SARONNO - Non è passato inosservato tra residenti, studenti e automobilisti il "crollo" stamattina della tromba di uno degli angeli che dominano la facciata del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Non è la prima volta che i fedeli e i residenti sottolineano le condizioni delle trombe che, complice l'usura del tempo, delle intemperie (a partire dal peso della neve) e anche la presenza dei piccioni, si piegano o cedono.
Immediato il sopralluogo di Carlo Mariani architetto ormai considerato in città il vero e proprio '"angelo custode" dei tesori artistici e architettoni del Santuario e anche degli altri edifici di culto. Non a caso è già previsto per il nuovo anno, in termini di progetto e anche di finanziamento, un intervento sulla facciata del Santuario che prevede la pulitura e alcuni interventi che permetteranno anche di prendersi cura degli "angeli" e delle relative trombe.
Insomma una grande cura ed attenzione per la chiesa saronnese dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco proprio per il valore architettonico e per le molteplici opere d’arte che custodisce. Ad esempio, proprio la facciata, il cui completamento e abbellimento è stato voluto da San Carlo, fu progettata all’inizio del Seicento da Pellegrino Tibaldi e realizzata sotto la direzione di Lelio Buzzi, ingegnere del Duomo di Milano.
Non è la prima volta che si registra un problema alle trombe degli angeli. Nel 2014 la segnalazione era arrivata proprio dai saronnesi attraverso i social.



È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatasapp e Telegram de ilSaronno.
Per Whatsapp aggiungere il numero + 39 3202734048 alla propria rubrica ed inviare allo stesso numero il messaggio “notizie on”
Per Telegram cercare il canale @ilsaronnobn o cliccare su https://t.me/ilsaronnobn
C’è anche la newsletter: clicca qui per info e iscrizione
SARONNO - Giovedì sera si concluderà il ciclo dei tre incontri, organizzati dalla comunità pastorale Crocifisso Risorto per la valorizzazione della chiesa di San Francesco, sottoposta ai restauri del ciclo di affreschi della navata centrale.
Nell'ultimo appuntamento degli incontri "Sulle vie dei miracoli di San Francesco e Sant'Antonio da Padove negli affreschi di Giovanni Ambrogio Legnani" saranno raccontati nei dettagli i lavori magistralmente condotti dalla restauratrice Federica Bruschi sotto la vigilanza di Benedetta Chiesi, funzionario storico dell’arte, e diSonia Segimiro, funzionario restauratore, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con la direzione lavori di Carlo Mariani.
Un'occasione unica per scoprire, anche con la partecipazione di Cantastorie, Fondazione Daimon e Liceo classico Legnani segreti, backstage e tante informazioni sui tesori della chiesa di San Francesco e sulla loro valorizzazione.
Ecco ad esempio un confronto, prima e dopo, del lavoro fatto sulla controfacciata. "Col restauro della controfacciata - spiega la restauratrice Federisca Bruschi - possiamo dire di aver abbattuto anche noi il nostro muro (più mentale che fisico). Percorrendo la navata a ritroso, ci sarà così, modo di compenetrare visivamente in uno spazio che, per decenni, ci era stato precluso in virtù di scelte forse poco coraggiose e che ora ci reintroduce nella profondità illusoria che ha caratterizzato i secoli della grande decorazione barocca".
L'appuntamento è quindi, nel pieno rispetto delle norme covid, giovedì 7 aprile alle 21 nella chiesa di San Francesco.


SARONNO - L'intervento di restauro concluso in questi giorni sulla parete di sinistra della navata centrale della chiesa di San Francesco ha permesso di scoprire come gli affreschi siano i più ricchi dell'intero ciclo ma soprattutto come ci abbiano lavorato tre generazioni di artisti Legnani, il nonno Tommaso, il papà Giovanni Ambrogio e un giovane e talentuoso Stefano Maria che 17enne aveva già quel talento e quell'attenzione per i particolari che lo renderanno celebre come il Legnanino.
Il restauro, realizzato con un finanziamento regionale, ha portato a scoprire due cartigli su cui l'architetto Carlo Mariani che ha seguito l'intervento con la restauratrice Federico Bruschi ha già annunciato l'intenzione di effettuare degli approfondimenti. L'intervento realizzato ha confermato come l'affresco sia stato realizzato nel 1678 e sia decisamente più ricco e curato di quello presente sulla parete opposta.
Ma non solo. L'occhio esperto permette di notare come le scene secondarie siano più intense, ricche di movimento e di dettagli (a partire da quelli degli abiti e dei gioielli delle donne). Probabilmente perchè realizzate dal giovane Legnanino (Stefano Maria Legnani) che 17enne già mostra il proprio talento. Lo svelano alcuni particolari che poi accompagneranno l'opera dell'artista per tutta sua carriera come il ricercato e dettagliato boccolo dei capelli di uno degli angioletti.
Grazie al gruppo Chiese aperte e di Cantastorie, domani sabato, dalle 15 alle 19, sono in programma le visite guidate sui ponteggi, iniziate nello scorso fine settimana, in occasione della festa del Trasporto.
Si consiglia ai visitatori un abbigliamento comodo, a partire dalle scarpe, in modo da poter salire sui ponteggi in sicurezza. La prenotazione è obbligatoria ed è previsto un contributo a offerta libera per sostenere i restauri. E' ancora possibile "adottare" una parte dei restauri, come gli angioletti ben visibili su entrambe le pareti della navata centrale contribuendo così a sostenere i costi dell'intervento di restauro. Tutte le informazioni sono disponibili su www.cantastoriesaronno.it
LA NUOVA PROFONDITA' DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO
LA TECNICA DEL PAPA' DEL LEGNANINO SVELATA NELLA NAVATA CENTRALE (PARETE DESTRA)
SARONNO - Nulla è stato lasciato al caso: dalla preparazione degli spazi e dell'illuminazione alla presenza di tutti i protagonisti. Ieri sera la Comunità pastorale ha rivelato i segreti scoperti con il recente restauro del Crocifisso al centro della processione del Trasporto.
ALLESTIMENTO
Per permettere ai saronnesi di vivere al meglio l'esperienza è stato realizzato un allestimento ad hoc della Prepositurale con i banchi "girati" verso la nicchia in cui si trova abitualmente il Crocifisso che è stato collocato all'esterno illuminato con una luce bianca mentre il resto della chiesa è rimasta in penombra. Un'attenzione che ha permesso a tutti di notare da subito come fosse completamente cambiata l'opera. A colpire è soprattutto il colore dell'incarnato che appare più pallido ma anche più tornito con i lividi e i segni della sofferenza decisamente più vivi.



LA RIVELAZIONE
A raccontare il valore del restauro Benedetta Chiesi, storica d’arte e funzionaria della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio che ha rimarcato la grande soddisfazione per l'intervento svolto che ha permesso di "prendersi cura del Crocifisso e di restituirlo alla devozione saronnese aprendo però anche ad una serie di nuove scoperte".
Grazie all'intervento realizzato con cura certosina dall'esperta Carola Ciprandi ora si sa che il Crocifisso è stato più volte ricolorato anche in epoca recente ad esempio nel 1914. Il lavoro di restauro è stato complesso perchè con una serie di piccole campionature sono stati rivelati tutti gli strati e poi si è scelto "con un lavoro basato sulla compentenza e la fiducia" quali togliere per valorizzare l'opera permettendole però di mantenere la propria autenticità ed uniformità.
L'intervento, realizzato con un bisturi e tanta cura e pazienza, ha permesso di scoprire come il Crocifisso risalga alla seconda metà del Cinquecento e che provenga alla bottega "da Corbetta". La stessa da cui arrivano le statue del Santuario. Si tratta ovviamente di un punto di partenza visto che saranno necessari ulteriori approfondimenti "per rivelare nuovi segreti per permettere alla città di riappropriarsi di un’opera". Altrettanta attenzione è stata dedicata alla Croce da Franco Blumer noto restauratore dei metalli storico-artistici, che ha al suo attivo un emblematico intervento sulla Madonnina del Duomo di Milano.
UN TUFFO NEL PASSATO
Particolarmente apprezzato dai presenti l'intervento di Andrea Germi che ha ricostruito, documenti alla mano, quello che si conosce della storia del Crocifisso e del Traporto facendo rivivere, con mappe e spiegazioni, l'atmosfera, la devozione ma anche le difficoltà incontrate all'opera nel corso della sua storia saronnese.
COME è NATO L'INTERVENTO
Tutto era iniziato un anno fa quando i volontari che si occupano della movimentazione del crocifisso si sono accorti di vistose crepe nelle braccia che l’anno precedente non c’erano. E’ stato subito informato l'allora prevosto monsignor Armando Cattaneo che aveva immediatamente contattato i “tecnici” che si occupano dei tesori artistici e architettonici delle chiese saronnesi Carlo Mariani e l’esperta in sculture lignee Carola Ciprandi. La pratica di restauro del Crocifisso era stata inoltrata all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano il 10 novembre 2020 per essere analizzata e per il successivo inoltro alla Soprintendenza per la necessaria autorizzazione che è stata rilasciata il 17 dicembre 2020. La Curia Arcivescovile emetteva poi il Nulla Osta finale il 15 gennaio di quest’anno.
PRESENTI
Oltre a tanti cittadini erano presidenti il vicesindaco Laura Succi, il prevosto con Claudio Galimberti con don Alberto Corti e don Vincenzo Bosisio. Presenti anche i saronnesi che come volontari si occupano delle tante necessità della Prepositurale. Nel corso della serata non è mancato un ricordo a Pino Carugati recentemente scomparso che si è a lungo occupato dell'edificio di culto e anche dello stesso Crocifisso.