SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento di Nicola Gilardoni in merito al consiglio comunale di giovedì sera.

Nell’ultima seduta del consiglio comunale si è parlato di verifica degli equilibri di bilancio di previsione e dello stato di attuazione dei programmi. Un momento da non sottovalutare, anzi, un utile indicatore del raggiungimento degli obiettivi e dei programmi annuali dell’Amministrazione.

Purtroppo è necessario ripetere quanto già affermato in sede di approvazione del bilancio di previsione 2017. La città non cambia, rimane la stessa, con tutte le sue aspettative, sempre senza slancio, senza prospettiva, senza risposte agli innumerevoli problemi e sempre più povera grazie alle scelte politiche di questa amministrazione.

Sotto il profilo degli equilibri finanziari le entrate tributarie seguono l’iter stagionale statistico, i trasferimenti vengono confermati con il loro trend tendenziale al ribasso, c’è stato qualche incasso in più di oneri di urbanizzazione ma senza che se ne vedano gli effetti sugli investimenti in opere pubbliche. Sembrerebbe tutto in ordine. Invece no, preoccupano le previsioni sulle entrate delle sanzioni al codice della strada (1.600.000 euro che di fatto tengono in piedi il bilancio del comune) che sotto il puro profilo previsionale mantengono le attese (periodicamente si assiste al raid delle multe legate alla pulizia delle strade) ma che sotto il profilo della riscossione precipitano. Per le regole della contabilità pubblica ciò porta, a fronte dei mancati incassi, a dover provvedere ad incrementare lo stanziamento al fondo crediti di dubbia esigibilità. Per colpa di pochi il rischio è che si debba destinare a tale scopo un importo di circa 200.000 euro, utilizzando l’avanzo dell’esercizio precedente, che potrebbe invece essere destinato ad interventi di manutenzione delle scuole – edifici pubblici o della viabilità, con un danno per tutta la comunità. A settembre i nodi dovranno venire al pettine e vedremo come l’Amministrazione affronterà il riallineamento alle norme vigenti.

Necessario oltremodo qualche spunto sulle relazioni degli assessorati. Per quanto riguarda i servizi sociali scompare un’intera area, quella relativa agli interventi integrativi e sostitutivi familiari per l’area minori. Non se ne trova traccia rispetto alla relazione ed ai relativi obiettivi e programmi, presenti nella stessa relazione collegata al bilancio di previsione. Non si capisce se sia in fase di smantellamento e se siano state valutate le conseguenze di questo stato di abbandono per il futuro dei minori presi in carico e che necessitano di un percorso di assistenza lungo e difficile. Già in passato abbiamo denunciato questa progressiva mancanza di attenzione, di risorse umane dedicate e di riduzione di intensità degli interventi ma tutto continua, forse anzi peggiora, senza che si intervenga per ricondurre il servizio a quello che sono le necessità presenti in città. Per quanto riguarda il settore cultura la scelta dell’Amministrazione è stata quella di basarsi sull’indizione di bandi pubblici ma, oramai scaduti, nessuno sa che fine abbiano fatto e quali risultati abbiano portato, visto che concretamente non abbiamo visto nessuna nuova iniziativa ma, di converso, assistiamo alla perdita di iniziative ed eventi tradizionali legati al Teatro ed al Cinema sotto le stelle.

I temi: ZTL, mobilità dolce -30 km/H e sicurezza, sono oramai presenti solo sui volantini ingialliti distribuiti in campagna elettorale per lanciare slogan emozionali ma la Politica è ben altro e attiene a fare le cose non solo a prometterle.

Finiamo con l’urbanistica. Continuiamo a leggere di necessità di rivedere il Piano delle Regole e quello dei Servizi se non l’intero PGT (Piano di Governo del Territorio), di creazione di un “tavolo tecnico” di confronto con soggetti rappresentativi di portatori di interessi particolari, come possono essere gli Ordini professionali ma quando il dibattito sarà esteso alle forze politiche, quando (come già richiesto più volte) verrà portato all’attenzione della Commissione urbanistica, visto che il tema è strategico per il futuro della città? La programmazione del territorio, anche se può avere risvolti tecnici, alla fine attiene le scelte politiche che la città ed il suo Consiglio Comunale dovranno assumere, non riguarda solo i tecnici o gli operatori del settore ma la città intera. Il PGT è di tutti i saronnesi perché esprime la città che noi vogliamo realizzare. Quando ci sarà permesso di partecipare?

(foto archivio)

09072017

7 Commenti

  1. Blà…blà….blà l’unica cosa che sa fare.Tra il dire e il fare…ghè de mès el mar.Vedi balle della loro amministrazione.

    • Questa invece, che è fatta solo di illuminati, è la star incontrastata delle balle.

  2. Sono arrivato alla terza riga poi mi sono addormentato. Non è più la stessa persona di quando faceva l’assessore, anche quando diceva di esserlo i sei mesi successivi alla sua prima (e non unica) sconfitta elettorale. Ha una grande ironia, solo quella gli resta, perché politicamente ormai è bollito.

  3. “Il PGT è di tutti i saronnesi perché esprime la città che noi vogliamo realizzare. Quando ci sarà permesso di partecipare?”

    La frase evidenzia il pensiero unico del PD e ricorda anche un po’ Orwell ed i suoi maiali a capo della fattoria: il PGT è di tutti i saronnesi perché esprime la città che NOI (cioè: il PD o i saronnesi?) vogliamo realizzare.

    A ruoli invertiti quanto spazio concesse il PD in fase di stesura del PGT?

  4. L’aspetto positivo che assumono i commenti esternati con sagacia sulle varie notizie pubblicate da questo giornale delinea una competenza di alcuni commentatori sfacciatamente allegorica che non impedisce esternazioni poco appropriate ai temi trattati. Lo sproloquio rende risibile ogni argomento.

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