UBOLDO - Dopo gli episodi avvenuti a Saronno, writers in azione anche sul muro perimetrale del cimitero di Uboldo, nella zona di via Manzoni. Qualcuno, armato di vernice spray rossa, ha lasciato la propria "firma", con una frase a tratti incomprensibile. Ed è probabilmente della stessa mano anche la scritta apparsa in via Ceriani, su una parete situata all'incrocio con via Spinella.
Un doppio imbrattamento che ha fatto arrabbiare molti cittadini, e soprattutto per quel che è successo sul muro del campo santo, che era già stato preso di mira altre volte in passato. Il Comune non potrà fare altro che programmare un intervento di pulizia, mentre il sistema cittadino della videosorveglianza forse potrà consentire di risalire all'identità dei responsabili di quanto è avvenuto.
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(foto archivio: i recenti imbrattamenti al cimitero di Saronno)
10032023
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UBOLDO – Mini “rivoluzione” per la zona del centro e quella del cimitero. Anche se il tutto è legato al reperimento di alcuni fondi, la giunta guidata dal sindaco Lorenzo Guzzetti (nella foto) ha in programma diverse idee. La prima riguarda il monumento ai caduti uboldesi, che da sempre si trova in via San Martino. L'idea dell'amministrazione è quella di spostarlo nel nuovo viale del cimitero, anche perché l'idea di base è quella di “riunire” in una zona dedicata alla memoria il monumento ai caduti al cosiddetto “giardino delle rimembranze”, sempre nell'area che proprio in questi giorni è oggetto di diversi interventi. Progetto quasi pronto, ma le opposizioni hanno già dichiarato battaglia.
Una zona che, nelle intenzioni, testimonierebbe il ricordo di coloro che hanno combattuto per il paese e la Nazione, e la decisione di spostare il monumento va proprio in questo senso. Come detto, in questo periodo estivo procedono anche i lavori nella zona del cimitero, pochi giorni fa è stato deciso il senso unico da via per Origgio verso via Porta. Altre novità, nella zona del cantiere di via Foscolo, sono in arrivo, fino alla conclusione dei lavori, che stanno procedendo a grande ritmo.
21072016
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[post_content] => UBOLDO - Un appello contro lo stato di abbandono di alcune tombe di benefattori nel cimitero di Uboldo. A lanciarlo Anna Maria Zaffaroni storica e membro dell'associazione "Insieme per"
"Ad ogni 2 di novembre, giornata in cui si ricordano i nostri defunti, oltre alla commemorazione sincera dei propri cari, alcuni di noi più sensibili provano profondo disagio e rammarico nel percorrere i viali cimiteriali e nell’osservare l’abbandono in cui sono lasciate alcune sepolture di persone che hanno fatto del bene alla nostra comunità. Abbiamo coinvolto le autorità cittadine più volte, ma non siamo mai stati concretamente ascoltati.
Un primo esempio sono le tombe di tre parroci, nominati, per il loro ministero, a Uboldo, dal 1800 fino all’inizio del 1900. Sono don Castelletti, don Malacrida, don Cristini. I luoghi versano in totale stato di abbandono: loculi fatiscenti, vegetali che ramificano fino a terra, muri sbrecciati, cancelletti di ferro divelti, le fotografie che li riproducono sparite o cadute. Questi tre parroci hanno voluto essere sepolti nel luogo dove hanno praticato il loro ministero con i loro cari, nonostante non vi fossero nati. Chissà quanti battesimi, quante prime comunioni, quanti matrimoni, quanti funerali, quante preghiere hanno elargito per i nostri antenati. E quanta commozione suscita la lettura delle tre lapidi a loro memoria!
In particolare si nota la sepoltura del parroco don Castelletti. Fu nominato Canonico onorario del Capitolo metropolitano di Milano, ma, alla sua morte, ha scelto di donare il proprio anello e la sua croce pettorale, per riporle nell’urna di san Pio nella chiesa parrocchiale di Uboldo, un santo giovane, di cui sono pervenute le ossa, nel nostro paese, nel 1690, dal cimitero catacombale Ciriaca di Roma.
Inoltre le due sorelle, per ornare il tumulo del fratello, ordinarono al noto pittore torinese Luigi Morgari, un affresco. Nell’arco che doveva contenerlo non è rimasta neppure la sinopia e addirittura si nota l’apertura di una breccia nel muro di cinta dello stesso cimitero, in cui è inserito l’arco.
Finora sono rimasti inascoltati gli appelli sia all’amministrazione locale sia alla parrocchia, a partire dal 2020, per sanare la situazione. Alla richiesta di verificare la presenza di eredi, da parte del parroco, il sindaco risponde che “la concessione è ancora in essere” e tutto finisce lì: tocca quindi agli eredi?
Viene però da chiedersi se, a volte, occorra saper guardare oltre la burocrazia, affinché chi amministra possa trovare la strada per rendere degna riconoscenza verso veri e propri benefattori, lasciando che il tempo e l’oblio non cancellino per sempre i segni del loro significativo passaggio. A suscitare l’attenzione per tanta bellezza e tanta storicità al passaggio nei viali del cimitero uboldese, unitamente al degrado di mancata manutenzione di alcune sepolture, è stato pubblicato il testo “Cappelle e sepolcri storici del nostro cimitero”, edito nel 2022 dal gruppo “Insieme per...”, facente parte della Pro Loco di Uboldo L’auspicio era di contribuire a suscitare iniziative per mantenere i tumuli in stato di abbandono dei benefattori degni di essere ricordati. Al momentaneo entusiasmo, poi nulla di concreto ne è sortito.