SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota della società della cura per spiegare le motivazione del presidio che si terrà domani mattina in piazza Libertà dalle 10 alle 12.

La cosa assurda è che si può fare, anche senza cambiare le disumane regole del commercio mondiale: sospendere alle multinazionali farmaceutiche i diritti esclusivi e permettere la produzione dei vaccini per tutti gli abitanti del mondo, senza profitto, in quanto beni comuni!
I governanti europei, però, sempre più assoggettati ai profitti di Big Pharma, hanno già detto all’organizzazione Mondiale del Commercio che per loro va bene così: niente vaccini senza brevetti.

Perciò ci proviamo direttamente noi, cittadine e cittadini europei, a chiedere che nessun profitto debba essere fatto sulla pandemia. Lo facciamo con una firma, anzi con un milione, da almeno sette Paesi, grazie all’iniziativa dei Cittadini Europei “No profit on pandemic” (firma on line su noprofitonpandemic.eu/it).

Un’iniziativa europea e nazionale, perché finora anche il nostro governo è connivente.

Ma lo facciamo anche a livello locale, nei confronti di chi governa da quasi trent’anni la Regione Lombardia: quelli che hanno costruito sul profitto dei privati la distruzione della sanità pubblica di questa Regione, cianciando di una “eccellenza lombarda” che con la pandemia svela tutti i suoi limiti, con anziani e fragili abbandonati, morti e affossamento del diritto alle cure e alla salute di cui qualcuno risponderà, un giorno in tribunale, ora lasciando i propri incarichi: dall’inquisito Fontana ai già condannati Moratti e Bertolaso.

Il governo commissari la sanità lombarda, per lo meno incapace se non addirittura colpevole di mala gestione della pandemia dal primo giorno a oggi. Lo chiedono da un anno 100mila lombardi. Si abbia il coraggio, da parte di Palazzo Chigi, di respingere quella che sarà una finta revisione della legge sanitaria regionale vigente (23/2015, cd. “Legge Maroni”), i cui pessimi annunci riguardano anche l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Valle Olona, di cui Saronno fa parte, con la volontà di confermare (peraltro attingendo a budget non realistici) l’ospedale unico di Busto e Gallarate, oggetto proprio in questi mesi del processo “Mensa dei poveri”, che coinvolge anche l’eurodeputata FI saronnese Lara Comi.

Si sciolga la Commissione Sanità della Regione Lombardia, presieduta dal consigliere regionale leghista Emanuele Monti, che prometteva di dare risposte sul futuro dell’ospedale di Saronno entro i primi di marzo, sparito da un mese dai radar delle cronache saronnesi.

E insieme a lui si dimetta Letizia Moratti, che le stesse risposte le doveva a 19 sindaci del Saronnese, cui chiediamo di riprendere con forza l’iniziativa nei confronti della Regione Lombardia, latitante su tutti i fronti mentre il nostro ospedale rischia la chiusura o il declassamento. O la privatizzazione, che è la situazione attuale negli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, luogo di lavoro dell’attuale direttore generale della ASST Valle Olona, Eugenio Porfido, nella sua precedente esperienza professionale all’ASL2 di Savona.

Al Sindaco di Saronno, Augusto Airoldi, portavoce dei 19, chiediamo inoltre – come fatto ormai tre settimane fa – di avviare senza indugio il percorso pubblico e partecipativo per la ricostruzione del sistema sanitario, sociosanitario e sociale del territorio, prendendo spunto dalle esperienze, anche lombarde, già esistenti, per riavvicinare ai cittadini quei servizi che non solo in pandemia, ma anche quando finirà, potranno prevenire nuove tragedie e garantire quella sanità pubblica, universale, preventiva, di qualità che prevede l’articolo 32 della Costituzione.

Si può fare. Si può cambiare, concretamente, come in Italia La Società della Cura afferma nel Recovery PlanET, il suo documento per un utilizzo dei fondi europei in arrivo a favore delle persone!

2 Commenti

  1. Ma quale presidio?
    Siamo in zona rossa!
    E poi vengono a parlarci di salute!
    Vergognoso.

  2. Arrivate tardi perché è da un anno che c’è chi trae profitto dalla pandemia.
    Credo che la soluzione stia nelle piccole cose di tutti i giorni, nelle abitudini delle persone e se non riusciamo a cambiare queste abitudini figuriamoci se riusciremo a fermare chi fa profitto, la Regione e la mensa dei poveri.

    Non siamo riusciti a stare distanti e ad evitare di contagiarci e quindi abbiamo bisogno del vaccino, non riusciamo a prevenire le malattie e quindi abbiamo bisogno delle cure e degli ospedali.

    Le abitudini a cui non sappiamo rinunciare generano bisogno, usiamo l’auto, compriamo prodotti a più non posso e poi l’aria diventa irresponsabile e poi ci ammaliamo e abbiamo bisogno di ospedale…..alla fine questi bisogni generati in questo modo si pagano.

    Chi si sta arricchendo sta facendo solo il suo mestiere da imprenditore che ha trovato il suo business.

Comments are closed.