SARONNO - E' stata la sensibilità, la pazienza e l'attenzione del prevosto monsignor Claudio Galimberti e di don Riccardo Bottan a permettere di gestire al meglio l'irruzione di ieri mattina in Prepositurale durante la messa delle 8,30.
Ieri, venerdì 11 agosto, durante la consacrazione un cittadino di fede islamica e di origine nordafricana è salito sull'altare ed ha iniziato a parlare, urlare in arabo. Dopo un attimo di smarrimento i religiosi sono riusciti a calmare l'uomo davanti ai fedeli stupiti e un po' preoccupati. L'uomo è rimasto in chiesa ed altri attimi di tensione si sono vissuti durante il momento della comunione con l'esagitato che voleva partecipare come gli altri fedeli. Dimostrando grande pazienza e sensibilità i religiosi l'hanno calmato e l'uomo si è dileguato prima della fine della messa.
Non è una novità. Secondo quanto ricostruito l'uomo, con problemi psichici, era stato protagonista di un'analoga irruzione nel gennaio 2017. Anche in quella circostanza aveva fatto irruzione in chiesa durante la messa del mattino e subito dopo si era gettato nel vicino torrente Lura in via Roma. Era stato soccorso dal personale sanitario pochi minuti dopo per le contusioni riportate nella caduta.
Resta la preoccupazione e l'allarme per i fedeli presenti e per quelli che stavano seguendo la messa sulle frequenze di Radiorizzonti. Provvidenziali per l'epilogo della vicenda il sangue freddo e la sensibilità dimostrati dai religiosi presenti.
Ultimo movimentato episodio che ha visto protagonista l'edificio di culto posto in piazza Libertà al centro della città: lo scorso 19 luglio alcuni ragazzi ne avevano scalato la facciata con viva preoccupazione dei passanti presenti.
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SARONNO - Sono stati i tanti fedeli presenti i protagonisti della processione che oggi, domenica 20 marzo, è tornata ad essere il fulcro della festa del Voto con cui la città di Saronno ha, per la 445esima volta mantenuto fede alla promessa consegnando le candele al Santuario della Beata Vergine dei miracoli per la fine del contagio della peste.
LE NOVITA'
La prima novità, effettivamente, è stata il ritorno della processione dopo la pandemia. Nel 2020 si era tenuta solo la consegna a porte chiuse (erano le prime settimane di contagio ancora non c'erano neanche le mascherine per prevenirlo) e l'anno scorso solo la messa. Quest'anno per la prima volta si è rinnovato l'intera tradizione con la processione. Prima però il concerto di campane che alle 15 ha simbolicamente riunito tutte le sei parrocchie della città degli amaretti.
Altra novità la presenza, per la prima volta della statua della Madonna, portata dagli scout dalla chiesa di San Francesco è stata collocata tra il pulpito e l'altare durante la messa e quindi al termine sul sagrato per permettere a tutti i fedeli di vederla (anche a chi era rimasta fuori a causa delle norme covid).




Piccole novità anche durante la cerimonia: dalla lettura del vangelo dal pulpito di legno alla seconda lettura letta dall'assessore ai Lavori Pubblici Francesca Pozzoli.


PROCESSIONE
Il ritorno della processione è stato salutato con grande partecipazione dai fedeli saronnesi che alle 15,30 si sono radunati piazza San Francesco con le autorità e le delegazioni Avis e Avulss per percorrere la strada fino al Santuario. Durante la camminata riflessioni di papa Francesco da quelle sulla guerra in Ucraina e quelle sul volontariato ma anche due brani della banda.




OMELIA
Interamente incentrata sulla ricorrenza l'omelia del prevosto don Claudio Galimberti che ha toccato diversi temi legati alla festa del Voto. "Impariamo ad essere una città che non punta il dito per giudicare ma che allunga la mano per aiutare. Facciamo vedere che abbiamo calore umano che rende attraente la nostra comunità superando le ombre dell'egoismo. Diffondere la luce e l'accoglienza che in questo tempo di guerra post pandemia é essenziale".
LA CONSEGNA DELLE CANDELE
Dopo il maxi cero del 2020 si è scelto, come nel 2021 del resto, di tornare alla tradizione con un ceri di buona qualità (come specificato nel voto) legati da un nastro bianco e azzurro portati al prevosto sull'altare dal sindaco Augusto Airoldi al momento dell'offertorio.





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SARONNO - E' stata la sensibilità, la pazienza e l'attenzione del prevosto monsignor Claudio Galimberti e di don Riccardo Bottan a permettere di gestire al meglio l'irruzione di ieri mattina in Prepositurale durante la messa delle 8,30.
Ieri, venerdì 11 agosto, durante la consacrazione un cittadino di fede islamica e di origine nordafricana è salito sull'altare ed ha iniziato a parlare, urlare in arabo. Dopo un attimo di smarrimento i religiosi sono riusciti a calmare l'uomo davanti ai fedeli stupiti e un po' preoccupati. L'uomo è rimasto in chiesa ed altri attimi di tensione si sono vissuti durante il momento della comunione con l'esagitato che voleva partecipare come gli altri fedeli. Dimostrando grande pazienza e sensibilità i religiosi l'hanno calmato e l'uomo si è dileguato prima della fine della messa.
Non è una novità. Secondo quanto ricostruito l'uomo, con problemi psichici, era stato protagonista di un'analoga irruzione nel gennaio 2017. Anche in quella circostanza aveva fatto irruzione in chiesa durante la messa del mattino e subito dopo si era gettato nel vicino torrente Lura in via Roma. Era stato soccorso dal personale sanitario pochi minuti dopo per le contusioni riportate nella caduta.
Resta la preoccupazione e l'allarme per i fedeli presenti e per quelli che stavano seguendo la messa sulle frequenze di Radiorizzonti. Provvidenziali per l'epilogo della vicenda il sangue freddo e la sensibilità dimostrati dai religiosi presenti.
Ultimo movimentato episodio che ha visto protagonista l'edificio di culto posto in piazza Libertà al centro della città: lo scorso 19 luglio alcuni ragazzi ne avevano scalato la facciata con viva preoccupazione dei passanti presenti.
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