L'idea di Merlotti parte da una domanda: da quali aree di Saronno si potrebbe iniziare a rimuovere superfici impermeabili per restituire spazio al terreno naturale e migliorare la capacità di drenaggio dell'acqua, oltre a contribuire alla riduzione delle isole di calore urbane.
Nel suo intervento scrive: "Saronno ha una superficie di 11,06 chilometri quadrati, non saprei indicare la percentuale di superficie impermeabile e non drenante, forse è un dato che non conosce nessuno, comunque parliamo di tanti, tantissimi metri quadrati. Giro sempre meno per Saronno, preferisco 'a freddo' - caldo permettendo - guardare le immagini satellitari: mi chiedo da dove si potrebbe iniziare a depavimentare, operazione non più procrastinabile".
Da qui la proposta, volutamente provocatoria: "Indipendentemente dai costi dell'operazione - si tratta di un gioco, ovviamente - si potrebbe provare a liberare da pietra, cemento e asfalto almeno 7.000 metri quadrati, che corrispondono grosso modo alla superficie di un campo di calcio".
A corredo del post vengono indicati tre possibili spunti di riflessione: piazza San Francesco, il rettangolo di via Amendola e la futura viabilità dell'area ex Cantoni, ipotizzando per quest'ultima la trasformazione a senso unico della strada interna prevista a doppia corsia, richiamando una proposta avanzata in passato da Roberto Strada. Il messaggio si conclude con un invito alla partecipazione: "Ingresso libero. È un gioco, ma la questione è seria...".
SARONNO - Sono scattate le denunce dopo la violenta rissa avvenuta sabato 22 novembre davanti alla stazione di piazza Cadorna. I carabinieri della compagnia di Saronno, dopo aver raccolto testimonianze e ricostruito i momenti più concitati, hanno identificato due dei protagonisti. Uno di loro è stato accompagnato in caserma subito dopo la rissa, alle prime ore di domenica mattina e dovrà rispondere di porto ingiustificato di oggetti atti a offendere, perché trovato con una catena. Per lui scatterà anche la denuncia per rissa. La stessa contestazione riguarderà l’uomo finito al pronto soccorso di Saronno, arrivato comunque in codice verde.
QUI LA TESTIMONIANZA DI UN PAPA' SARONNESE PRESENTE ALL'INIZIO DELLA RISSA
Secondo gli accertamenti, tutto era iniziato poco dopo l’una allo stop tra via Primo maggio e piazza Cadorna, dove due gruppi di stranieri avevano dato vita a un diverbio sempre più teso. Nel giro di pochi minuti erano volate urla, spintoni e poi diverse bottiglie di vetro, in una scena che aveva costretto i presenti a spostarsi rapidamente. Nel fuggi fuggi generale uno dei coinvolti aveva riportato una ferita, mentre un altro era rimasto sul posto, controllato dai carabinieri e poi portato in caserma.
Sabato notte sono intervenute quattro pattuglie dell’Arma insieme al personale sanitario, che aveva soccorso l’uomo ferito con un arma da taglio. L’intervento dell’ambulanza e dell’auto infermieristica si era chiuso con il trasporto in ospedale e la successiva rivalutazione del codice in verde.
Le indagini proseguono per identificare gli altri partecipanti alla rissa e chiarire la dinamica completa. I carabinieri stanno incrociando testimonianze e immagini di videosorveglianza per ricostruire ogni fase dell’aggressione.
SARONNO - Il venticinquesimo anniversario della Società Storica Saronnese diventa l’occasione per riportare al centro dell’attenzione della città la bellezza e il valore di Palazzo Visconti, e per farlo insieme, con incontri, una mostra e una camminata dedicata ai luoghi della storia del territorio.
Sabato 22 novembre alle 16.30 alla Villa Gianetti in via Roma 20, con l’architetto Amedeo Bellini, professore emerito di restauro architettonico del Politecnico di Milano parlerà del futuro dell’edificio saronnese e della necessità di un impegno condiviso per salvarlo.
Da giovedì 20 novembre parte la mostra “Notarelle Saronnesi – Archivio Zerbi”, curata dal professor Sergio Beato e presentata dal presidente della Società Storica Saronnese professor Giuseppe Nigro alle 17.30 alla Villa Gianetti.
Il programma continua sabato 22 novembre alle 10.30 con la passeggiata storica “Dalla cascina alla fabbrica”, condotta dall’architetto Alessandro Merlotti, per scoprire e rileggere tratti di città che ogni giorno attraversiamo senza più guardarli davvero.
La mostra sarà visitabile venerdì 21 novembre dalle 15 alle 18 e sabato 22 novembre dalle 10.30 alle 12. L’ingresso è libero.
Per aderire alla camminata è necessario inviare un messaggio whatsapp a +39 320 273 4048.
SARONNO – È Alessandro Merlotti, autore della rubrica 2000 battute, il protagonista dell’edizione speciale de Il tempo di un caffè, il format estivo di ilSaronno. Stavolta, la tazzina è dedicata a chi, settimana dopo settimana, ha risvegliato curiosità e memoria con storie dimenticate o sorprendenti: perché 2000 battute, come ci spiega lui stesso, è molto più di uno spazio fisso del mercoledì.
"È nata come un’idea semplice, di condivisione – racconta Merlotti –. Alcune storie le conoscevo già, altre le ho incontrate leggendo o ascoltando. Volevo restituirle in modo diretto e accessibile". Il nome della rubrica nasce proprio da questo intento: offrire testi brevi e scorrevoli. "In origine doveva essere un limite massimo, per non appesantire la lettura online – spiega – poi, ironia della sorte, è diventato un minimo. Alcune storie sono così dense che contenerle è quasi impossibile".
La forza della rubrica è anche nella varietà degli argomenti: episodi locali inediti, fatti nazionali dimenticati, spunti dal passato che parlano al presente. "Negli ultimi tempi ho iniziato a consultare gli archivi digitali: Corriere della Sera, Cronaca Prealpina, annate tra fine Ottocento e 1945. Si chiama ‘spoglio dei quotidiani’, e significa sfogliare pagina dopo pagina, a caccia di dettagli".
Tra le edizioni "preferite" di Merlotti della sua rubrica cita quella dedicata ai venditori di mughetti milanesi, e la storia di Giovanni Maritano, saronnese morto in una colluttazione a Caronno nel 1893. "Vedere la sua tomba al cimitero e poi riuscire a trovare un tassello della sua vicenda è stato emozionante. Anche altri appassionati di storia locale mi hanno ringraziato: erano anni che cercavano informazioni su di lui".
Ma 2000 battute è anche uno spazio vivo, aperto ai lettori. "Sono arrivate richieste, appunti, proposte. È bello vedere che chi legge partecipa, corregge, suggerisce. Alcuni hanno chiesto un pezzo sulla frazione Dal Pozzo di Saronno: sto cercando di raccogliere informazioni per farlo".
Durante l’estate, la rubrica si prende una pausa dalla scrittura, ma non sparisce: "Nel mese di agosto – anticipa Merlotti – stiamo pubblicando alcune immagini storiche e curiose. Una piccola variazione, ma sempre nello spirito di 2000 battute".
La ripresa è fissata per mercoledì 3 settembre. E le anticipazioni non mancano: “Negli ultimi spogli ho lavorato su quotidiani degli anni ’70. È impressionante notare quanto l’atmosfera degli ‘anni di piombo’ si avvertisse anche nelle cronache locali. Terrorismo, violenza, paura: sarà un ciclo interessante”. E continuerà l'attenzione allo sport.
2000 battute (più o meno) fuori sacco
Storia locale e storie locali dal passato remoto agli anni più recenti, per provare a interpretare l’attualità rileggendo ciò che è accaduto. Storie e curiosità lette, trovate negli archivi o ascoltate negli ultimi trent’anni. Senza presunzione, cercando di imparare ogni giorno qualcosa in più.
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Da pochi giorni Bettino Craxi ha dato le dimissioni e ha lasciato Palazzo Chigi. Il Mondiale di calcio è finito con la vittoria dell’Argentina di Maradona (com’era giusto che fosse).
Il “Corriere della Sera” riporta in prima pagina la notizia dell’incarico esplorativo, per la formazione del nuovo governo, concesso dal Presidente Cossiga all’eterno Amintore Fanfani (il “Rieccolo!”, come lo chiamava Montanelli). Forse per riempire il giornale, in un caldo sabato estivo, a pag. 29 troviamo un articolo dedicato al nostro paesone, dal titolo “Saronno, il fascino discreto di una città a misura d’uomo”.
“A metà strada tra Milano, Varese e Como, Saronno sembra essere indifferente agli influssi di queste tre città così diverse. Vive autonoma e indipendente, fiera della propria fisionomia e orgogliosa di non essere stata fagocitata dalla vicina megalopoli meneghina. Con trentottomila abitanti e una superficie di circa undicimila chilometri quadrati [refusone, saremmo stati grandi come l’intero Abruzzo] [Saronno] potrebbe essere paragonata, con un po’ di fantasia, a quelle cittadine americane di provincia tanto di moda nei film degli anni Cinquanta. Certo non ci sono le villette con giardino e posto-macchina, forse perché Saronno è cresciuta in fretta. Meta del primo esodo dei milanesi stanchi dello smog e stremati dalla ricerca di una casa, si è dovuta arricchire in tutta fretta di palazzi più o meno alti.
Altra conseguenza di questo sviluppo a ritmo serrato è un certo disordine urbano con problemi di viabilità e, soprattutto, di parcheggi. Saronno, ricca di negozi e di uffici pubblici, nonché sede della Pretura e dell’Ufficio imposte, ogni giorno viene invasa dalle automobili degli abitanti dei vicini centri che si recano in città per lavoro, per shopping o per sbrigare pratiche burocratiche. La caccia al posteggio non è affare da poco. Lo stesso Comune, ospitato in una bella villa in stile Liberty, per concentrare tutti gli uffici (ora dislocati in vari punti della città) e per allontanare lo spettro del parcheggio, ha deliberato l’acquisto del complesso della «Rinascente», ormai chiuso da più di un anno.
Ma il vero problema di Saronno è la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Nell’aprile del 1983 è stata chiusa la F.O.S. (Fonderia di Saronno) dove si fabbricava il cuore della famosa stufa Warm Morning.
La Breda-Isotta Fraschini, partita come industria automobilistica e poi, durante la seconda guerra mondiale, specializzata in motori marini, ha già messo in cassa integrazione circa quattrocento operai. Le prospettive non sono rosee, si parla di chiusura anche per la Breda e si sta lottando per mantenere a Saronno un nucleo di duecento addetti alla progettazione. Il resto delle attività sarà trasferito a Trieste.
Preoccupazioni anche per la Lazzaroni, la fabbrica dei prestigiosi biscotti, che dopo cento anni di ininterrotto dominio ha ceduto il controllo dell’azienda alla Campbell, una multinazionale americana. Degli oltre cinquecento dipendenti in organico, duecento sono ora in cassa integrazione.
Unica eccezione, in un panorama industriale incerto, è l’Illva, la fabbrica della famiglia Reina dove viene prodotto il famoso amaretto di Saronno (solo negli Stati Uniti se ne consumano ogni anno otto milioni di bottiglie). Anche qui però non mancano le preoccupazioni. Si teme che la fabbrica-madre di Saronno possa perdere valore e importanza rispetto allo stabilimento costruito all’inizio di questo decennio vicino a New York […].
Ormai sono le piccole imprese e il terziario a «tirare» sul mercato e Saronno, grazie alla sua vocazione comprensoriale e alla particolare posizione territoriale, sta cercando di sfruttare questa nuova linea di sviluppo. In tal senso potrà trarre beneficio dal grande progetto di ristrutturazione delle Ferrovie Nord Milano.
Con il quadruplicamento della tratta Milano-Saronno, gli anacronistici treni delle Nord si trasformeranno in una moderna metropolitana a cielo aperto, con notevoli vantaggi sul piano della velocità e della comodità del trasporto. La stessa stazione ferroviaria di Saronno sarà completamente ricostruita entro la fine degli anni Ottanta.
Visti i progetti in materia di collegamenti, non è escluso che Saronno diventi una città-satellite. Non diventerà però un dormitorio, uno di quei quartieri giganti che si svuotano la mattina e che si riempiono solo a sera con il rientro dei pendolari”.
Bentornati nel 2025, ci aspettava un futuro radioso.
Bibliografia:
- “Saronno, il fascino discreto di una città a misura d’uomo”, in “Corriere della Sera”, 5 luglio 1986, pag. 29.
Immagini:
- Archivio fotografico del Comune di Saronno.
2000 battute (più o meno) fuori sacco
Storia locale e storie locali dal passato remoto agli anni più recenti, per provare a interpretare l’attualità rileggendo ciò che è accaduto. Storie e curiosità lette, trovate negli archivi o ascoltate negli ultimi trent’anni. Senza presunzione, cercando di imparare ogni giorno qualcosa in più.
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[post_content] => SARONNO - Un invito a guardare la città e a immaginare come potrebbe cambiare se una parte di asfalto, cemento e pavimentazioni lasciasse spazio al verde. È la riflessione lanciata sui social da Alessandro Merlotti, ex assessore alla Rigenerazione urbana, che ha proposto un "gioco dell'estate" dedicato alla "depavimentazione virtuale".
La depavimentazione urbana (nota in inglese come depaving o desealing) è una pratica urbanistica che consiste nella rimozione di manti di asfalto, cemento e altre superfici impermeabili per restituire il suolo alla natura. L'obiettivo principale è trasformare aree grigie inutilizzate o sovradimensionate — come vecchi parcheggi, piazzali scolastici o ampi spartitraffico — in spazi permeabili ricoperti da terra, prati, alberi e piante. Genova è diventata la prima città in Italia a inserire ufficialmente la depavimentazione nel proprio Piano Urbanistico Comunale (Puc). La giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis ha approvato una storica riforma che smette di considerare il suolo come una superficie da coprire, trattandolo invece come una vera e propria infrastruttura ecologica e climatica.
L'idea di Merlotti parte da una domanda: da quali aree di Saronno si potrebbe iniziare a rimuovere superfici impermeabili per restituire spazio al terreno naturale e migliorare la capacità di drenaggio dell'acqua, oltre a contribuire alla riduzione delle isole di calore urbane.
Nel suo intervento scrive: "Saronno ha una superficie di 11,06 chilometri quadrati, non saprei indicare la percentuale di superficie impermeabile e non drenante, forse è un dato che non conosce nessuno, comunque parliamo di tanti, tantissimi metri quadrati. Giro sempre meno per Saronno, preferisco 'a freddo' - caldo permettendo - guardare le immagini satellitari: mi chiedo da dove si potrebbe iniziare a depavimentare, operazione non più procrastinabile".
Da qui la proposta, volutamente provocatoria: "Indipendentemente dai costi dell'operazione - si tratta di un gioco, ovviamente - si potrebbe provare a liberare da pietra, cemento e asfalto almeno 7.000 metri quadrati, che corrispondono grosso modo alla superficie di un campo di calcio".
A corredo del post vengono indicati tre possibili spunti di riflessione: piazza San Francesco, il rettangolo di via Amendola e la futura viabilità dell'area ex Cantoni, ipotizzando per quest'ultima la trasformazione a senso unico della strada interna prevista a doppia corsia, richiamando una proposta avanzata in passato da Roberto Strada. Il messaggio si conclude con un invito alla partecipazione: "Ingresso libero. È un gioco, ma la questione è seria...".