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Da Saronno a New York, “In scena!” Adriana Rossetto

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NEW YORK – In occasione del festival di teatro italiano “In scena!” che quest’anno celebra la sua sesta edizione e che si è appena tenuto a New York negli Stati Uniti d’America abbiamo intervistato Adriana Rossetto, attrice saronnese che vive da tempo nella Grande mela, e che ha partecipato al festival con una lettura scenica di “The Neighbors”, spettacolo scritto da Fausto Paravidino e tradotto da Jane House per la prima edizione di Italian Playwrights Project di Valeria Orani in collaborazione con Frank Hentschker ed il Martin E. Segal Theatre Center di New York.

Adriana Rossetto, attrice internazionale, vive a New York da 6 anni, e dopo la sua produzione “NoWhere NowHere” di cui abbiamo riportato nel 2015, ha continuato la sua carriera di successo da attrice a New York. In questa intervista abbiamo voluto esplorare i suoi ultimi progetti e le sue connessioni con la città di Saronno.

Da dove comincia la tua carriera teatrale?
Adriana: La mia carriera inizia proprio a Saronno dove a 14 anni ho cominciato a frequentare la scuola di recitazione Spunk con Marco Clerici. Dopo uno scambio all’estero negli Stati Uniti per il mio quarto anno di liceo (ho frequentato il liceo linguistico Legnani di Saronno) sono tornata a Saronno per finire i miei studi e ho cominciato a lavorare al teatro Giuditta Pasta come maschera. Ho così avuto modo di poter assistere a tutti gli spettacoli della ricca stagione offerta dal teatro di Saronno cominciando così a farmi una cultura teatrale e avendo la possibilità di assistere la maestria di tutti gli attori professionisti che hanno calcato il palco del Giuditta Pasta: è qui che ho conosciuto il lavoro di Alessandro Gassman quando ha fatto La Parola Ai Giurati, e il lavoro di Stefano Massini su Donna Non Rieducabile recitato da Ottavia Piccolo. Questi sono stati i miei primi “innamoramenti” per la vita sul palcoscenico.

Ti senti connessa con le tue radici saronnesi?
Adriana: Certo! Proprio quest’anno per esempio ho recitato in una versione tutta al femminile di “La Parola Ai Giurati” come protagonista – lo spettacolo è stato prodotto da AlphaNYC nella famosa black box dell’ Adam Roebuck Studios vicino a Times Square e diretto da Maylin Castro. Ho pensato molto alle mie prime memorie sul testo che mi hanno riportato proprio da dove vengo. Un altro esempio è stato come ho iniziato l’anno: con uno spettacolo chiamato Ibsen, Shaw and Shakespeare celebrate the New Year diretto dalla famosa Niki Flacks (attrice di Broadway) e presentato al Producers Club di New York, anche questo a due passi da Times Square. Per questo spettacolo ho recitato delle scene tratte Shakespeare e da Shaw, in un collage molto simile al lavoro fatto proprio con Marco Clerici ai miei inizi. Shakespeare è come ho iniziato a muovere i miei primi passi e come continuo a migliorarmi di anno in anno.

Quali altri progetti porti avanti al momento?
Al momento stiamo lavorando su uno spettacolo chiamato Rocco, Chelsea, Adriana, Sean, Claudia, Gianna, Alex – questo è uno spettacolo che nasce dalla collaborazione di 13 artisti tra cui attori, scrittori ed esperti in varie discipline. Lo spettacolo si è sviluppato per 5 anni sotto il nome di There’s Something About America, e parla proprio del clima sempre più teso e polarizzato che si respira in America su questioni socio-politiche. There’s Something About America ha persino ricevuto un reading al famoso Actors Studio, e siamo orgogliosi di portare il lavoro avanti: prevediamo una world premiere a febbraio del 2019 nell’off broadway di New York. Il mio ruolo da protagonista in questo spettacolo è molto autobiografico, e parlo proprio della mia esperienza come artista immigrata in America.

06062018

2 Commenti

  1. In bocca al lupo per tutto! E un forte in bocca al lupo dalla direzione artistica attuale!

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