insubria palazzoSARONNO – “Il corso di laurea triennale in Scienze Motorie dell’Università degli Studi dell’Insubria si sposta integralmente a Varese, nella nuova sede del campus di Bizzozero, dove si trova il palazzetto dello Sport, inaugurato a settembre 2015”.

E’ l’annuncio che arriva direttamente dai vertici dell’ateneo dopo che negli ultimi giorni si sono susseguite diverse voci sulla “chiusura della sede saronnese”.

La nota dell’università prosegue precisando le modalità: “Già nell’anno accademico in corso, il 2015/16, le matricole del corso di laurea in Scienze Motorie hanno cominciato a seguire l’attività didattica a Varese: da settembre 2016, con il nuovo anno accademico, anche gli iscritti agli anni successivi al primo si sposteranno a Varese per lezioni ed esami“.

E conclude: “Non è una novità: è la conclusione naturale di un percorso avviato da tempo che mira a puntare sulle strutture e sugli impianti sportivi di proprietà dell’ateneo costruiti ex-novo proprio per rispondere alle esigenze del corso di laurea”.

Al momento l’Amministrazione, che nel fine settimana ha chiarito di non aver avuto nessuna comunicazione ufficiale dall’ateneo, preferisce non commentare. Certo l’addio dell’Università lascerà libero il primo piano del palazzo dell’Insubria (di proprietà comunale tanto che l’ateneo versava un canone d’affitto) che si trova in piazzale Santuario. Il seminterrato dell’edificio, che tra l’altro ospita anche la Sala Vanelli usata per i consigli comunali, da Aimo, Accademia italiana medicina osteopatica. 

07062016

26 Commenti

  1. L’universitá dell’Insubria é uno spreco voluto dalla Lega Nord, va chiusa anche a Varese e Como.
    Qualcuno su questo blog spesso si lamenta dei diplomifici (anche saronnesi), ecco, l’Insubria é un laureificio.

    • … e poi Lonardoni afferma che a Saronno si sta investendo sulla cultura!
      Sempre più inutile la presenza di SAC in giunta!

    • Chiudere l’Insubria ?
      E perché mai ?
      Per moltiplicare gli studenti a Milano che non san più dove metterli ?

    • Completamente d’accordo. L’errore non è oggi. L’errore è stato quando si è scelto di sparpagliare un’università in mille centri per correre dietro agli interessi di bottega politica, distruggendo l’unità organica e funzionale di un organismo complesso come un’università.Una schifezza incredibile voluta da un partito(Lega Nord) che di lombardo(pragmatismo, efficienza, efficacia, lavoro fatto bene, allergia alle cavolate romane) non ha mai avuto niente. La più grande fregatura per la Lombardia e la Padania è stata la Lega Nord. Una grande idea di autonomismo ridotta a demagogia, clientelismo, spreco,brutalità.
      Saronno deve e doveva difendere ciò che le è più coerente (tribunale, ospedale, scuole superiori, ect) non le università a cui servono unità e campus ad hoc.

  2. Saronno sempre peggio…purtroppo la discesa è ancora lunga… non si vedono idee di riqualificazione, interventi di abbellimento, solo cittadina dormitorio con tanti spazi ex industriali abbandonati, gli universitari comunque portavano consumi e un poco di vita anche per il centro cittadino..

  3. cominciamo a dire che l’università a Saronno non l’ha voluta la Lega ma l’esimio Gilli??

    Solo per fare dispetto a chi voleva installare in quella struttura il Liceo Classico: scelta insipida, il Liceo Classico soffoca dove è, tra l’altro sopra il cavalcavia.E adesso abbiamo l’ennesimo edificio semivuoto.

    Poi non so se l’Insubria sia stata un desiderio della Lega a Como e a Varese.

  4. frutto dell’ideona dell’avv. gilli che l’ha voluta al posto del liceo anche contro il parere dei cittadini

  5. Dal momento in cui questa notizia, che pochi saronnesi conoscevano, l’ha resa pubblica il sottoscritto esponente del movimento 5 stelle, mi pare opportuno precisare che dire: “diverse voci sulla chiusura” è dire una grossa inesattezza, infatti una mia dichiarazione su facebook, ripresa correttamente dal Quotidiano La prealpina, è la unica fonte che ha reso – pubblica – la notizia, che a quanto pare non era di dominio pubblico.

    Il fatto che la nota dell’Università si concluda dicendo che “non è una novità” implica che la notizia era in realtà una notizia già in mano agli amministratori saronnesi, che evidentemente per motivi d’opportunità politica non avevano certamente la voglia di fare la figura di quelli che perdono i corsi universitari di scienze motorie proprio nell’anno di Saronno città europea dello sport.

    Comunque questo fatto deve far riflettere anche la stampa, che questa notizia venga data da una forza politica d’opposizione e non dai diretti interessati è grave, poi ognuno tragga le sue conclusioni. E per il futuro si citi correttamente la fonte delle notizie. grazie.

    • La questione quindi è rivendicare la primogenitura di una notizia data più che il contenuto della notizia? Cose dell’altro mondo.

    • ti ricordo l’importanza dello sport e della ginnastica nei college inglesi e nelle university statunitensi… ma si sa, altra cultura scolastica, anni luce avanti confronto alla nostra.

  6. Non è una bella notizia ma bisogna dire che la presenza di questa “università” non si è mai davvero avvertita. Nessun contributo alla vita culturale della città, poco o nulla sotto il profilo economico. Adesso si apre una partita interessante: ripensare integralmente le allocazioni di servizi nell’area santuario ricomprendendo anche gli spazi accessori al Teatro, la ex Pretura di Via Varese ecc. Avremo la lungimiranza per farlo senza alzare i soliti steccati?

  7. mi permetto di ricordare che il Liceo GB Grassi ha disperato bisogno di aule! … è praticamente contiguo e lo spostamento anche dei professori da un plesso all’altro sarebbe semplice.

  8. Spazi, finalmente da riempire con classi del Liceo Scientifico G.B. Grassi, classi dell’ITIS Riva e del Liceo Classico Legnani. Tre strutture al collasso che abbisognano di spazi per gli studenti a brevissimo.

    • Giusto! Diamo valore ai tre istituti superiori, veri pilastri dell’istruzione a Saronno, invece di avere qui una mezza università che non aiuta Saronno e squalifica sé stessa.
      Non so se sia stata la Lega Nord o il sindaco Gilli (o ambedue) ad avere le bella pensata dell’Insubria a Saronno, sacrificando così quello che invece c’era di buono e cioè gli istituti superiori, so che è stata una vera cavolata. Meglio un buon liceo, tutto nostro e di qualità, che un brandello di università senza importanza.

  9. Sono spazi fondamentali per i licei di Saronno da recuperare quanto prima.
    Anche il tribunale, edificio abbastanza recente che senza manutenzione sta andando in malora, bisogna trasferire la guardia di finanza e, se si riesce, ottenere un commissariato di polizia che servirebbe non solo Saronno, ma anche i comuni limitrofi delle provincie di Como, Monza e Milano.

  10. Giusto, creare un super ITIS unendo le attuali sedi del Riva e del Classico Legnani da usarsi come aule.
    Traslocare il Legnani e la sua sede staccata nella, ormai ex Università e condividere le aule libere restanti con l’altro Liceo Saronnese praticamente adiacente (basterebbe un attraversamento pedonale sopra la ferrovia ad unirne i giardini).
    Buon lavoro, ricordatevi di coinvolgere Provincia, Provveditorato e Presidi

  11. i consigli li abbiamo postati in molti… sveglia Fagioli, queste sono le cose che farebbero ricordare in positivo un Sindaco negli anni a venire. L’occasione è lì, sotto al naso.

Comments are closed.