CARONNO PERTUSELLA – Mercoledì 22 gennaio una squadra della Sei Servizi Emergenza Integrati di Misinto e Caronno Pertusella è partita, a seguito della attivazione da parte della Presidenza Consiglio dei Ministri, alla volta di Modena. 

Le squadre sono state impegnate fin dalla prima notte di emergenza su tre fronti: da una parte l’installazione della motopompa della Sei da 4.500 litri al minuto, posta su un argine in modo da pompare acqua dal paese di Bastiglia nel canale adiacente; dall’altra la funzione logistica di rifornimento di 10.000 sacchi di iuta dal Centro di Coordinamento provinciale di Marzaglia fino al COC (Centro Operativo Comunale) di San Felice sul Panaro, raggiunto tra strade interrotte e posti blocco, dove con l’aiuto dell’Esercito le squadre locali stavano erigendo argini di sacchi di sabbia per contrastare l’avanzare delle acque; infine la funzione di monitoraggio dell’argine di un canale si svaso estremamente provato dalle piogge dei giorni precedenti, che si è protratta per tutta la notte.

Il secondo giorno l’acqua ha iniziato a defluire dalle strade di Bastiglia (uno dei centri più colpiti), così le squadre hanno potuto iniziare il lavoro di pompaggio acqua dalle cantine e dai box. In particolare le operazioni si sono concentrate in una via del centro, dove una serie di palazzine avevano il corsello box completamente allagato da 2,5 metri di acqua. Grazie all’ausilio delle motopompe nell’arco di 24 ore l’acqua è stata completamente rimossa ed è stato possibile iniziare la fase di sgombero e successivamente procedere al pompaggio acqua da alcune case ubicate nella zona più alluvionata del paese.

Mentre la grande motopompa dell’Associazione sta continuando ininterrottamente il suo lavoro (pompando già più di 1 milione di litri d’acqua), nei prossimi giorni è previsto il sole, che se da una parte porterà ottimismo ai volontari impegnati e soprattutto alle popolazioni colpite, dall’altra potrebbe far seccare la grande quantità di fango presente nelle strade e nelle case interessate dal disastro, provocando ulteriori disagi e difficoltà. Sarà quindi compito di tutte le forze impegnate nella gestione di questa emergenza, continuare il lavoro di supporto a queste zone già martoriate dal terremoto del 2012, affinchè la situazione torni al più presto (e ancora una volta) alla normalità.

26012014

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