SARONNO - Oggi alle 15 è stato organizzata dal Collettivo Adespota a Saronno una manifestazione no green pass che, secondo quando annunciato, dovrebbe partire da piazza Libertà.
LA GENESI
La manifestazione è stata annunciata lo scorso 23 ottobre dopo vista su denunce e perquisizioni da parte della Digos, che ha deferito all’autorità giudiziaria tre giovani frequentatori del centro sociale Telos di Saronno per il corteo “no green pass” di sabato scorso a Milano, dei quali aveva parlato anche il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante una audizione al Senato.
LE MOTIVAZIONI
La manifestazione nasce "contro il green pass, contro la repressione, contro l’aumento dei prezzi, contro le morti e lo sfruttamento del lavoro". Le motivazione sono state rese note con una serie di volantini affissi in città ma anche nei comuni limitrofi nelle ultime settimane e con due striscioni posizionati sul palazzo comunale e in via Milano.
LE PRESE DI POSIZIONE
Il sindaco Augusto Airoldi è intervenuto per ben 4 volte per condannare la manifestazione. Quando l'evento è stato annunciato ha spiegato di condannare qualsiasi posizione no green pass e no vax, ad inizio settimana ha scritto una prima missiva a Prefetto e Questore per chiedere che la manifestazione non ostacolasse la vita cittadina.
Negli ultimi giorni due nuove prese di posizione: la prima all'incontro coi cittadini in cui ha sottolineato come, pur condannando l'iniziativa, esista un diritto a manifestazione che non può essere trascurato e poi quello nella serata di ieri in cui ha spiegato di aver chiesto a Questore e Prefetto "l’applicazione delle regole stringenti che il Ministro dell’Interno ha emanato per le autorità responsabili dell’ordine pubblico, che sono le uniche in grado, per legge, di regolamentare e gestire la sicurezza di queste manifestazioni".
Non solo il primo cittadino ha rimarcato come "con la collaborazione della polizia locale" abbia "anche presentato concreti suggerimenti per rendere il meno pesante possibile l’impatto sulla città, che purtroppo ha già spesso vissuto disagi per l’ordine e che, da giorni, sperimenta una progressiva crescita dei contagi".
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SARONNO - "La catastrofe si avvicina. La catastrofe è già qui. La catastrofe è già nell'impossibilità di riuscire ad immaginare un mondo altro"
Inizia così la nota con cui i ragazzi del centro sociale Telos spiegano la nuova occupazione della storica palazzina di via Milano. Sull pagina Facebook del gruppo, infatti, è stata diffusa una lunga nota con le motivazioni dei ragazzi.
"La catastrofe è nel moto perpetuo uniforme che ci guida dall'alba al tramonto in impieghi e svaghi prestabiliti: avanti con le code in macchina, con le resse nei supermercati, con lo svago consentito nelle discoteche più o meno underground. Un moto perpetuo uniforme di una vita che non abbiamo scelto in una società che non abbiamo voluto.
Anche i moti di spirito ci vengono ordinati: je suis questo, je suis quello. Tutti uniti, in fila per due, a marciare col nemico alla nostra testa. Il nemico è sempre alla nostra testa.
Le nostre città assomigliano sempre più a villaggi turistici: al posto dei braccialetti colorati ci sono i documenti, al posto delle attività ricreative ci sono gli aperitivi e le discoteche, tutta la nostra vita in cambio della sicurezza di una vita noiosa, grigia e prestabilita. Tutto deve fruttare il maggior guadagno possibile, è per questo che le nostre città cambiano in funzione del denaro. La città deve essere confortevole solo nella misura in cui ciò serva ad una maggior produttività.
Siamo talmente ciechi e sordi da non sentire le grida di aiuto di chi a pochi metri da noi decide di togliersi la vita, di chi rifiuta questa realtà e trova rifugio dove riesce, in una sostanza o nella propria testa. Il rumore delle bombe e dei caricatori si fa più vicino, ma sono decenni che il nostro produttivo quieto vivere esporta morte e sofferenza.
Disertare questo triste spettacolo significa cercare di bloccare gli ingranaggi su cui questa società si fonda. Partire dai nostri bisogni e desideri, per cercare di disegnare altre prospettive, per provare a percorrere nuovi sentieri.
La necessità di un tetto sopra la testa e l'occupazione come pratica diretta a soddisfare questo bisogno portano a legami e prospettive nuove: non sono più il denaro o la legge a dettare i rapporti, ma bisogni e desideri comuni. Un annetto fa a Saronno durante una fredda notte di presidio fuori da una casa occupata una signora condivise del the caldo e dei biscotti. Dove loro ci vorrebbero divisi e rinchiusi nelle nostre celle addobbate noi condividiamo il calore di un fuoco, della solidarietà e della complicità.
Uno sfratto, la disoccupazione, il dover pensare a dove recuperare il pasto, la solitudine non dovrebbero essere problemi individuali, ma situazioni da condividere e affrontare insieme.
Come scrisse giustamente Scutenaire la disoccupazione è spiacevole perché non è completamente generalizzata. Oggi occupiamo uno spazio abbandonato per poter sviluppare questi intrecci e questi rapporti, per coltivare e condividere il nostro rifiuto verso ciò che ci circonda, convinti che sia questo il primo passo verso un significativo miglioramento delle nostre vite.
Siamo consapevoli della precarietà di un'occupazione, siamo altrettanto consapevoli che la qualità di un'occupazione non si misuri con il cronometro alla mano ma dall'intensità dei battiti.
E se vi sgomberano? Di spazi abbandonati a Saronno ce ne sono parecchi, i rifugi dei ribelli sono precari per natura.
Ma la gente non capisce! La gente è una categoria astratta, noi negli anni abbiamo conosciuto diversi individui con cui abbiamo condiviso un pezzo del sentiero che abbiamo intrapreso. E' nella condivisione e nel vivere attivamente la propria vita che abbiamo superato steccati, pregiudizi e ostacoli.
Quindi siete tornati? No, non ce ne siamo mai andati.
TeLOS
nuovamente in via Milano 17- era ora no?
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La manifestazione nasce "contro il green pass, contro la repressione, contro l’aumento dei prezzi, contro le morti e lo sfruttamento del lavoro". Le motivazione sono state rese note con una serie di volantini affissi in città ma anche nei comuni limitrofi nelle ultime settimane e con due striscioni posizionati sul palazzo comunale e in via Milano.
LE PRESE DI POSIZIONE
Il sindaco Augusto Airoldi è intervenuto per ben 4 volte per condannare la manifestazione. Quando l'evento è stato annunciato ha spiegato di condannare qualsiasi posizione no green pass e no vax, ad inizio settimana ha scritto una prima missiva a Prefetto e Questore per chiedere che la manifestazione non ostacolasse la vita cittadina.
Negli ultimi giorni due nuove prese di posizione: la prima all'incontro coi cittadini in cui ha sottolineato come, pur condannando l'iniziativa, esista un diritto a manifestazione che non può essere trascurato e poi quello nella serata di ieri in cui ha spiegato di aver chiesto a Questore e Prefetto "l’applicazione delle regole stringenti che il Ministro dell’Interno ha emanato per le autorità responsabili dell’ordine pubblico, che sono le uniche in grado, per legge, di regolamentare e gestire la sicurezza di queste manifestazioni".
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