protesta operai riva caronno (1)SOLARO – Operai italiani, anzi di Solaro, pagati come in Polonia? Per i sindacati proprio questa sarebbe la proposta in arrivo dal gruppo Electrolux per mantenere in vita gli stabilimenti italiani, oltre a quello solarese anche a Forlì, Porcia e Susegana.

In pratica, in Italia il costo orario dei dipendenti si attesta sui 24 euro, l’obiettivo sarebbe quello di farlo scendere di una cifra fra i 3 ed i 5 euro, per avvicinarsi agli stabilimenti polacchi dopo gli operai ricevono 7 euro all’ora. La giornata sarebbe di sei ore con meno pause e permessi sindacali. Complessivamente, gli stipendi italiani degli operai della multinazionale – che produce elettrodomestici e che fa base a Stoccolma in Svezia – scenderebbero alla somma di 7-800 euro mensili.

Domani le assemblee dei lavori per discuterne, in vista anche la possibilità di indire uno sciopero.

Nelle scorse settimane Electrolux, che a Solaro gestisce la grande fabbrica situata alla periferia del paese, aveva parlato di circa 450 esuberi in Italia, 75 dei quali a Solaro.

(foto archivio, recente manifestazione sindacale alla Riva di Caronno Pertusella)

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13 Commenti

  1. Altro che problema sicurezza o problema centri sociali.
    Questi sono i problemi dell’Italia del 2014, e i politici tutti, da destra a sinistra, han creato negli anni passati le condizioni perchè si arrivasse a questo punto, con l’appoggio di tutti i sindacati maggiori.
    Speriamo anche qui da noi gli operai si facciano sentire.

  2. ecco perchè si dice che serve manodopera straniera…..non per fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare come ci vogliono far credere (manco fossimo un popolo di sfaticati) ma per ricoprire i posti di lavoro alle condizioni di schiavi che gli italiani GIUSTAMENTE non vogliono accettare!!!!

    • Lettura quantomeno superficiale. Non è una considerazione vera nè storicamente nè localmente in questo momento.
      Tu, che hai qualcosa di sinistra, almeno nel nome, dovresti sapere che quella è semplice e pura lotta di classe, quella dei “padroni” nei confronti degli schiavi.
      Ad abbassare gli stipendi e la qualità del posto di lavoro sono stati i capitalisti, non gli immigrati. Guarda la cosa dal giusto punto di vista!

      • ma io e te più o meno concordiamo….quello che dico pure io è che il sistema che tende ad abbassare stipendi e qualità del posto di lavoro….ma finchè il sistema trova degli schiavi che per disperazione sono costretti ad accettare certe condizioni non ne usciremo mai…..e direi che sarebbe ora di finirla di far entrare ulteriori schiavi che o accettano certe condizioni o delinquono per vivere…..

  3. Ve lo dice da vent’anni, la Lega Nord, che servono i dazi economici. Pagi 7 euro l’operaio polacco per produrre elettrodomestici a costi sleali sul mercato italiano? Un bel dazio che riporta equilibrio nel prezzo di vendita!
    E vedrete che la delocalizzazione perderà una o più armi.
    Defiscalizzazioni per le aziende italiane (tutte, non solo aree disagiate) e ripartiranno i consumi.
    So che non è così facile, ma in un commento non si può scrivere un trattato di macro-economia

    • il nostro è un paese che ha una bilancia commerciale attiva grazie alle esportazioni e i discepoli economici insubri vogliono i dazi (che evidentemente gli altri paesi poi applicheranno alle nostre esportazioni).Quando proporrete l’autarchia e la benzina autoctona???

    • Concordo che in poche righe non si puo’ scrivere un trattato di economia.
      Oramai e’ troppo tardi, i buoi sono scappati e la colpe sono un po’ di tutti, dei politici, dei sindacati, della comunita’ europea, etc. etc.
      Pero’ due precisazioni riguardanti anche la Lega Nord:
      – Il potente ministro Giulio Tremonti (molto apprezzato dalla Lega) invocava sempre la de-regulation (una parola che rimase in testa a tanti perche’ pronunciata con la sua “evve” al posto della “erre”), poi dopo le speculazioni sui mercati, si lamento’ della mancanza di controlli adeguati, per non parlare di quando affermo’ che la crisi dell’Italia era un’invenzione finche’ poi non ci ha travolti tutti e non ha piu’ potuto negare l’evidenza.
      – l’ex-tesoriere della Lega, Belsito, lasciamo perdere gli aspetti penali, stava per investire il gruzzolo dei rimborsi elettorali della Lega in titoli di stato della Tanzania (non in titoli di stato italiani).

  4. Dispiace, ma non saprei dire se è giusto mettere i dazi o no…una cosa certa è che i costi per le aziende sono alte e ma anche riducendo le tasse, il costo del lavoro non potrà mai essere nemmeno paragonabile con quello dei lavoratori cinesi.

  5. Ma cosa vi aspettavate? Quando un governo tassa le aziende al 60%, come fanno ad essere competitive sul mercato?
    Abbassare la tassazione è l’unico sistema per incentivare le imprese ad investire ancora sul territorio, abbiamo troppi costi in questo paese.
    Paghiamo la tassa sui capannoni di proprietà, pagamiamo la corrente elettrica che acquistiamo all’estero, paghiamo il gas che acquistiamo all’estero, paghiamo lo smaltimento per la spazzatura che produciamo a prezzi esorbitanti, paghiamo cifre esagerate per rispettare le normative sulla sicurezza e salute che cambiano costantemente di anno in anno…..vi basta?

    • Aggiungerei la maledetta burocrazia (lenta e costosa per fare qualsiasi cosa), marche da bollo per qualsiasi stupidata, notaio ad ogni variazione di atti, anticipo delle tasse per l’anno a venire, IVA da pagare anche su fatture ancora non riscosse, studi di settore mal congegnati …

    • le tasse (dirette,indirette, nascoste) sono alte perchè per uno che lavora ce ne sono almeno 4 che non producono (anzi fanno perdere tempo, e includo commercialisti e affini) e magari prendono più soldi di chi lavora e produce. Un paese soffocato dalla burocrazia e dall’inefficienza, dove entrambe giovano a larghe fette di persone

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