SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'associazione culturale La Rivincita circa la presentazione del libro di Francesca La Mantia, "La mia corsa", in occasione della giornata in ricordo delle vittime della mafia.
Nel percorso dei 100 giorni che portano al 21 marzo, giornata in memoria di tutte le vittime della mafia e del terrorismo, a Saronno verrà presentato un libro per raccontare la mafia ai bambini e ai giovani: “La mia corsa” di Francesca La Mantia, scrittrice, sceneggiatrice e regista cinematografica e teatrale che sarà presente all’evento che si terrà presso l'auditorium Aldo Moro alle 17, del prossimo 26 febbraio.
L’appuntamento è organizzato dall’associazione “La Rivincita” con patrocinio dell'Amministrazione, assessore Cultura Laura Succi e sinergica collaborazione dell'assessore alla Pubblica Istruzione, politiche giovanili e sport, Gabriele Musarò. Ad intervistare l’autrice sarà infatti la presidentessa Carmen Federico con la partecipazione straordinaria di Giovanni Paparcuri, superstite della strage del 29 luglio 1983 quando trovò la morte il magistrato Rocco Chinnici, attualmente gestore del “bunkerino’" il museo del Palazzo di
Giustizia di Palermo in cui cura le stanze blindate dei componenti del Pool Antimafia. Realtà e finzione, brutalità e verisimiglianza ma memoria si incontrano quindi nella splendida cornice di Saronno.
Un evento dedicato a tutti i cittadini ma soprattutto alle scuole, perché oggi come allora, ogni minaccia alla libertà e dignità delle persone esercitata con violenza e prepotenza – e prima ancora ingiustizia – va combattuta con decisione. È una partita che ci chiama in causa tutti, il cui esito vittorioso, non importa quanto lontano, dipende dall’impegno di ciascuno di noi.
Il libro, edito da Gribaudo, racconta di Pietro, un bambino che fin da piccolo viene dissuaso dalla finta bontà della mafia, vedendo in don Michele, e negli uomini come lui, delle brave persone, senza capire perché suo padre non vuole accettare la loro protezione o piegarsi ai loro “favori”. Lo capirà solo più avanti, grazie alle parole del giudice Rocco Chinnici e del vicequestore di Palermo Ninni Cassarà, entrambi nel mirino degli esponenti mafiosi della città. Sarà proprio l’esempio di uomini coraggiosi come questi che faranno nascere in Pietro un bisogno sempre più forte di verità e giustizia.
“La mia corsa” racconta una storia acuta e toccante sulla Palermo, per parlare di mafia tramite chi l’ha vissuta e combattuta in prima persona ed è per questo che passato e presente si incontreranno a Saronno grazie alla straordinaria testimonianza di Paparcuri che interagirà anche con Novella Ciceroni che interverrà nella sua qualità come relatrice, avendo avuto il privilegio di fare la sua conoscenza durante una visita didattica di due quarte classi dell'Itis Riva di Saronno, proprio a Palermo circa tre anni addietro. Ed in specie, Novella Ciceroni, focalizza l'attenzione sul progetto dell'anno in corso approntato dal predetto Istituto, afferente la lotta contro la mafia per il quale è stato vinto un bando teso alla realizzazione di uno spettacolo teatrale pertanto, la testimonianza ed il relazionarsi con Paparcuri nonché l'essenza dell'evento, offrirà ai giovani studenti spunti di definizione dello spettacolo teatrale condivisa poi con tutta la scuola in
un'assemblea plenaria di istituto. Ed è proprio il caso di sottolineare che è solo restituendo al nostro presente la verità di storie sommerse, che avremo l’immaginazione per disegnare l’unico futuro possibile: quello degli ideali, della libertà e della solidarietà condivisa.
Si ringraziano gli sponsor per il nutrito supporto: tipografia Caregnato e Gruppo Autotorino nella persona dir Christian Arosio e sua moglie Cristina.
(foto d'archivio: un evento nell'auditorium Aldo Moro diversi anni fa)
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Al termine dell'incontro i rappresentanti dell'Amministrazione comunale turatese si sono poi recati a Cermenate, in una casa sottratta alla mafia ed, insieme agli altri 15 comuni del "Comitato 5 dicembre 2014" hanno condiviso un comunicato sull'importanza di "tenere sempre gli occhi vigili, denunciare i fenomeni mafiosi e promuovere sempre la cultura della giustizia e della legalità".
A questo link di Facebook è possibile trovare il video dell'intervento del sindaco di Turate, Alberto Oleari.
https://www.facebook.com/comunediturate/videos/584662889483706/
(foto: la delegazione turatese, con il sindaco Alberto Oleari, che ha preso parte all'evento per la legalità che si è svolto ieri e che ha coinvolto i rappresentanti anche di altri quindici comuni della bassa comasca, contro le logiche criminali e mafiose)
06122021
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Lo stabile è stato completamente riqualificato dall’amministrazione anche grazie al contributo economico erogato da Regione Lombardia proprio per interventi di recupero dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata.Sono stati oltre 72 mila euro i fondi destinati dal Pirellone al progetto saronnese. L’edificio ha una superficie complessiva di 140 metri quadrati sviluppati su tre livelli. Gli spazi interni sono stati abbelliti grazie ai disegni di tre studenti del liceo classico ‘Legnani’. All’interno dei nuovi locali sono stati individuati spazi riservati ai genitori che si sono visti limitare, per varie ragioni, la possibilità di incontrare i figli. Gli spazi sono dedicati sia ai bambini, con un angolo gioco, sia agli adolescenti. Sono stati ricavati anche una cucina e un ufficio dove potranno essere svolti i colloqui tra gli operatori del servizio Radici e gli studenti che vogliono confrontarsi sui problemi in un ambito che non sia quello scolastico. “Oggi è sicuramente un bel giorno – ha detto il vice sindaco Vanzulli a margine dell’inaugurazione – in quanto mettiamo a disposizione della collettività un nuovo spazio importante. Si tratta di un esempio di come da una situazione negativa si può ottenere una risorsa molto utile per i nostri cittadini”. “La storia di questo immobile – ha raccontato ancora l’esponente della Giunta - ha avuto inizio nel 2014 quando l'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, inviò una nota con cui si invitava l’Amministrazione a formulare una manifestazione di interesse per il trasferimento del bene sequestrato. 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