SARONNO - Quasi tutte le accuse sono andate in prescrizione tranne quella di furto aggregato per la quale sono arrivate 5 condanne a 7 mesi di furto aggravato.
E' l'epilogo di una vicenda che risale al novembre 2013 arrivata in Corte d'Appello di Milano. L'epilogo, riassunto in un articolo su La Prealpina di oggi di Luca Testoni, ha visto per gli anarchici la condanna per quello che era noto in città come "il furto dell'acqua". Una vicenda al centro di diversi episodi sia intorno alla casa occupata in via Don Monza l'ex macello ora diventato sede del Sil e del Centro per l'impiego sia in centro e in stazione con manifestazioni e cortei.
In sostanza gli anarchici, per rifornire lo stabile dismesso ed occupato, si erano collegati abusivamente alla rete idrica e per il furto dell'acqua, aggravato dall'allaccio abusivo, sono stati condannati in appello a 7 mesi 5 imputanti mentre in dieci sono stati condannati a risarcire 2 mila euro al Comune di Saronno. Come detto sono cadute in prescrizione tutte le altre accuse dalla minaccia a pubblico ufficiale alla violenza privata dal danneggiamento all'interruzione di pubblico servizio.
(foto archivio)
20042023
[post_title] => Saronno, 5 condanne in appello per gli anarchici: il furto dell'acqua all'ex macello [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => saronno-5-condanne-in-appello-per-gli-anarchici-il-furto-dellacqua-allex-macello [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2023-04-20 12:58:32 [post_modified_gmt] => 2023-04-20 10:58:32 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=337294 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 4 [filter] => raw ) [3] => WP_Post Object ( [ID] => 230731 [post_author] => 1 [post_date] => 2021-01-13 08:00:47 [post_date_gmt] => 2021-01-13 07:00:47 [post_content] => SARONNO - "Venerdì 8 gennaio 2021 si è concluso il primo grado del processo che ci vede imputati/e per il taglio dell’acqua alla casa occupata di via Don Monza 18 a Saronno. Un processo durato parecchi anni, per fatti risalenti all’autunno del 2013. 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Fu una casa per ragazzi e ragazze della zona, un luogo di incontro e in cui sperimentare la vita in comune, uno spazio che accolse delle persone rimaste per strada in seguito agli sfratti, uno spazio che ospitò iniziative di vario tipo, dalle serate musicali ai dibattiti politici ai cineforum. In quell’autunno il guizzo geniale della giunta in carica (Partito Democratico) decise di provare a spazzare via quell’esperienza ricorrendo ad un metodo a dir poco aberrante: tagliare la fornitura d'acqua alla casa nel tentativo di costringere gli abitanti a lasciare il posto perché invivibile. In tal modo avrebbero ottenuto una doppia vittoria: non solo liberare lo stabile, ma farlo apparentemente senza l’uso della forza. Le cose non andarono propriamente secondo i loro piani: ad un primo tentativo di taglio dell’acqua da parte di Saronno Servizi seguì un'immediata reazione che lo impedì – fisicamente, intralciando i lavori con i propri corpi - riportando alla condizione normale la struttura. La risposta del Comune fu un secondo intervento, questa volta scortati da polizia e carabinieri, che effettivamente tagliò la fornitura d’acqua. In seguito ci fu un tentativo da parte di occupanti e solidali di fare un volantinaggio in Comune, accompagnato da un'azione simbolica (prendere con delle taniche l’acqua dai bagni), per raccontare alle persone cosa fosse successo: fummo aggrediti fisicamente dalla polizia locale che ci accolse sulla porta del Comune pronta a menar le mani. Citando un volantino scritto poco dopo i fatti nel 2013: “forse volevano difendersi da un po’ di fogli scritti, forse avevano proprio paura di leggere (non immaginiamo cosa farebbero in una biblioteca, circondati dai libri)”. Questi fatti avvennero in due giornate di novembre 2013, dopo le quali gli occupanti tennero duro e trovarono soluzioni alternative, riuscendo a vivere faticosamente ma dignitosamente anche senza acqua corrente, e ad aprire lo spazio ad iniziative politiche, culturali, ludiche, fino allo sgombero vero e proprio avvenuto ad opera della polizia nel gennaio del 2014". Si passa quindi all'iter giudiziario lungo quanto complesso e movimentanto: "Quei due giorni hanno portato ad un processo con svariati capi di accusa (interruzione di pubblico servizio, violenza e minacce, furto e danneggiamento), iniziato nel 2015, rinviato varie volte, che ha visto il passaggio di mano in mano di almeno tre giudici, di due giunte comunali (Pd e Lega), la perdita dei fascicoli da parte dell’accusa, l’inserimento nel processo di due persone totalmente estranee ai fatti". Duro il giudizio degli anarchici: "Se c’è una cosa che questo processo ha fatto è stato rafforzare la convinzione che le aule di tribunale siano un continuo teatrino sconnesso dalla realtà, e che per non essere vittime della realtà omologata che tentano di imporre sia necessario uscire dalla dicotomia legale/giusto illegale/sbagliato e portare avanti con le azioni una critica radicale al mondo che abbiamo intorno". Forte del rivendicazione delle proprie azioni: "Per noi è stato giusto opporci al taglio dell’acqua, e lo rifaremmo. È stato giusto occupare e dare nuova vita a luoghi lasciati all’abbandono e abbiamo continuato a farlo negli anni e a sostenere chi ostinatamente cerca di sperimentare l’autogestione e organizzarsi per provare ad affrontare insieme l’alienazione, l’isolamento e la delega di ogni aspetto della propria vita a cui tende la società" 13012020 [post_title] => Telos, condanne per il taglio dell'acqua. 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Quando in piazza erano scese anche associazioni locali ed anarchici per contestare l'allora Amministrazione di centro sinistra dopo lo sgombero dell'ex macello di via Monza, che era occupato da giovani senza tetto; e dopo la mancata opposizione del Comune all'allestimento in città di banchetti propagandistici di Forza Nuova, compagine di destra. In particolare, fra fischi e cori, quando il corteo del 25 aprile era arrivato nei pressi del parco di via Carlo Porta dedicato a Salvo D'Acquisto, c'erano stati momenti di tensione ed anche qualche tafferuglio con le forze dell'ordine, e qualche persona si era poi fatta medicare in ospedale. Delle 27 persone originariamente deferite all'autorità giudiziaria, sedici quelle di cui fu disposto il rinvio a giudizio. Questa mattina al tribunale bustocco dovrebbe essere pronunciata la sentenza. 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Ma stavolta tutto si è svolto molto in fretta perchè il giudice monocratico, a fronte dell'assenza "motivata" di uno degli imputati, ha accettato la proposta dei difensori, quella di disporre un rinvio. Tutto rimandato quindi all'anno nuovo: se ne riparlerà il 12 gennaio, alle 10, prevista la testimonianza di due agenti che erano in servizio quel giorno.
Alla sbarra sono soprattutto giovani simpatizzanti del centro sociale Telos che quel giorno avevano partecipato al corteo del 25 aprile per contestare il sindaco di centrosinistra, Luciano Porro, in quel periodo al centro di molte polemiche per avere fatto "tagliare l'acqua" all'ex macello comunale occupato da alcuni ragazzi del Comitato dei senza casa. Era stato pesantemente contestato, verbalmente, e vicino piazza Caduti della liberazione c'era stato anche un tafferuglio con le forze dell'ordine. Le accuse contestate sono oltraggio a pubblico ufficiale, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, molestie e disturbo alle persone. Gli avvocati difensori sono Elio Giannangeli, Gabriele Fuga, Carolina Genoni e Calogero Lanzafame.
02122016
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[post_content] => SARONNO - Pochi minuti prima delle 8 l'ultimo gruppo di occupanti ha lasciato l'area dismessa dell'ex macello di via Gorizia che da ieri pomeriggio, sabato 14 settembre, ha ospitato l'evento Acque scure organizzato dal collettivo Adespota.
L'iniziativa, arrivata alla sua undicesima edizione, è stata promossa nelle ultime settimane in tutta la città sui social e con una serie di manifesti in città ed effettivamente a partire dalle 16 quando è stata resa nota la location sono tanti i giovani che alla spicciolata, in auto ma anche a piedi dalla stazione sono arrivati nell'area industriale tra Saronno e Caronno Pertusella.
Il programma prevedeva graffiti, cena veg e quindi una serie di band fino alle prime luci del mattino. La musica è finita intorno alle 3 ma il deflusso dei partecipanti, molti dei quali hanno dormito sul posto, è iniziato intorno alle 5,30.
Sul posto sono rimasti sacchi di spazzatura, bicchieri e bottiglie che raccontano la fine della festa.