SARONNO – Sabato 20 dicembre, come in molte piazze delle nostre città, anche a Saronno un gazebo di Fratelli d’Italia ha ricordato il Presepe come simbolo del Natale cristiano e, di conseguenza, come elemento costitutivo dell’identità della Nazione.

“L’iniziativa – spiega Alfonso Indelicato – intendeva denunciare il tentativo – operato a più livelli e da più soggetti – di emarginare questo simbolo, così come tutti quelli che si riferiscono alla tradizione cristiana, dalla vita sociale, respingendolo in un ambito puramente privato.

Le motivazioni di questo tentativo possono ricondursi, nella sostanza, a un esasperato laicismo dimentico della specificità della storia e della cultura nazionali, come pure a un malinteso senso di accoglienza nei confronti di immigrati che professano altre religioni.

In particolare è la scuola di Stato che appare dedita a questa dubbia impresa in nome di principi “politically correct” veicolati più o meno larvatamente negli alunni. I casi, recentemente riportati dalle cronache, di Dirigenti scolastici che proibiscono l’esposizione del Presepe, sono solo la punta di un consolidato iceberg di cui fanno parte anche la rimozione del crocefisso dalle aule e la diffusione dell’ideologia gender sotto le spoglie dell’”educazione alla diversità”.

Ma il Presepe, che forse oggi spiace ad alcuni proprio perché richiama un modello di famiglia lontano dalla propaganda gender, è un simbolo troppo vitale per finire nel novero delle semplici suppellettili di casa. Ieri Fratelli d’Italia lo ha ricordato ai cittadini saronnesi i quali, fra una spesa e l’altra, passavano davanti al gazebo pensierosi e incuriositi”.

22122014

2 Commenti

  1. Il presepe è una rappresentazione ricca di simboli della tradizione cristiana, ma non solo perché può essere fatto risalire alle tradizioni etrusche e latine del culto dei lari, cioè dei numi tutelari della famiglia identificati con gli antenati defunti che venivano rappresentati con statuette di terracotta o di cera e onorate con l’accensione di una fiammella. In prossimità del solstizio d’inverno i parenti si scambiavano in dono le statuette dei familiari defunti durante l’anno che i bimbi disponevano in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente bucolico in miniatura. Il mattino seguente al solstizio i bambini trovavano giocattoli e dolci, “portati” dai lari.
    Pertanto mi sembra assolutamente idiota non volere il presepe, segno di una tenera tradizione di pace e di amore, accentuata nella tradizione cristiana. Bravi i Fratelli d’Italia che hanno sfidato il freddo per rinnovare questa tradizione.

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