SARONNO - L'intervento di restauro concluso in questi giorni sulla parete di sinistra della navata centrale della chiesa di San Francesco ha permesso di scoprire come gli affreschi siano i più ricchi dell'intero ciclo ma soprattutto come ci abbiano lavorato tre generazioni di artisti Legnani, il nonno Tommaso, il papà Giovanni Ambrogio e un giovane e talentuoso Stefano Maria che 17enne aveva già quel talento e quell'attenzione per i particolari che lo renderanno celebre come il Legnanino.
Il restauro, realizzato con un finanziamento regionale, ha portato a scoprire due cartigli su cui l'architetto Carlo Mariani che ha seguito l'intervento con la restauratrice Federico Bruschi ha già annunciato l'intenzione di effettuare degli approfondimenti. L'intervento realizzato ha confermato come l'affresco sia stato realizzato nel 1678 e sia decisamente più ricco e curato di quello presente sulla parete opposta.
Ma non solo. L'occhio esperto permette di notare come le scene secondarie siano più intense, ricche di movimento e di dettagli (a partire da quelli degli abiti e dei gioielli delle donne). Probabilmente perchè realizzate dal giovane Legnanino (Stefano Maria Legnani) che 17enne già mostra il proprio talento. Lo svelano alcuni particolari che poi accompagneranno l'opera dell'artista per tutta sua carriera come il ricercato e dettagliato boccolo dei capelli di uno degli angioletti.
Grazie al gruppo Chiese aperte e di Cantastorie, domani sabato, dalle 15 alle 19, sono in programma le visite guidate sui ponteggi, iniziate nello scorso fine settimana, in occasione della festa del Trasporto.
Si consiglia ai visitatori un abbigliamento comodo, a partire dalle scarpe, in modo da poter salire sui ponteggi in sicurezza. La prenotazione è obbligatoria ed è previsto un contributo a offerta libera per sostenere i restauri. E' ancora possibile "adottare" una parte dei restauri, come gli angioletti ben visibili su entrambe le pareti della navata centrale contribuendo così a sostenere i costi dell'intervento di restauro. Tutte le informazioni sono disponibili su www.cantastoriesaronno.it
LA NUOVA PROFONDITA' DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO
LA TECNICA DEL PAPA' DEL LEGNANINO SVELATA NELLA NAVATA CENTRALE (PARETE DESTRA)
SARONNO – “E' la prima volta che alle giornate di primavera del Fai partecipa anche una bellezza saronnese, siamo fieri di questo risultato soprattutto perchè da l'opportunità a tutti di scoprire il valore di alcune opere che spesso sottovalutiamo”. Così il sindaco Luciano Porro ha presentato l'apertura, sabato 23 e domenica 24 marzo della sala consultazione della biblioteca civica “Oriana Fallaci” per mettere la visione delle tele del Legnanino.
A illustrare il valore delle opere saranno i ragazzi del liceo Legnani che si trasformeranno in “apprendisti ciceroni” proponendo visite guidate anche in inglese dalle 10 alle 17. Completa la proposta un concerto di musica barocca che si terra sabato e domenica al termine dei turni delle 14,30 e delle 17.
L'omaggio al Legnanino organizzato con il Fai prosegue ad Uboldo con l'apertura, con i medesimi orari, dell'oratorio di San Cosma e Damiano che all'interno ospita pregevoli affreschi dipinti da Stefano Maria Legnani detto, il Legnanino, quadrettati da Federico Bizozero. L'apertura del bene al pubblico nelle GFP permette di completare la conoscenza del lavoro artistico del Legnanino e poterne apprezzare il valore artistico. Anche in questo caso a fare da guidara saranno i ragazzi del Legnani.
Qui è disponibile l'elenco delle proposte Fai per il weekend in Lombardia con tutti i dettagli anche di quelle saronnesi e uboldesi
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[post_content] => SARONNO – Saronno entra nella rete di Varese Cultura 2030 con un progetto che mette insieme teatro contemporaneo, arte urbana e nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio e l'identità cittadina. L'iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa all’Olio Fish Bar di via Padre Monti, alla presenza, tra gli altri, della sindaca Ilaria Pagani e delle assessore comunali Maria Cornelia Proserpio e Lucy Sasso.
Varese Cultura 2030 è il progetto che punta alla creazione di un sistema culturale provinciale integrato, mettendo in relazione territori, istituzioni, operatori e patrimonio diffuso. Capofila è la Provincia di Varese e l'iniziativa è cofinanziata da Fondazione Cariplo nell'ambito dei progetti emblematici maggiori.
L'obiettivo è superare una visione frammentata dell'offerta culturale provinciale e creare collegamenti non soltanto tra musei, teatri e altre realtà del settore, ma anche con turismo, ambiente e paesaggio, mobilità, scuola e sistema economico e produttivo. Una strategia di lungo periodo che guarda, come indica il nome stesso del progetto, al 2030.
Nel disegno complessivo Saronno è stata individuata come uno dei poli principali insieme a Varese, Busto Arsizio e Gallarate, oltre al Ma.Ga e al polo di Santa Caterina del Sasso. L'intenzione è quella di partire dalle caratteristiche specifiche dei diversi territori e trasformarle in una risorsa condivisa, con alcuni poli chiamati anche a svolgere la funzione di porta d'ingresso verso il patrimonio culturale e turistico dell'intera provincia.
Per Saronno il progetto punta in particolare a mettere in comunicazione patrimonio e contemporaneità, teatro e arti visive, tradizione e nuovi linguaggi.
Sono tre gli interventi principali previsti in città.
Il primo riguarda il teatro contemporaneo, con un progetto inserito nella programmazione teatrale e rivolto a una nuova generazione di drammaturghi, attori, performer e danzatori. Il percorso individua nella figura di Lucilla Morlacchi un riferimento per affrontare il rapporto fra tradizione e nuova drammaturgia, con richiami anche alle esperienze di Giovanni Testori e Franco Parenti. Sono previste la presenza di compagnie e artisti della scena contemporanea e occasioni di incontro e approfondimento collegate agli spettacoli.
L'intenzione non è dunque limitarsi a una successione di appuntamenti, ma favorire a Saronno occasioni di produzione, incontro e sperimentazione culturale, coinvolgendo anche le nuove generazioni. Tra le realtà indicate nel progetto figurano la Fondazione culturale Giuditta Pasta e gli istituti scolastici cittadini.
Il secondo intervento riguarda invece la street art. È prevista un'opera dell'artista Andrea Ravo Mattoni, che riprodurrà una scena del mito di Bacco e Arianna tratta dal capolavoro seicentesco di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, conservato nella sala studio della biblioteca civica.
L'operazione punta dunque a portare all'esterno un'opera del patrimonio artistico saronnese, reinterpretandola attraverso un linguaggio contemporaneo e rendendola visibile a un pubblico più ampio.
Il terzo capitolo è dedicato alle proiezioni immersive. Per tutto il mese di dicembre è prevista una serie di proiezioni dedicate a Saronno, concepite come un nuovo strumento per raccontare la città e il suo patrimonio storico e artistico.
16092026
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