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RESCALDINA - Una ventata di West Coast a La Tela. L’osteria sociale del buon essere di Rescaldina (MI), che ha ridato vita a un immobile sottratto alla criminalità organizzata, ospita sabato 13 novembre, alle 21.30, il gruppo Judy in the Case, un quartetto acustico proveniente dalla provincia di Varese che fa rivivere le atmosfere di Crosby, Stills, Nash & Young.

Reduci dal loro ultimo lavoro “Old Tales” (2021, per l’etichetta Barnum) Massimo Beretta (voce e chitarra), Paola Martino (voce), Daniela Grisetti (voce) e Alessandro Restelli (chitarra) portano sul palco de La Tela le magiche atmosfere della musica West Coast americana dove chitarre acustiche e tre voci molto ben affiatate presentano armonizzazioni vocali alla Csny e cover di Eagles, Jackson Browne, Buffalo Springfield, James Taylor, Beatles e Joni Mitchell.

Nato da un’idea di Alessandro Restelli, del chitarrista rock /blues, il quartetto prende velocemente forma circa sei anni fa con l’ingresso di Massimo Beretta, cantante e chitarrista, e delle voci di Sara Russo e Daniela Grisetti. L’amalgama vocale permette di dare vita a riproposizioni personali dei brani di Crosby, Stills & Nash e di altri autori. I brani si arricchiscono di arrangiamenti velati di sfumature blues, grazie all’uso della “slide guitar” e del “dobro” di Alessandro Restelli e le armonie vocali prendono vita nuova, pur mantenendo un rispettoso contatto con le parti originali.

Partendo da Csny, il repertorio si sviluppa attorno alla storia della musica West Coast, senza però dimenticare Byrds, Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies, e passando anche per Joni Mitchell, Jackson Browne, James Taylor e gli Eagles, approdando a Beatles e Rolling Stones e Janis Joplin.

Al debutto live nel 2015 all’Arlecchino di Vedano Olona, segue l’anno successivo il Cd autoprodotto “Live in the living room” registrato volutamente in presa diretta e senza alcuna sovraincisione. Nel febbraio 2017 la formazione subisce un avvicendamento fra le voci femminili con  l’ingresso di Paola Martino al posto di Sara Russo. Nel 2021 con la nuova formazione e il coinvolgimento di svariati ospiti realizzano il cd “Old Tales” per l’etichetta Barnum.

Inizio alle 21.30. Ingresso libero con green pass.

La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

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È in programma mercoledì 3 novembre all’osteria sociale La Tela di Rescaldina l’incontro “Nel paese della bugia, la verità è una malattia”, ovvero l’esperienza di Gianni Rodari nella scuola elementare di Uboldo dove nacque la “Fantastica” e dove lo scrittore trovò il seme per la sua futura e importante attività di inventore di alcune tra le più belle filastrocche per bambini. Organizzato dall’associazione culturale Articolonove, nell’ambito delle iniziative dedicate a Rodari nel centenario della nascita, l’incontro vedrà gli interventi di Alessandro Colombo, giornalista e responsabile della comunicazione del Comune di Castellanza e di Clara Mondin, già dirigente scolastica proprio nella scuola di Uboldo. Sarà anche presentato il libro di Chiara Zangarini “Scritto e firmato da Gianni Rodari - il registro di classe della terza elementare di Uboldo dove nacque la Fantastica” (Macchione Editore) nell’anno scolastico 1942/43.

Gianni Rodari infatti ebbe la sia prima esperienza con i ragazzi nel 1942; maestro alla scuola elementare di Uboldo, dove in seguito fu ritrovato un suo prezioso quadernetto di appunti, abbozzo del Quaderno di Fantastica. Ai tempi quella di Uboldo era una scuola dove ancora si usavano penna e calamaio, i banchi erano di legno, di quelli in cui sedia e banco facevano un tutt’uno; c’era il vano sottobanco e soprattutto il buco dove si metteva il calamaio con l’inchiostro e la scannellatura per il pennino.

«Io allora avevo 10 anni ma ricordo benissimo che mia mamma di Rodari diceva che era una bella “testa”, un bravo maestro», racconta un’alunna della scuola elementare uboldese. E proprio in quella scuola sono nati quei principi per scrivere filastrocche e favole dai quali Rodari non si è staccato mai, così come dalle sue esperienze di maestro. Ma fu un’esperienza breve: nell’anno scolastico 1943/1944 Gianni Rodari venne confermato come insegnante a Uboldo, ma essendo partigiano, dovette nascondersi. Già una volta si era rifiutato di accettare un incarico al fascio di Uboldo e per questo gli era stata inflitta per l’anno scolastico 1943 la qualifica di “insufficiente” come insegnante. Rodari nella fuga trovò rifugio alla cascina Regusella al confine sud-ovest di Uboldo, vicino ad una fitta zona boschiva. Nel cortile della cascina, le famiglie che lì abitavano e soprattutto il pozzo diventarono oggetto di una bella favola intitolata “Il pozzo di cascina Piana” scritta da Rodari e inserita nella raccolta “Le favole al telefono”.

L’incontro “Nel paese della bugia, la verità è una malattia” ha inizio alle 21, ingresso libero con green pass.

Gli spazi dell’osteria sociale del buon essere La Tela ospitano inoltre fino al 7 novembre la mostra “Rodarillustrato”: 44 disegni con cui bambini e ragazzi delle scuole rescaldinesi hanno dato vita alle poesie e alle filastrocche di Rodari. Nata da un progetto promosso dall’associazione culturale Articolonove, ha visto il coinvolgimento nella realizzazione dei disegni dei bambini dell’asilo nido K. Wojtyla, delle quattro scuole dell’infanzia, delle scuole primarie di Rescalda e Rescaldina, di due classi della scuola secondaria di primo grado di Rescalda e del Centro Diurno Disabili di Rescaldina; in totale oltre 750 ragazzi. Dai 44 disegni, ognuno ispirato a uno scritto di Rodari, sono stati realizzati grazie al sostegno del Comune altrettanti pannelli 70x50 cm: il risultato è un’esperienza grafica e insieme pedagogica, condotta dai bambini insieme ai propri insegnanti.

La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale.

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L’osteria sociale del buon essere, ricavata all’interno di uno stabile sottratto alla criminalità organizzata, diventa così anche occasione di formazione con una doppia proposta. La prima è un pacchetto di lezioni dedicate al taglio e cucito. Organizzato dall’associazione culturale “Coccole di filo” prevede un corso base per imparare a usare la squadra Sitam per imparare a tagliare e confezionare capi su stoffa, un corso avanzato di “taglio e confezione” diventare dei veri artisti della moda e un corso su due livelli per imparare a fare le piccole riparazioni e lavori in casa con i tessuti: dagli orli di gonne e pantaloni al cambio cerniera, fino al rivestimento di divani. Per informazioni e approfondimenti contattare Tina al 338.8742477. A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato. La seconda proposta sono i corsi di informatica organizzati da Digital Sherpa con l’obiettivo di fornire gli strumenti adeguati, particolare agli anziani e ai disoccupati, per affrontare con maggiore serenità e sicurezza le difficoltà legate al digitale. Registrarsi ai servizi della pubblica amministrazione, usare lo Spid, creare un curriculum, evitare di perdere dati dai dispositivi sono solo alcuni degli argomenti che Massimiliano De Cinque affronterà nelle lezioni. Non solo nozioni e formazione, ma anche partecipazione e condivisione, favorire le relazioni all’interno dell’aula e nella comunità è uno degli obiettivi, attraverso un approccio amichevole, con una attenzione ai singoli bisogni e tenendo aperto il prezioso canale dell’ascolto. Ai partecipanti dei corsi che ne faranno richiesta, sarà regalato un pc ricondizionato; una buona opportunità per chi cerca lavoro e ha bisogno di questo strumento per farlo. Il corso di informatica è aperto a tutti. Le lezioni, in programma il venerdì alle 11 alle 12.30, iniziano il 15 ottobre con le basi: l’uso del pc, internet e office. A seguire saranno affrontati altri temi: i social network, l’uso di smartphone e tablet, il fotoritocco, l’editing video e persino la riparazione di un computer. Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Per informazioni e iscrizioni è possibile inviare una mail a [email protected] o contattare Massimiliano al mattino al numero 328.3281994. Dettagli sui corsi qui.   [post_title] => Dal cucito all'informatica, La Tela di Rescaldina apre la stagione dei corsi [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => dal-cucito-allinformatica-la-tela-di-rescaldina-apre-la-stagione-dei-corsi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-10-08 02:19:43 [post_modified_gmt] => 2021-10-08 00:19:43 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=262795 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 245981 [post_author] => 2 [post_date] => 2021-05-28 11:12:34 [post_date_gmt] => 2021-05-28 09:12:34 [post_content] => RESCALDINA - È dedicata alle donne - forti, fragili, autorevoli e timide, ma sempre rappresentate nella loro essenzialità - la personale che l’osteria sociale del buon essere "La Tela" di Rescaldina ospita fino al prossimo 30 giugno. "Solo donne" è il titolo della mostra che Maria Cristina Limido, artista legnanese e presidente del Cab, Centro artecultura nustese, storica associazione degli artisti di Busto Arsizio, propone negli spazi sottratti alla criminalità organizzata. Nella sala Sanua e della sala Vasallo, sono esposte 30 opere realizzate con tecnica mista, acquerello e acrilico; ritratti di altrettante donne per dare corpo alla sensibilità, alla tenacia, ma anche alla fragilità del mondo femminile. Specializzata nella tecnica del pastello e nell’anatomia artistica presso due pittori dell’Altomilanese, Maria Cristina Limido ha frequentato la Scuola Superiore di Arti applicate del Castello di Milano ottenendo il diploma e  la specializzazione in ritratto di  figura dal vero. Lavora con olio, acrilico, acquarello, pastello, china, e tecnica mista. Ultimamente ha sviluppato anche una serie di lavori di Fiber Art. Insegnante di disegno e tecniche pittoriche è membro dell’Associazione artistica legnanese Aal. Annovera oltre 40 mostre tra collettive e personali. La mostra è visitabile negli orari di apertura de La Tela fino al 30 giugno ed è a ingresso libero. La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in Ati dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale. Info: Osteria sociale del buon essere “La Tela” Strada Saronnese, 31 a Rescaldina. 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Sono le parole di Samuele Turconi raccolte da Alberto Centinaio nel libro “Sognando la libertà. Il partigiano Sandro” (La Memoria del Mondo). L’osteria sociale del buon essere La Tela, nell’ambito del ciclo “Incontri con l’autore”, in collaborazione con l’Ecostituto della Valle del Ticino propone mercoledì 28 aprile (alle 21 in diretta sulla pagina facebook e sul canale youtube de La Tela) la presentazione dell’ultimo libro dell’ex sindaco di Legnano e grande appassionato di storia locale: il racconto della Resistenza legnanese attraverso la testimonianza e gli occhi di chi l’ha vissuta sulla sua pelle. «Samuele Turconi si meritava che l’oblio del tempo non scendesse su di lui. Soprattutto, la sua testimonianza doveva essere trasmessa alle giovani generazioni perché non dimenticassero quante sofferenze molti uomini e donne di allora avevano patito nel corpo e nell’animo per ridare la libertà al nostro popolo oppresso dalla dittatura», spiega l’autore. «Questo racconto è dedicato a tutte le donne e a tutti gli uomini dimenticati che hanno combattuto per la libertà del nostro Paese durante il periodo della dittatura fascista e dell’occupazione nazista». Dalla “battaglia di Mazzafame” alla rocambolesca fuga dall’ospedale, dopo essere stato ferito e arrestato, la storia di Samuele Turconi è stata più volte rievocata. In questo libro però Centinaio inserisce la Legnano che non c’è più; una città e un territorio da una parte fatti di stalle, cascine e boschi, dall’altra le schiere di tute blu segno di un inarrestabile progresso industriale che stava sconvolgendo vite e famiglie. Una Legnano che resiste e una Legnano fascista, dove gli ideali si mischiano con l’opportunismo di provincia, ma tutto concorre a raccontare un frammento di storia che non deve essere dimenticato. Come scrive Giorgio Vecchio nella prefazione: “È bene non dimenticare mai questo caleidoscopio di volti e di cuori: è la complessità di ogni società e quindi anche della nostra. Pretendere di rinchiudere tutti entro caselle pre­ssate è un abbaglio colossale”. “Sognando la libertà. Il partigiano Sandro”, alle 21 sulla pagina Facebook e sul canale youtube dell’osteria sociale del buon essere e dell’Ecoistituto della Valle del Ticino. Interviene Alberto Centinaio, intervistato dal giornalista Gigi Marinoni.   Alberto Centinaio, per alcuni decenni ha gestito insieme al fratello Gianni la società di famiglia fondata dal padre nel primo dopoguerra. È un appassionato cultore della storia locale e in particolare della Resistenza legnanese. Con Giorgio Vecchio e Nicoletta Bigatti ha pubblicato il libro Giorni di guerra. Legnano 1939-1945 (Eo Ipso, 2001). Impegnato politicamente, è stato Consigliere della Città Metropolitana di Milano e dal 2012 al 2017 Sindaco della città di Legnano. La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in ATI dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. 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Un racconto dove la storia locale fa i conti con l’universo in movimento, ma dove c’è sempre un punto che rimane fisso: quell’antico pioppo della Corte del Villoresi. Intervistato da Mario Domina, responsabile della biblioteca Lea Garolfalo di Rescaldina, Giuseppe Lupo ha raccolto nel suo ultimo lavoro la storia di una scuola serale a nord di Milano dove un giovane professore insegna italiano a una classe di immigrati di diverse nazionalità: magrebini, albanesi, sudamericani, perfino un quarantenne con tre figli e una laurea in ingegneria, conseguita in Iraq. Tra di loro ci sono anche Cesar e Apollinaire, padre e figlio sbarcati in Italia dalla Costa d’Avorio, Amin l’albanese, partito a bordo di un gommone e arrivato a Brindisi a nuoto, Rafkani e Mohammed, il più silenzioso degli alunni. Le loro lezioni sono, però, insolite, perché a ravvivarle, sul finire, arriva nonno Paplush, personaggio amato da tutti e memoria storica del paese: si affaccia alla porta, si siede in prima fila e inizia a raccontare la sua giornata e il suo passato, di quando, insieme a Ottavio, faceva l’operaio alla teleria, “la madre che ci ha dato da vivere”; di quella volta che nel 1954 sorprese Fausto Coppi a fare pipì su un muro durante una tappa a cronometro; di quando frequentava la vecchia locanda dove la giovane Rossana sognava di fare, un giorno, la ballerina e intanto cucinava per tutti e cresceva un figlio non riconosciuto dal padre. Ma in tutti i ricordi dolceamari di Paplush c’è una figura che ritorna sempre, l’antico pioppo della Corte del Villoresi con cui il nonno ha un legame speciale. Inizio alle 21 sulla pagina facebook e sul canale youtube dell’osteria sociale La Tela. Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l’Università Cattolica. È autore di numerosi romanzi, fra cui ricordiamo L’americano di Celenne (2000), L’ultima sposa di Palmira (2011), Viaggiatori di nuvole (2013), L’albero di stanze (2015), Gli anni del nostro incanto (2017), Breve storia del mio silenzio (2019) e Il pioppo del Sempione (2021), con i quali ha vinto i premi Viareggio-Répaci, Selezione Campiello, Mondello, Alassio-Centolibri, Giuseppe Dessì, Vittorini, Frontino-Montefeltro. Ha pubblicato inoltre saggi e collabora al Sole-24Ore. La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al comune di Rescaldina e gestito in Ati dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. 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È questo il tema che Mario Bonanno affronta nel suo ultimo libro “Il mio nemico non è” (148 pagine, editore Pagina Uno) e che presenta nell’incontro online organizzato da La Tela in collaborazione con l’Ecoistituto della valle del Ticino. Giovedì 8 aprile alle 21 per la rassegna “Incontro con l’autore”, sulla pagina facebook dell’osteria sociale del buon essere di Rescaldina e sui canali youtube de La Tela e dell’Ecoistituto, il giornalista di Sempionenews Gigi Marinoni e Laura Defendi di Radio Punto incontrano Bonanno per parlare del decennio 1968-1978 che ha lasciato un solco indelebile nella storia della musica italiana. Prendendo in prestito un verso di una canzone di Enzo Iannacci, in “Il mio nemico non è - i cantautori, la guerra e il conflitto sociale”, Mario Bonanno racconta di come quel periodo storico è stato vissuto e, attraverso le loro canzoni, raccontato da una generazione di cantautori. Infatti, durante il lungo Sessantotto l’onda della protesta irrora la canzone di poetiche di caratura dirompente: le parole diventano cronaca e poesia dal teatro della storia. Per la gioventù movimentista degli anni Settanta le prove tecniche di rivoluzione passano anche dalle ballate che risuonano dagli stereo, dalle piazze, come nelle aule delle università occupate. La loro contiguità con il tema della guerra e del conflitto sociale è l’argomento specifico di questo libro, nel suo doppio declinarsi argomentativo di lotta combattuta tra nazioni, e di lotta instaurata tra sistema e individuo.   “Il nemico non è” ha intenti scopertamente politici, a sostegno di due tesi: la prima riguarda lo statuto sociale assunto dalla canzone d’autore negli anni Settanta; la seconda inerisce al conflitto Stato-individuo. Un conflitto oggi taciuto e a quel tempo persino rappresentato e cantato. Di questa azione coercitiva ha sempre fatto le spese il cittadino comune. Militare in divisa o burattino senza fili che sia. Mario Bonanno scrive articoli e libri sui cantautori italiani. Nella collana Grande Sconcerto di Stampa Alternativa ha già pubblicato: Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso; Rosso è il colore dell’amore. Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli; Io se fossi Dio. L’apocalisse secondo Gaber; La musica è finita. Quello che resta della canzone d’autore italiana; È vero che il giorno sapeva di sporco. Riascoltando Disoccupate le strade dai sogni di Claudio Lolli; Ho sognato di vivere. Variazioni sul tema del tempo in Roberto Vecchioni; Francesco De Gregori. Il sovversivo della forma. La Tela è un bene sequestrato alla criminalità organizzata, affidato al Comune di Rescaldina e gestito in Ati dalle cooperative La Tela e Meta insieme con altre associazioni del territorio. È ristorante e centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale. 07042021 [post_title] => I cantautori, la guerra: Mario Bonanno presenta il suo libro a La Tela di Rescaldina [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => i-cantautori-la-guerra-mario-bonanno-presenta-il-suo-libro-a-la-tela-di-rescaldina [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-04-07 16:43:20 [post_modified_gmt] => 2021-04-07 14:43:20 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=240128 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 10 [current_post] => -1 [before_loop] => 1 [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 633864 [post_author] => 2 [post_date] => 2024-11-08 19:37:44 [post_date_gmt] => 2024-11-08 18:37:44 [post_content] => RESCALDINA - La cooperativa sociale La Tela, che gestisce l’osteria sociale lungo la Saronnese a Rescaldina, ha ottenuto il secondo premio al concorso “Sostenibilità cooperativa” organizzato da Confcooperative. 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