SARONNO – E’ pronto a dar battaglia per rimarcare la sua tesi, ossia quella di aver agito solo per “alleviare le sofferenze dei pazienti”, Leonardo Cazzaniga il 60enne medico del pronto soccorso accusato per 4 morti sospette avvenute nel reparto di primo intervento dell’ospedale cittadino ha trascorso le feste in cella lavorando alla propria difesa con l’avvocato Ennio Buffoni.

La sua strategia difensiva potrebbe essere svelata martedì 10 gennaio. In quella data al tribunale del Riesame è prevista la discussione sul ricorso della procura di Busto Arsizio sul mancato arresto di Nicola Scoppetta primario del pronto soccorso e secondo quanto dichiarato dal legale di Cazzaniga in aula sarà presente anche lui per alcune accuse.

Chiusa nel proprio scoramento e dolore Laura Taroni, l’infermiera 40enne che ha trascorso le feste di natale in carcere. La donna ha nostalgia dei figli, affidati ad una comunità protetta. Una circostanza confermata anche dall’avvocato della 40enne, accusa della morte del marito in concorso con Cazzaniga, che ha rimarcato come questa sia “molto provata soprattutto dal fatto di dover trascorre le feste lontano dai figli”.

Nei prossimi giorni riprenderanno anche gli interrogatori agli altri indagati ossia ai membri della commissione che pur indagando sul “protocollo Cazzaniga” non presero provvedimenti.

02012017

3 COMMENTI

  1. Cosa vuol dire “morti sospese”? A Napoli c’è il caffè sospeso ma non c’è il morto sospeso !!!

  2. Indagare chi era in turno con loro, indagare perché lo sapevano…..indagare non mollate…

Comments are closed.