SARONNO – TORINO Ieri al tribunale di Torino è arrivata la sentenza per i 6 imputati per i disordini avvenuti a Capodanno davanti al carcere Vallette a Torino. Della vicenda si è parlato molto anche in città, dove non sono mancati presidi ed iniziative, perchè tra gli imputati c’era anche Cello anarchico 25enne del centro sociale Telos.

Tutto era iniziato la notte di San Silvestro quando si sono registrati dei disordini davanti al carcere torinese. Era anche rimasta ferita una poliziotta. Dopo oltre un mese le forze dell’ordine avevano arrestato il saronnese a carico del quale sono state mosse le accuse di resistenza aggravata e lesioni. Secondo la ricostruzione della Digos di Torino avrebbe lanciato la bottiglia che ha colpito l’agente che ha riportato lesioni allo zigomo. Il giorno dell’arresto, avvenuto in stazione a Milano in piazza Cadorna, per esprimere solidarietà al 25enne era stato organizzato un corteo per le vie del centro e nei giorni successivi erano comparsi diversi graffiti “Cello libero” in tutta la città dal Municipio, al sottopassaggio di via Primo Maggio.

Ieri si è concluso il primo grado del processo a carico del saronnese, a cui nel mese di aprile erano stati concessi i domiciliari. Per lui una condanna di 3 anni e 8 mesi. E’ stata anche respinta la richiesta di revoca dell’obbligo di firma, a cui sono tutti quotidianamente sottoposti.

“Non siamo sorpresi – il commento su Facebook degli anarchici del Telos – per l’ennesima volta si palesa lo schifo che sorregge un mondo liberticida, contro cui siamo sempre più convinti che valga la pena di lottare. Ai nostri amici e compagni, a chi lotta e a tutti i detenuti va un forte abbraccio e tutta la nostra solidarietà. Libertà per tutte e tutti!”.

(foto: un corteo in solidarietà dell’anarchico saronnese)

13102018

11 COMMENTI

  1. Un conto sono le idee, un conto è lanciare oggetti contro le persone ferendole. Il tribunale si è pronunciato, inutile fare i capricci per strada. Se non ritenete giusta la sentenza c’è possibilità di appellarsi sempre in tribunale.

  2. Quando si definiscono “schifo” le regole del vivere civile di cui si è dotato il mondo, si arriva al paradosso di una contraddizione tra mondo liberticida e libertà. Manifestare senza regole, gridare al mondo le proprie idee, imbrattare i luoghi in cui si vive in modo spregiudicato, protestare, commettere reati alla persona si esercita la propria libertà? Chi sbaglia è conscio di pagare il suo debito prima o poi. La propria libertà ha dei confini che finisce nel momento in cui si invadono i confini delle libertà altrui.

  3. La smettete di censurare i commenti civili un cui si chiede soltanto di sbatterli finalmente in galera dove dovrebbero stare invece che ai domiciliari!!!!

    • concordo, ormai siamo alle censura vera e propria. Sapessi quanti post mi censurano (anche stamane uno) ….e si che non uso mai termini volgari o esplicitamente offensivi.Bah….

  4. …..e che li tengano dentro un bel po’ così avranno tempo da meditare. Ed intanto nin fanno danni.

    • Il nome e cognome l’ha, ma non viene scritto in quanto figlio della Saronno bene, mi hanno censurato l’ennesimo commento dove chiedevo di mettere nome e cognome. Visto che ormai è stato condannato.

        • Filippo come?.. Metti anche il cognome se no taci.. ma quello vero nèè.. e poi basta cercare in rete Torino anarchici arresto e il nome e cognome lo trovi l’ho trovato anche io ma non lo scrivo se no su questa pagina non mi postano il commento…

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