VARESE – “È proprio il caso di dirlo, facciamo un po’ di chiarezza sulla proposta di legge a mia prima firma sulle produzioni con metodo biologico”. A parlare è Maria Chiara Gadda, parlamentare locale ed esponente di Italia viva.

Mai avrei presentato un testo in contrapposizione alle normative nazionali e comunitarie. E tantomeno per fare una divisione manichea tra buoni e cattivi, perché semplicemente non ha senso farlo in un Paese come il nostro che ha bisogno di più modelli di agricoltura per le sue stesse caratteristiche orografiche e climatiche. Diciamoci la verità, chi alza lo spauracchio dell’esoterismo e dell’anti scienza con la prepotenza del dibattito di queste settimane, che è cosa ben diversa dal confronto scientifico, dica semplicemente che vuole affossare la legge intera con la scusa del biodinamico. E trovo irrispettoso anche il discredito che si vuole dare del Parlamento (del governo che dá i pareri, e degli uffici delle istituzioni), come se fossero tutti utili idioti che non approfondiscono. La ricerca in agricoltura è fondamentale per tutti i metodi produttivi, e io stessa mi sono battuta negli anni contro chi sosteneva posizioni assurde, truffava gli agricoltori con false pratiche e contro ogni norma europea, come per esempio sul caso Xylella in Puglia. Ma sul biodinamico.
Quando una produzione e i prodotti rispettano le norme su igiene e sicurezza, etichettatura, non creano danno all’ambiente, e hanno l’autorizzazione all’immissione in commercio, stanno nei regolamenti nazionali e comunitari, mi chiedo, dovrebbe il legislatore decidere su quale concezione filosofica del mondo devono basarsi?Facciamo davvero attenzione alle sirene, che certo trovano tanto spazio mediatico senza contraddittorio. Io mi sto facendo tante domande, e anche tante risposte.
18062021

3 Commenti

  1. Non posso inserire un commento lungo e dettagliato perché altrimenti non è pubblicabile.

    Chiedere di togliere ogni riferimento al biodinamico in una legge in sostegno del biologico è legittimo.
    Gli stessi sostenitori del DDL dicono che solo le aziende biodinamiche che sono certificate anche come biologiche possono accedere ai fondi, quindi inserire il biodinamico è superfluo!

    Su centinaia di pagine di normative europee i riferimenti al biodinamico riguardano solo poche frasi inserite perché siccome i preparati biodinamici non fanno danni sono ammissibili per il mantenimento della fertilità del terreno.

  2. La mia opinione è che l’agricoltura biodinamica sia un business in espansione perché i loro promotori riescono a vendere sul mercato prodotti ad un costo molto più alto rispetto al loro valore reale, ma prima di permettere al biodinamico di accedere direttamente o indirettamente a finanziamenti pubblici il legislatore dovrebbe tenere in considerazione che la comunità scientifica, ma anche già solo il CICAP (il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), si è espressa contro l’agricoltura biodinamica in quanto priva di fondamento scientifico: studi sperimentali sul campo già negli anni duemila hanno dimostrato come con il metodo di agricoltura biodinamica non si riscontri nessun miglioramento rispetto al sistema biologico!

  3. Ai più curiosi consiglio di cercare su internet una conferenza tenuta con dei cittadini di Cuneo nel 2013 da un noto divulgatore scientifico, che cercava di informare almeno in parte su com’era nata l’agricoltura biodinamica e cosa prevedeva. Basta digitare le parole “biodinamico”, “cuneo”, “2013” in un motore di ricerca (le regole di moderazione de ilSaronno invitano ad evitare di inserire direttamenti link/url nei commenti).

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