lara comi conferenza lavoroSARONNO – “Finalmente abbiamo dato una risposta positiva e abbiamo gettato le basi affinché la partita sul “made in” sia vinta. Con il voto di ieri abbiamo detto sì alla necessità dell’indicazione d’origine per la sicurezza dei prodotti. Una lunga battaglia cui personalmente mi sono affiancata fin dal 2009, ma forse allora i tempi non erano ancora maturi per una soluzione. Il mio ringraziamento va in particolare al relatore ombra del Ppe, Raffaele Baldassarre, che è riuscito a convincere i socialisti a votare a favore contro il tentativo di molti deputati del Nord Europa, anche del Ppe, e soprattutto tedeschi e polacchi, che avevano presentato emendamenti per cancellare completamente questo fondamentale articolo”.

Lo afferma l’europarlamentare saronnese del Pdl, Lara Comi, in merito alla nuova proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo che impone l’indicazione obbligatoria del Paese di vera produzione su una serie di beni importati da Paesi terzi. Il testo ha avuto oggi il via libera dalla Commissione Mercato interno e protezione dei consumatori, di cui Comi è membro.
Da diversi anni il Parlamento chiede una legge sul “made in” che contempli la piena indicazione d’origine ed etichettatura. Ma le proposte avanzate hanno finora sempre trovato un ostacolo in seno al Consiglio sulla spinta degli interessi dei Paesi del Nord a mantenere lo status quo. Ora speriamo sia la volta buona e non ci siano tentennamenti. La tracciabilità a trecentosessanta gradi è la migliore tutela del made in Italy e la migliore garanzia per la sicurezza e la salute dei consumatori europei che hanno il sacrosanto diritto di conoscere l’origine dei prodotti provenienti dall’estero. La piena tracciabilità è inoltre un baluardo contro la contraffazione. Proprio ieri il ministro Zanonato ha ricordato che “il falso” divora un miliardo e 700 milioni di euro e 100 mila posti di lavoro all’anno.

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7 Commenti

  1. Questa è la miglior risposta alla Lega Nord che ci aveva venduto una legge bufala sul Made in IOtaly , legge che non ha mai visto la luce in quanto errata e non conforme all’ europa

  2. Volevo ricordare che associazioni che si chiamano Confindustria, sono contrarie al made in, mentre una legislazione seria in merito favorirebbe le piccole medie imprese. Quello del Made In, è uno degli obbiettivi del Movimento5stelle, cara comi fai una telefonata ai tuoi colleghi in parlamento, così votano sta benedetta legge del MadeIn!!!

  3. Sono del settore .Per chiarezza il Made In e’ regolato da leggi europee . I piccoli imprenditori l ‘ hanno da tempo compreso a loro spese in quanto sono stati letteralmente illusi dal governo attraverso una legge bandiera del leghista Reguzzoni usata per la sua campagna elettorale. Comi sia mezzo stampa sia con un’ audizione in Senato aveva messo in guardia sull irregolarità’ delle legge , venduta come il toccasana, definendo la – legge nata morta. Aveva perfettamente ragione !!!! Non è’ MAI andata in vigore : era difforme dalle norme europee Comi non solo ha già’ avuto dall Ue un primo ok , ieri un secondo ….. Che posso dire che possiamo dire …. Uno straordinario GRAZIE

  4. Mi unico al ringraziamento di Enrica all’on Comi per l’impegno e risultato a favore anche e non solo della manifattura varesina che , oggi più che mai sente la crisi .

    Bene ha fatto Comi tempo fa a tuonare non solo contro la Lega per quella vegognosa legge mai appplicata perchè inapplicabile. Artigiani sul piede di guerra. Grandi firme del prêt-à-porter in silenziosa manovra.
    I decreti attuativi, infatti, non sono MAI stati emanati

  5. Comi, bravissssima: questo è il modo di fare vera e sana polticache vogliamo : senza esibizionismi ma con molti risutlati .Massima stima

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