Agostino (Tino) FontanaSARONNO – Pubblichiamo, dopo gli interventi di Saronno al centro e di Movimento 5 stelle pubblichiamo Una riflessione dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Agostino Fontana sulle scelte dell’Amministrazione comunale per mantenere il servizio del giudice di pace ed i relativi costi

Leggo sul sito “il Saronno”, che con aria soddisfatta il Sindaco annuncia che verrà mantenuto il Giudice di Pace, decisione glorificata anche dal Segretario Comunale.

Ma forse è bene che i cittadini conoscano tutta la storia che inizia circa un anno fa, 2013, quando il Ministero decise di chiudere il Tribunale di Saronno con possibilità, per i Comuni che ne avessero fatto richiesta, sostenendone i costi di personale, ufficio e gestione, di mantenere il Giudice di Pace.

Saronno ottenne questa possibilità così come Legnano, e Gallarate.
L’Amministrazione saronnese avrebbe dovuto attivarsi a cercare il consenso dei comuni limitrofi al fine di suddividere i costi in base al numero di abitanti. Non lo fece o perlomeno non concluse alcunché formalmente.

A marzo del corrente anno, 2014, visto il perdurare della crisi e la scarsità di risorse per gli Enti Locali, il Ministero, mediante Decreto Legge, dette ai comuni la possibilità di rivedere la loro decisione, precedentemente presa, e rinunciare al Giudice di Pace.

Io mi permisi di suggerire all’Amministrazione di consultare i cittadini saronnesi su una decisione che avrebbe pesato sulle loro tasche indicando anche quali altri comuni avevano aderito alla condivisione delle spese.

Dall’alto della loro posizione, l’Amministrazione saronnese decise, in solitario, di non coinvolgere la cittadinanza e confermare il mantenimento del Giudice di Pace che sarebbe stato pagato con i soldi nostri.

Stando all’articolo, il Sindaco Porro dichiara poi che ora inizierà una delicata fase di coinvolgimento degli altri comuni per suddividere le spese: ottima amministrazione che si impegna a spendere soldi prima ancora di aver ottenuto il consenso, alla condivisione delle spese, dagli altri comuni. Forse prudenza ed oculatezza avrebbe voluto che gli altri fossero coinvolti prima e non dopo!
Ciò denota la poca attenzione con la quale si spendono i soldi nostri.
Legnano e Gallarate questa verifica l’hanno fatta prima ed hanno deciso di conseguenza.

Premesso che la perdita di questo servizio avrebbe significato prendere il treno ed andare a Busto Arsizio sicuramente ciò che è venuta a mancare, come al solito, è anche la partecipazione dei cittadini alla decisione.

Inoltre, per completezza d’informazione, va aggiunto che Legnano e Gallarate, che anch’essi avevano inizialmente ottenuto di mantenere l’ufficio del Giudice di Pace, vista la non partecipazione dei rispettivi comuni limitrofi hanno deciso, saggiamente, di non caricare i loro cittadini di ulteriori costi ed hanno rinunciato all’ufficio.

Ai cittadini l’ardua sentenza!

12 Commenti

  1. Assolutamente condivido il Fontana pensiero! Finalmente anche il (-1) della Porro & Co. (-1) a chiare lettere e senza mandarle a dire ribadisce quale concetto ineluttabile a base di ogni democrazia è intrinseco nelle parole partecipazione e consenso.
    Rinnovo la mia stima a Fontana, l’unico “capace” di dissociarsi dalla fallimentare amministrazione Porro & Co. e che ricordo con gratitudine mettendo sempre il (-1).

  2. Trovo il giudice di pace una struttura utile e viste le distanze secondo me hanno fatto bene a mantenerlo. Tra l’altro ricordo che molti criticavano proprio l’amministrazione quando uscirono gli articoli sul fatto che stava chiudendo… criticavano allora per l’opposto e criticano anche ora? Lungi dal voler difendere l’amministrazione ma decidersi 😉

  3. Nel 2015, dopo il voto, fontana e IdV scompariranno definitivamente dalla vita politica saronnese.

    • Certo, ma le loro parole resteranno. A sinistra dà sempre fastidio chi dice la verità.

  4. grazie Fontana ! – la partecipazione, effettiva e non solo programmata, resta il tallone di Achille della Premiata Giunta Porro – partecipazione intesa sia come CONSULTAZIONE del parere dei cittadini che come COMUNICAZIONE e TRASPARENZA – difficile spiegarsi il reale motivo di tanto autolesionismo – una spiegazione accettabile potrebbe essere che per comunicare occorre una posizione univoca mentre nella Premiata Giunta Porro la posizione è sempre equivoca – GUARDIAMO AL 2015 !

  5. Gallarate e Legnano confinano con Busto, Saronno e’ ben più lontana. Sveglia saronnesi!!!

    • Hai ragione. Sempre più facile criticare che proporre. E poi tutti ci ricordiamo la battaglia (sic) fatta a suo tempo anche e soprattutto sulle pagine di questo giornale per mantenere il tribunale e quantomeno il giudice di pace. Come al solito, memoria corta e si cavalca l’onda, magari per propri tornaconti.

      • se non si fosse arrivato a questa soluzione per il giudice di pace il sig. Fontana e il sig. Banfi avrebbero certamente criticato l’amministrazione per inefficenza. Vedremo questi signori cosa faranno nel 2015 se riusciranno ad imbambolare i cittadini. ci ricordiamo molto bene cosa ha fatto l’amministrazione gilli con l’appoggio dei fuoriusciti di sac

  6. Condivido l’esigenza di scelte più partecipate…del resto se lo dice un ex assessore per 4 anni di questa Giunta c’è da crederci! Nel merito invece ritengo corretta la scelta di mantenere il GdP a Saronno, località decentrata rispetto a Busto che resta disagevole da raggiungere. Trovo invece assurdo tenere aperto uno stabile di 1000 e più metri quadri solo per il GdP che occupa a mala pena tre stanze. Penso che non sia difficile trovare alternative molto meno costose nell’ambito del patrimonio comunale.

    • del tutto condivisibile il tuo post! GdP, alla fine ma quanto ci costi nel palazzo della sicurezza e della giustizia così voluto dalla Porro & Co. (-1)? Forse bastavano un paio di stanze in via Roma, dai facciamo anche tre negli spazi lasciati (è una parola grossa ..lasciati) liberi dalla Saronno Servizi e destinare il palazzo di via Varese ad una cittadella della Cultura! …perché NO!

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