SARONNO – Dopo Saronno anche Tradate dice addio all’inno di Mameli in consiglio comunale: nella seduta di lunedì 31 luglio, su proposta del presidente del consiglio, si è votata l’abolizione dell’inno di Mameli che apriva ogni assemblea cittadina.

Una scelta fatta anche dall’Amministrazione saronnese a guida leghista e non a caso i commenti non sono mancati anche nella città degli amaretti come quello, condiviso sulla pagina Facebook “sei di Saronno se…” dall’ex consigliere comunale Pd Sara Battistini.

“Son perplessa. A Saronno l’amministrazione di centrosinistra Porro trasmetteva l’Inno nazionale all’inizio di ogni consiglio comunale. A me piace molto, per inciso, sia la musica che le parole, e lo trovavo un momento solenne che ricorda a noi tutti il fine ultimo per il quale eravamo lì: il bene della nostra comunità e dell’Italia. Ovvio che non siamo tutti uguali nel modo di intendere questo “bene”. Io sono fiera del nostro Paese e non mi faccio togliere ne questo onore, ne’ il gusto di ascoltare l’Inno, da chi non persegue questo bene. Poi l’attuale amministrazione ha deciso di toglierlo, e medesima scelta è stata fatta da un’ altra giunta leghista, quella di Tradate”. 

Una presa di posizione che ha scatenato un vivace dibattito, con commenti da entrambe le parti, sul social network.

(foto interna archivio – foto copertina un momento del primo consiglio comunale di Tradate (scatto realizzato da un nostro lettore)

03082017

7 Commenti

  1. Buongiorno.
    Segnalo che il mio post su fb aveva anche un altro significato:quello di farmi aiutare a capire il controsenso tra la Lega che toglie l’inno in polemica con lo Stato e il Governo, e i commenti apparsi sotto la notizia, in cui moltissimi si scagliano contro la decisione accusandoli di aver tolto l’ultimo baluardo contro l’invasione degli arabi, o musulmani e c’è anche chi riesce a parlare male della Boldrini.
    (Ah! Ah!Ah!). Insomma c’è un problema tra la Lega e il suo elettorato? O c’è un problema di una maggioranza che apre il pc e ci vomita dentro la prima cosa che gli viene in mente, senza neanche rendersi conto a chi si rivolge?

  2. L’Inno Italiano è caro a tutti nel momento in cui si compete con altre nazioni del mondo, quello è il suo ambito.
    Forse bisognerebbe elevare una canzone locale ad Inno Comunale Saronnese magari in dialetto, ci sono già Gonfalone e Bandiera che non sono quelli nazionali.
    La signora e tutti quelli che rinfacciano agli amministratori comunali di presentarsi allo stato il 27 del mese per ritirare lo stipendio ricordo che sono le tasse pagate dai cittadini, in particolare l’IRPEF, centralizzato. Sicuramente Saronno e la Lombardia sono in attivo fra Tasse pagate e trasferimenti successivi ricevuti dallo Stato. Il federalismo fiscale avrebbe messo ordine ma è stato totalmente affossato.

    • Appunto! Lo stipendio è pagato con le tasse che pagano i cittadini, quindi anche quelli che vogliono il rispetto del loro modo di essere italiano.

  3. Anche leggere due articoli della Costituzione può essere un momento solenne, non per questo all’inizio del consiglio comunale si può fare quel che pare solenne.
    Il consiglio comunale è una riunione per deliberare argomenti amministrativi.
    La solennità è prevista in altre circostanze: IV Novembre, 2 giugno, 25 aprile.
    Quante volte la signora Battistini ha presenziato alle solenni cerimonie?

  4. In genere i leader sono sempre da soli e percorrono strade individuate autonomamente. Purtroppo quando si copiano atteggiamenti o iniziative di altri si dimostra di avere poco spessore politico, poche idee convincenti ma tante carenze a conferma del proprio operato.

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