito delle Amministrazioni precedenti, della dinamica spontanea del debito (restituendo quote di capitale l’indebitamento totale diminuisce) e soprattutto del Commissario prefettizio, che prese importanti decisioni in materia fra il 2008 e il 2009. Si tratta di circa 2 milioni e mezzo di euro di muitui estinti anticipatamente con cui Guzzetti non c’entra assolutamente nulla; oltre 1/3 dei debiti del Comune. È grave che il Sindaco di Uboldo presenti una tabella in cui lascia intendere che tutti i dati riportati siano riconducibili a sue decisioni quando non è vero!

    Se pensa di sconfiggere il populismo in questo modo, non farà altro che alimentarlo. Ammesso che questo sia l’obiettivo di Guzzetti, che sembra piuttosto voler decantare presunti suoi meriti (e di altri di cui si appropria). Di certo non è il suo un pulpito da cui dare lezioni di correttezza.

    • quindi la riduzione del debito in gran parte l’hanno iniziata e fatta altri prima del Guzzetti
      quando l’ha fatta il Guzzetti è perché era praticamente obbligato e nel farlo ha pure aumentato la pressione fiscale e ridotto gli investimenti pubblici
      alla faccia del buon amministratore; restituisca subito gli stipendi che si è portato a casa!

  3. Oltre che l’indebitamento hanno anche tagliato un bel po’ di alberi di ciliegio in via Galilei oggi.

  4. Evidentemente questa amministrazione ha preso sul serio il verbo tagliare visto che hanno tagliato tutte le piante di via galilei… dopo aver tagliato anche quelle del viale del cimitero. Vergogna!

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