roberto pacchettiSARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta scritta da Roberto Pacchetti, giornalista Rai ma soprattutto papà di un piccolo campione di basket, con l’invito a tutti i saronnesi a sostenere la Robur Basket.

Caro Direttore, Cari amici del basket

Il traino travolgente del Poz a Varese, l’entusiasmo contagioso dei Knights a Legnano, la partenza di tutti i campionati mal definiti minori (compreso quello dove gioca la Robur Saronno che nel cuor mi sta) mi impongono di rimettere mano alla lettera di metà agosto e chiedere a tutti: vi siete abbonati alla squadra di basket della città, di vostro figlio, nipote, cugino, fratello, sorella, amico del cuore?

Beh, siete ancora ampiamente in tempo, mettetevi una mano sul cuore e l’altra in tasca, tirate fuori il portafoglio con quel braccio che non può essere corto a tal punto da negare poche decine di euro alla società che fa grandi sacrifici per pagare palestre (tanto), giocatori e istruttori (poco, ma è il mercato) e per riempire il famoso decanter di Ezio Vaghi.

Già perché il mitico presidente della Robur Saronno usa questa metafora per dire che a inizio stagione comincia a riempire un simbolico contenitore in vetro con il vino, in realtà i soldi per l’attività giovanile, che sono la base. Poi se avanza vino, pardon sempre i soldi, li investe nella prima squadra. Gli abbonamenti sono poca cosa per il bilancio ma rappresentano un bel segnale, aiutano a riempire le tribune, a regalare emozioni ai giocatori che vedono gente a bordo campo, insomma è tanta roba.

Perciò vecchi e nuovi baskettari del Varesotto e dell’Alto Milanese se non lo avete ancora fatto, raccogliete la sfida, portatevi a casa le tessere, fate le foto e mettetele sui social network, come prova tangibile del vostro, nostro amore per la palla a spicchi.

Ne approfitto per ricordare che sabato prossimo, 25 ottobre, ore 21 al Centro Ronchi si gioca Imo Saronno – 7Laghi Gazzada, derbyssimo interessante, con la squadra di casa reduce da due colpacci in trasferta e gli ospiti guidati in panchina da un carissimo amico, e pure mio ex compagno di squadra (30 anni fa, miiii come passa il tempo) Fabrizio Garbosi.

Vogliamo riempire il Palazzetto di Saronno, non prima di aver sottoscritto l’atto di fede? Vi aspetto, con affetto (sono quello che corre dietro a un bambino biondo sudato più dei giocatori in campo…)

Roberto Pacchetti

21102014

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