TRADATE - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Uil Funzione Pubblica in merito alla situazione della polizia locale di Tradate.
La scrivente organizzazione sindacale, a seguito dei diversi articoli emersi a mezzo stampa, precisa che il rappresentante Rsu
Uil Fpl della polizia locale ha ricevuto mandato a trovare un accordo all’interno del settore per presentare una proposta alla parte pubblica, così come ha fatto.
Il sindaco di Tradate, Giuseppe Bascialla, unitamente a parte della Giunta Comunale, ha convocato impropriamente un tavolo senza i rappresentati sindacali e, non essendo un tavolo negoziale, per la scrivente il verbale emerso rappresenta un punto di partenza, benchè forte della condivisione degli addetti al servizio, per chiudere definitivamente la questione orario polizia locale.
Il comunicato ai dipendenti delle sigle sindacali aveva lo scopo di portare a conoscenza dei dipendenti delle modalità improprie usate dall’Amministrazione per divenire ad un accordo e sollecitava l’inizio della “contrattazione” di tutti i dipendenti che aspettano il nuovo contratto Decentrato, dove la trattativa non è nemmeno stata avviata dall’attuale Amministrazione.
Detto ciò, quando verrà presentato un atto ufficiale, non un verbale, come una determina di orario, si chiederà l’avvio del “confronto”, cosa che finora è stata negata da componenti dell’Amministrazione con tanto di articoli di giornale, per limare eventuali criticità e chiudere questa vicenda che oramai va avanti da troppo tempo generando malessere e confusione tra gli addetti.
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TRADATE - "Non sono il sindaco, gli assessori e nemmeno i dirigenti del comune di Tradate a decidere se applicare o meno le regole che governano il sistema delle relazioni sindacali. Il loro compito sarebbe quello di gestire al meglio le risorse che hanno a disposizione, al fine di garantire servizi efficienti ai cittadini. Purtroppo ciò non accade per la polizia locale".".
Inizia così la dura nota di Sergio Iommazzo (Fp Cgil Varese), Mirella Palermo (Cisl Fp dei Laghi) e Antonio Durante (Uil Fpl Varese) dal titolo i fatti hanno la testa dura.
"Le proposte fatte dalle organizzazioni sindacali, tutte rifiutate dalla Amministrazione Comunale, hanno avuto come linea di condotta quella di trovare una mediazione tra le esigenze dei lavoratori e gli obiettivi del Comune. Invece, dalla parte pubblica sono giunte solo proposte che porterebbero disagi alla città di Tradate continuando a mettere in subbuglio, per non dire fare a pezzi un servizio che a tutt’oggi è riuscito a funzionare bene nonostante le gravi carenze organizzative generate dai vertici solo grazie al personale della polizia locale".
Perentoria la posizioni delle tre organizzazioni sindacali: "Non possiamo tollerare oltre che le norme contrattuali siano violate. Non possiamo osservare in silenzio l’esodo dei lavoratori senza che l’Ente riesca sostituirli. Non possiamo immaginare un sistema di relazioni sindacali solo teso a perseguire vuoti adempimenti formali. Non possiamo immaginare di dover ricorrere alle vie legale per questioni che andrebbero risolte con semplice capacità di ascolto e di confronto nel rispetto dei ruoli".
E concludono: "Consideriamo un grave errore non confrontarsi nel merito delle criticità emerse, per cercare soluzioni che, nel rispetto delle norme contrattuali e di legge, consentano al personale della Polizia Locale di lavorare al meglio per offrire il miglior servizio possibile alla cittadinanza. Senza il consenso dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano, ogni scelta organizzativa diventa solo una vuota e velleitaria progettualità".
09052023
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Al centro della vicenda c'è il nuovo orario di lavoro per il comando di polizia locale. Tutto è iniziato lo scorso 16 dicembre quando il comandante del corpo ha comunicato un nuovo orario di servizio e di lavoro del settore polizia locale e Uil Fpl chiedeva un primo incontro.
"Nel primo incontro - spiega Antonio Durante Uil Fpl Varese - si cercava un accordo tra le esigenze dell’Amministrazione e le esigenze del comando di polizia locale, presentando più di una proposta per una turnazione che conciliasse le esigenze vita – lavoro".
L'epilogo non è stato positivo: "Sistematicamente le proposte sono state accantonate o bocciate con motivazioni non meglio precisate, almeno a livello normativo. Al termine del confronto è stato imposto da subito un orario che non garantisce la ciclicità del turno, né consente di lavorare in sicurezza, con turnazioni settimanali che non permettono un minimo di organizzazione della vita extra lavorativa".
Lo scorso 31 gennaio, quando i termini del confronto erano già scaduti, Uil Fp
ha chiesto il ripristino dell’orario "visto che la parte pubblica non aveva fornito
indicazioni precise, benché richieste più volte, su quale fosse l’orario di servizio e di lavoro del settore".
E prosegue: "Invece di decidere su quale orario il settore dovesse uniformarsi si è continuato a fare proposte ora di un turno cosiddetto 7X5, ora di un turno 6X6, lasciando passare i mesi e lasciando nel frattempo gli addetti in balia un’organizzazione settimanale che non consente loro di poter godere in tranquillità del giorno di riposo in quanto non preventivamente calcolabile né comunicato dalla struttura".
Lo scorso 6 marzo l'annuncio di un nuovo orario attivo dal primo aprile: "E' stata prevista una seconda articolazione di orario, solo nel caso in cui venisse sottoscritto, entro il 1° aprile 2023, l'accordo sul progetto "Potenziamento dei servizi di controllo della Polizia Locale finalizzati alla sicurezza urbana e stradale da
effettuarsi nelle giornate di domenica – anno 2023".
"La comunicazione, a dir poco ambigua lascia scegliere ai soggetti riceventi la possibilità di lavorare da lunedì alla domenica, senza nessuna specifica sul turno domenicale e sul riposo conseguente che potrebbe essere spostato di volta in volta a seconda delle esigenze e delle valutazioni del Comando e senza fornire un calendario quantomeno annuale o semestrale per far sì che un dipendente possa organizzarsi la propria vita privata, oppure da lunedì a sabato solo se si sottoscrive un progetto redatto dall’Amministrazione che chiede di coprire tutte le domeniche da aprile a dicembre in lavoro supplementare, che con i numeri del corpo di polizia di Tradate si traduce in un giorno di riposo ogni 15 di lavoro, cosa assolutamente insostenibile e non accettabile".
"In ultimo la comunicazione lascia intendere che il settore, precedentemente autorizzato, all’inizio degli anni 2000, alle 35 ore settimanali dovrà lavorare 36 ore, probabilmente (perché anche su questo punto nessuna comunicazione è stata trasmessa) giustificando la richiesta con la carenza di personale".
Da qui la decisione: "Non avendo più modo di far ragionare la parte pubblica, ci riteniamo costretti a proseguire le trattative secondo le modalità previste. Si chiede inoltre nel più breve tempo possibile un incontro alla parte di delegazione pubblica, alla presenza del Sindaco se lo gradisse, fermo restando che le richieste espresse dall’assemblea dei lavoratori sono vincolanti".
(foto dal sito comunale)
SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito alla riunione di domani del personale della Zerbi
Nella giornata del 12 gennaio 2023, nell'aula Aldo Moro, si svolgerà l'assemblea generale dei dipendenti dell'istituzione Zerbi per discutere la situazione sul sistema scolastico dei piccoli saronnesi e sulla effettiva volontà dell'Amministrazione di mantenere pubblica ed efficiente una istituzione fiore all'occhiello del Comune di Saronno nei decenni passati indipendentemente dai colori politici che l'hanno e la governano.
Verrà spiegato ai lavoratori la situazione da dove si è partiti e lo stato dell'arte, dagli impegni assunti ed, al momento, disattesi, da parte del comune in una situazione del personale che definire disastrosa è la realtà, con più di 20 dipendenti tra operatori scolastici, insegnanti ed educatori a tempo determinato e il servizio di pre/post e sostegno nelle scuole elememtari e medie appaltato a una cooperativa ( altri 12 educatori mancanti).
L'ultima goccia che ha fatto emergere l'impossibilità del'amministrazione a mantenere gli impegni assunti dal sindaco Augusto Airoldi a luglio 2022 sull apertura delle procedure concorsuali è stata la delibera assunta alla fine del 2022 sul fabbisogno del personale 2022/2024 del comune, in cui è stata fatta la scelta politica precisa di sommare la capacità assunzionale del comune con quella dell'istituzione e utilizzandola esclusivamente per assumere dipendenti a tempo indeterminato in comune impedendo, di fatto, qualsiasi assunzione alla Zerbi a tempo indeterminato nei prossimi anni.
A questo si aggiunge la situazione che si verrà a creare nel prossimo anno scolastico 2023/2024 con l'annuncio della chiusura dell'asilo nido Candia per ristrutturarlo (era ora diciamo..). Per fare questo però l'Ammimistrazione si è limitata a trovare posto nella scuola S.Giovanni Bosco per un massimo di 30 bambini. È una soluzione riduttiva che pregiudicherà non solamemte il prossimo anno scolastico, non potendo iscrivere 30/35 bambini nel servizio pubblico, ma questa mancanza si trascinerà anche negli anni futuri (almeno 3). Questa situazione potrebbe pregidicare per anni la possibilità di assumere stabilmente personale. A tutto ciò si è aggiunta la precaria condizione della parte amministrativa dell'ente fatto da direttore amministrativo e funzionari che per situazioni personali o prossimi al collocamento a riposo, comporterà, anche in questo settore, nel 2023 una situazione di precarietà estrema.
Per questo le organizzazioni sindacali si incontrano con le lavoratrici per decidere assieme quali azioni e iniziative da intraprendere per mettere l'Ammimistrazione davanti alle proprie responsabilità ed invitandola a mantenere il rispetto degli impegni assunti. Non escludendo il coinvolgimento dei genitori dei piccoli frequentanti ma anche dei cittadini che si troveranno ridotta la capacità di ricettività di uno dei due asili nido pubblici del 50% nonostante l'Ammimistrazione ha tempo da almeno 2 anni per trovare soluzioni adeguate per ristrutturare l'asilo senza ridurre drasticamente la capacità ricettiva. Ci sono moltissime scuole pubbliche, paritarie e locali comunali in cui collocare altre 2 classi per i più piccoli cittadini. Con buona pace delle norme che impongono di arrivare al 35% della capacità ricettiva negli asili nido pubblici. Le lavoratrici, assieme ai loro rappresentanti decideranno quale strada intraprendere.
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SARONNO - Alle elezioni per rinnovare le Rsu negli enti pubblici nella citta di Saronno Uil Fpl ha ottenuto la maggioranza assoluta delle lavoratrici e dei lavoratori che si sono recati a votare. All'ospedale di Saronno con il 68% dei voti, al Comune di Saronno con il 60% dei voti, all'istituzione zerbi con il 58% dei voti. Un grazie per gli ottimi risultati ottenuti arrivata dalla Uil Fpl a tutti i propri elettori.
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