lara comiSARONNO – “C’è sicuramente un problema di sovraffollamento della popolazione carceraria nella casa circondariale di Busto Arsizio come si evince dai dati, 393 detenuti per 167 posti a disposizione, dunque una struttura che è al 240 per cento della propria capienza. Ma i numeri dicono anche che il 60 per cento di loro è straniero e il 40 per cento è clandestino. Di fronte a una criticità che investe l’Italia, anche a causa della posizione geografica che ne fa un crocevia, e il Varesotto in particolare per la presenza di Malpensa, occorre intervenire a livello europeo. Mi farò pertanto artefice di un’interrogazione volta a sollecitare la Commissione europea a trovare una soluzione che agevoli lo sconto della pena nei Paesi di origine anche attraverso accordi bilaterali, mi riferisco in particolare a certi Stati del Maghreb da cui provengono molti dei detenuti a Busto. Parlando coi reclusi ho avuto modo di capire che questa soluzione è anche auspicata da loro stessi, visto che nei propri Paesi hanno ancora i familiari”.

Lo afferma il coordinatore provinciale del Pdl di Varese ed europarlamentare Lara Comi che in mattinata ha fatto visita al carcere di Busto Arsizio accompagnato dal direttore Orazio Sorrentini.

“Nel carcere di Busto – spiega Comi – ho trovato molta umanità e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle attività che vengono svolte per il recupero dei detenuti come vuole la Costituzione, non ultima una cioccolateria dove possono svolgere attività lavorativa. Ho trovata grande disponibilità nel direttore, negli agenti di polizia penitenziaria nei volontari. Se non fosse per il problema logistico del sovraffollamento, Busto sarebbe un carcere modello e spiace che sia passato per caprio espiatorio. Ciò non toglie che il problema esiste, pur essendo italiano e non locale, ed è stato richiamato dalla nota sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo che ha contestato la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

“Dialogando coi detenuti – aggiunge Comi – sono stata anche sorpresa dal fatto che non hanno manifestato sentimenti di antipolitica ma al contrario si aspettano che la politica possa e debba fare qualcosa per aiutarli. Come europarlamentare mi muoverò già lunedì prossimo quando sarò a Strasburgo per la plenaria, e cercherò di coinvolgere altri colleghi stranieri per sollecitare una soluzione regolamentare e normativa. Sono convinta che serva più Europa e un’Europa che si faccia carico anche di questi problemi e cerchi di porre rimedio agli squilibri tra i diversi Paesi, alcuni dei quali, come l’Italia, si trovano penalizzati per la collocazione geografica, è un passo in più verso una maggiore integrazione. Naturalmente c’è poi l’aspetto della carenza strutturale e del personale che deve essere affrontato a livello nazionale”.

12/01/13