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presidente del consiglio comunale

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22 Marzo 2019

Di sèguito la trascrizione del discorso pronunciato a braccio dal Presidente del Consiglio Comunale, Pierluigi Gilli, a conclusione del Consiglio Comunale del 21 dicembre 2021, in cui è stata concessa la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

“Dico anch’io il mio pensiero in questa occasione così sentita, poiché tutti gli interventi che si sono susseguiti hanno avuto un filo conduttore comune in un modo quasi impressionante, che ci ha visti tutti quanti concordare sul conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

Il Milite Ignoto che più volte è stato sottolineato come oggi costituisca un simbolo, un ideale, nel quale tutti si possono riconoscere, tutti gli Italiani di oggi, come tutti gli Italiani di ieri e come gli Italiani di domani.

Un simbolo che è legato alla sofferenza, al dolore, alla sofferenza e al dolore che i 650.000 morti della prima guerra mondiale hanno subìto, ma che con loro hanno subìto le loro famiglie e chi è rimasto a casa .

Il dolore che hanno subìto tutti quelli che nella nostra storia, anche quella più recente, hanno avuto la vita spezzata per motivi di guerra o per motivi di terrorismo o per motivi sempre connessi alla malvagità degli uomini.

Il simbolo che noi onoriamo nel Milite Ignoto è noi stessi, che fatichiamo a vivere la nostra vita.

Tanti anni fa – i miei figli erano ancora bambini – alla fine d’agosto, durante le vacanze, li portai al Sacrario di Redipuglia; questo ricordo mi commuove molto: Redipuglia è un luogo che potrebbe sembrare lunare, vi sono sepolti più di 100.000 soldati morti durante la prima guerra mondiale. Una collina che sale ed è una distesa di tombe.

Tuttavia, su queste tombe, come quella sera, quel tardo pomeriggio in cui siamo stati là, il sole al tramonto torna a scaldare la pietra; intorno a queste tombe si è creato un bosco, intorno a queste tombe ci sono gli scoiattoli. Ciò significa che la vita continua e che quelle morti non sono state morti invano.

Come nella delibera della Giunta si legge “nella tutela della nostra memoria storica noi  contribuiamo alla tradizione” al passaggio, allo scambio  tra generazioni “dei valori fondamentali su cui si fonda la comunità nazionale”, valori che “sono scolpiti nella Costituzione della Repubblica, che promuove la pace”, promuove la pace e ripudia la guerra, ma “onora e rispetta il sacrificio dei Caduti in tutte le guerre e nelle missioni di pace”  - sono queste le guerre moderne - “e le sofferenze delle popolazioni civili”.

Onorando il Milite Ignoto, onoriamo tutto questo fiume di dolore e di sofferenza, che è insito della natura umana, ma che ci deve lasciare una traccia, una traccia vera, una traccia concreta nella nostra vita di tutti i giorni.

Questa sofferenza che stiamo ancora provando in modo diverso, forse meno drammatico, forse più centellinato nel tempo, che stiamo sentendo anche oggi per questa pandemia che ha sgangherato il nostro modo di vivere e di pensare. 

Ma non è la fine, l’umanità andrà avanti; e allora di questo ideale abbiamo e avremo bisogno.

È per questo che la nostra città, nell’onorare il Milite Ignoto, consegnerà la sua memoria all’Istituto Comprensivo Ignoto Militi - Saronno da 70 e più anni del Milite Ignoto si è già ricordata -, affinché serva da monito per le future generazioni.

Stiamo celebrando – l’ha già detto qualcuno prima – non una persona, perché non sappiamo nemmeno chi sia, ma stiamo celebrando l’umanità di tutti gli Italiani e di tutte le Italiane: è con questo pensiero che io invito il Consiglio Comunale ad essere unanime sulla decisione”.   Il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità, presenti tutti i 25 Consiglieri, la concessione della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

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SARONNO - La chiesa di San Giuseppe confessore non è bastata ieri pomeriggio a contenere tutti i saronnesi che hanno voluto dedicare un un ultimo saluto a Umberto Mariani presidente del Consiglio comunale cittadino dal 2004 al 2009, ex militare dell'Arma e attivo membro della comunità.

Nel rispetto delle norme covid molti saronnesi sono rimasti sul sagrato di piazza Conciliazione seguendo la cerimonia a distanza ma senza a far mancare l'omaggio al saronnese che si è spento lunedì. Presenti il sindaco Augusto Airoldi e il presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli con il gonfalone listato a lutto. Nutrita la delegazione di militari dell'Arma guidata dal maggiore Fortunato Suriano che guida la compagnia di Saronno. Tanti anche i rappresentanti dell'associazione nazionale carabinieri.

Tra i politici presenti i consiglieri comunali Luca Amadio e Gianpietro Guglianone, Paolo Bocedi e Gianangelo Tosi di Fratelli d'Italia e Nicola Gilardoni.

A celebrare la messa il prevosto monsignor Claudio Galimberti. Nelle ultime ore l'Amministrazione comunale ha condiviso una nota "per esprimere il cordoglio della città".

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SARONNO - Si terranno giovedi alle 15 nella chiesa di San Giuseppe confessore al quartiere Matteotti i funerali di Umberto Mariani ex militare dell'Arma e storico presente del consiglio comunale. Il rosario sarà celebrato mercoledì sera alle 20,30 sempre alla chiesa San Giuseppe quartiete Matteotti. La salma si trova alla casa funeraria Ferrario via Manzoni Gerenzano.

La figura di Mariani e il lutto per la città è stato ricordato in apertura del consiglio comunale di ieri dal presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli che ha ricordato anche la recentemente scomparsa di Benedetto Scaglione, di Paolo Strano e di Sergio Giacometti.

Mariani era un volto noto della politica saronnese non solo per gli anni in cui era stato protagonista, era stato candidato con Alleanza nazionale ma anche per l’attenzione che continuava a dedicare a questo mondo, sempre pronto a commentare quando lo si incontrava in piazza.

Tanti i messaggi di cordoglio arrivati dai saronnesi

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SARONNO - Il consiglio comunale, che non si rinunisce dallo scorso agosto, non affronterà la mozione a sostegno del commercio presentata da FdI, Lega e Fi. Ieri il presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli ha deciso, nonostante parere favorevole di quattro capigruppo su otto, ha deciso di dichiarare inammissibile la mozione.

Dura la presa di posizione delle minorenza che partino riassumendo la posizione: "A Saronno le difficoltà della maggioranza stanno rendendo impegnativa la normale vita politica e democratica della città.
Il contesto è arcinoto in città: i commercianti si sono lamentati in più di un’occasione di diverse situazioni che stanno caratterizzando Saronno – su tutte la riqualificazione di via Roma che ha tolto i due terzi dei parcheggi a disposizione, e il criterium che ha paralizzato la città di sabato mettendo in difficoltà la viabilità e i commerci. Se a questo si aggiungono le difficoltà della ripresa post pandemica, le recenti dimissioni della dott.ssa Mazzoldi da assessore e i soldi che dovrebbero arrivare con PNRR, le forze di opposizione hanno ritenuto di suggerire all’attuale giunta di dare maggior rilievo alle esigenze dei commercianti, magari liberando in neo assessore D’Amato dalla delega al commercio e consentirgli di dedicarsi alla già impegnativa e delicata delega al Bilancio. Mimmo D’Amato è sicuramente uomo che merita la fiducia del sindaco ma, vista la situazione straordinaria, prevedere una figura che potesse essere anche momentaneamente dedicata al commercio saronnese e al suo sviluppo, ci pare essere un’eventualità che meriti almeno di poter essere discussa in serenità con tutte le forze politiche cittadine. Quindi le forze di opposizione hanno presentato una legittima mozione indirizzata a garantire proprio una maggiore attenzione a favore del commercio cittadino, e un democratico confronto nella sede del consiglio comunale".

Da subito sono emerse delle difficoltà per il passaggio in consiglio comunale: "Nei corridoi della politica si vociferava da oltre una settimana che il presidente del consiglio comunale avrebbe voluto dichiarare inammissibile tale mozione: quello stesso presidente Gilli che nel suo discorso di insediamento, non più tardi di un anno fa, dichiarava: ”Non mi limiterò pertanto a troncare, sopire, come sussurra il Conte Zio nei Promessi Sposi. Non mi basterà raggiungere l’obiettivo di sedute consiliari ordinate, tranquille e magari anche noiose. Mi adopererò per suscitare un concorso di opinioni che sia produttivo e utile per la nostra città con il rispetto dei ruoli di maggioranza e di opposizione assegnati dai cittadini e dalle linee direttive dettate dal Sindaco“.

Voci che ben presto hanno trovato conferma: "Lo scorso 25 ottobre è pervenuta ai capigruppo una doppia informativa da parte di presidente e segretario generale che, dubitando sulla legittimità di tale mozione, sembrava voler influenzare il parere delle forze politiche riguardo alla discussione che le forze di opposizione avrebbero voluto portare in consiglio".

Da qui i dubbi dei presentatari della mozione Gianpietro Guaglianone, Raffaele Fagioli e Agostino De Marco: "Ci domandiamo cosa ci sia di illegittimo e “contro la legge” richiedere al sindaco, unico responsabile per legge nell'assegnazione delle deleghe agli assessori, di discutere e valutare una soluzione più conforme al momento straordinario riguardo un’importante delega come quella al commercio, che meriterebbe un’impegno aggiuntivo rispetto al solito".

Di idea ben diversa il numero uno dell'assemblea cittadina come spiega la chiosa del comunicato: "Il presidente Pierluigi Gilli, uditi i capigruppo, ha deciso per l'inammissibilità della mozione nonostante il capogruppo Luca Amadio di Obiettivo Saronno abbia portato un contributo circostanziato a favore dell'accettazione della mozione. E dunque, nonostante il parere favorevole di quattro capigruppo su otto, il Presidente ha assunto una decisione che lascerà il segno per lungo tempo".

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Il presidente Pierluigi Gilli nel suo discorso di insediamento, non più tardi di nove mesi fa, dichiarava:" Non mi limiterò pertanto a troncare, sopire, come sussurra il Conte Zio nei Promessi Sposi. Non mi basterà raggiungere l’obiettivo di sedute consiliari ordinate, tranquille e magari anche noiose. Mi adopererò per suscitare un concorso di opinioni che sia produttivo e utile per la nostra città con il rispetto dei ruoli di maggioranza e di opposizione assegnati dai cittadini e dalle linee direttive dettate dal Sindaco." Nelle sedute del consiglio comunale Gilli ha spesso interrotto i consiglieri, impegnati nell'esposizione delle rispettive opinioni censurandole e commentandole, come fosse un qualsiasi conduttore di talk-show politici e non il Presidente del consiglio che ha un ruolo ben definito e regolato da norme precise. Specie nei confronti dei consiglieri della Lega, ma ormai sempre più spesso anche nei riguardi di alcuni consiglieri di maggioranza a lui indigesti, il presidente Gilli non perde occasione per uscire dal suo ruolo super partes per calarsi in quello del consigliere con un potere in più. Gilli ha raggiunto l'obiettivo di non accontentarsi di sedute consiliari ordinate, tranquille e noiose; in pochi mesi è riuscito a rendere ogni seduta del consiglio uno spettacolo senza capo né coda, apparentemente senza regole, dove i consiglieri intervengono ad libitum dentro e fuori limiti di tempo e d'argomento. Consigli nei quali si leggono le esternazioni volgari e offensive di assessori e sindaco nei confronti di consiglieri comunali senza che il presidente prenda una posizione ferma e decisa. Un Pierluigi Gilli che si allontana dall'aula indispettito per un segretario generale che fa rispettare la legge e non consente le libere interpretazioni delle norme del presidente del consiglio. Un Pierluigi Gilli che al termine del consiglio comunale regala agli spettatori un fuorionda epico nel quale spara a zero contro il suo vice e capogruppo del Pd Licata, contro le mille anime del litigioso Pd, contro i consiglieri comunali ignari dell'abc istituzionale nonostante li abbia lui stesso istruiti con un magistrale corso per i neofiti arrivati impreparati in consiglio comunale. Il Presidente Gilli si starà forse adoperando, a modo suo, per suscitare un produttivo concorso di opinioni, ma senza il dovuto rispetto per i ruoli di maggioranza e minoranza; riguardo le linee direttive dettate dal Sindaco non ci esprimiamo in quanto ancora non ci è chiaro se il sindaco sia Airoldi o lo stesso Gilli. Restiamo fiduciosi in attesa che gli eventi ci portino un nuovo Presidente all'altezza del ruolo. 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Sia tratta di un provvedimento del presidente del consiglio comunale Pierluigi Gilli che partendo dal presupposto che l'amministrazione saronnese non sia “dotata di un regolamento generale ed organico che disciplina le sedute di consiglio comunale, della conferenza dei capigruppo e alle commissioni consiliari in modalità di videoconferenza" detta una serie di norme ad hoc. Si parla ad esempio della volontà dell'Amministrazione di usare “programmi reperibili nel mercato, in via prioritaria liberi e senza oneri aggiuntivi” ma anche dell'obbligo per i consiglieri di tenere sempre la webcam accesa, novità che già nelle ultime sedute ha suscitato non pochi borbottii e lamentele anche per le difficoltà di conciliare i problemi della rete in alcune zone e le esigenze della vita familiare. Nelle disposizioni si parla anche dello streaming necessario per rendere pubbliche le sedute. E' previsto anche un protocollo in caso di guasti: nel dettaglio prevede uno stop di 15 minuti. Se il problema non viene risolto in questo lasso di tempo la seduta può continuare in videoconferenza con solo i suoi componenti, compreso il segretario comunale, "qualora il presidente, tenuto conto dell’importanza, dell’indifferibilità e dei termini di scadenza degli argomenti in discussione, ne ravvisi la necessità o l’opportunità”. E' il caso avvenuto nell'ultimo consiglio comunale (ilSaronno l'ha raccontato qui) quando il blackout dovuto ad un problema nella cabina elettrica di via Roma ha "silenziato" la diretta della seduta in corso. 27032021 [post_title] => Gilli detta "i nuovi criteri di trasparenza tracciabilità" per i consigli comunali in videoconferenza [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => gilli-detta-i-nuovi-criteri-si-trasparenza-tracciabilita-per-i-consigli-comunali-in-videoconferenza [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-03-28 08:06:35 [post_modified_gmt] => 2021-03-28 07:06:35 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=239014 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 8 [filter] => raw ) [6] => WP_Post Object ( [ID] => 229647 [post_author] => 32 [post_date] => 2021-01-03 14:00:27 [post_date_gmt] => 2021-01-03 13:00:27 [post_content] => SARONNO - Una nuova puntata dell'Abc in edizione natalizia, lo spazio dedicato alla politica. Il presidente del consiglio comunale, Pierluigi Gilli, è stato ospite della puntata di Capodanno per riflettere sul presente e sul futuro di Saronno. Allora sei stato protagonista della vita della città di Saronno per tanti anni, l'hai seguita e vissuta con tanti ruoli diversi... cosa ci lascerà questo 2020, secondo te ha cambiato la nostra comunità? La nostra comunità è cambiata molto. Forse per chi ha vissuto solo nel periodo della Repubblica e della democrazia ha iniziato a capire cosa sia la libertà. Il lockdown ha inciso profondamente sulla nostra popolazione, anche su di noi. La prima quarantena l'ho vissuta in maniera piuttosto tranquilla - forse per l'arrivo della bella stagione, la primavera. Questa seconda è stata molto più sofferta: dopo tanti mesi di lontananza dalle persone, si sente la mancanza dei rapporti sociali. In un certo qual modo, tenere le sedute del consiglio comunale tramite schermo è più semplice: le regole si fanno rispettare più facilmente. Ma non possono non mancare i rapporti personali: non ci si conosce solo come avversari politici, ma anche come persone ed entra in gioco la comprensione per l'aspetto umano. Saronno vanta un altissimo tasso di associazionismo: ora, però, le associazioni sono tutte bloccate. Questo fa vivere il problema della solitudine: ci si sente soli anche in famiglia, vengono a mancare le relazioni sociali che sono il sale della vita. Non ci mancano i viaggi eclatanti, ciò che manca è la normalità. Le fragilità che già c'erano, in questo modo, sono esplose. So che l'assessore ai servizi alla persona sta pensando uno sportello di assistenza psicologico. Sfruttiamo un po' a tua memoria storica per dedicare un momento di ricordo, anche di omaggio direi, ai saronnesi che non ci sono più. Penso ad autentici simboli della comunità saronnese nei diversi ambiti da Franco Tacchella a Sergio Giacometti. Ha segnato Saronno, e tanto. Ho saputo della morte di qualche mio compagno di scuola, persone che non vedevo da anni - ma è naturale farsi coinvolgere da pensieri davvero difficili. Se penso a Sergio Giacometti ancora mi commuovo, è una persona che io non potrei mai dimenticare. Ricordo Tacchella quando gli diedi la civica benemerenza; don Ceriani, ricordo le sue prediche quando andavo a messa la domenica sera. C'è la preoccupazione per la salute, ma anche della perdita di se stessi: noi siamo fatti anche di rapporti con gli altri. Quando arrivano a mancare persone con cui si ha avuto legami, fa impressione. Stiamo vivendo una guerra subdola, che c'è ma non si vede - si cerca di non pensarci, ma c'è. Quando penso al 2020 io vedo sempre di un risveglio della gioventù saronnese. Come vedi questi giovani saronnesi, cosa si deve fare per sostenerli? Ieri sera cercavo una bottiglia di vino in cantina e mi è caduto l'occhio su una molto vecchia, del 1991. Si è conservata, è buona. A tavola c'erano un paio di ragazzi, come consentito, e hanno detto: "Questa bottiglia è più vecchia di noi". Perché la bottiglia era ancora buona? Perché è stata conservata bene e il contenuto era di qualità. La riflessione è che, se il vino è buono, va avanti. Anche se ha 30 anni - per un vino è tanto, per un ragazzo no. Ciò che conta è il vissuto. Quest'anno ho conosciuto tanti ragazzi a Saronno, durante una campagna elettorale vivace e di ragazzi ce n'erano tanti. Quelli della mia lista vedevo che incontravano quelli delle altre liste: tra loro c'era una certa facilità nel trovarsi e trovare qualcosa da condividere, cosa che ai miei tempi non era così agevolata. Questa cosa mi ha molto colpito: non c'è più un'appartenente ideologica che fa perdere il senso della compagnia con i coetanei. Questo è un bene. Il fatto che ci siano ragazzi e ragazze che si stanno impegnando, anche nella politica, nelle associazioni, è qualcosa che va contro un serio pericolo: il non poter andare a scuola, fare didattica a distanza, è problematico per chi sta vivendo quell'età di rapporti più formativi. Invece, come dico, ci sono quelli che vanno controcorrente - ma non sono mosche bianche: in altri tempi, i giovani che si mettevano in gioco in determinate posizioni erano pochi. Questa solidarietà spontanea che sta venendo fuori è ammirevole. Chi è meno giovane si preoccupa per la salute, ma i giovani, pur avendo preoccupazione, hanno energie che vogliono e devono spendere. Se le spendono in questo modo, allora il Covid non li ha sconfitti. Certi comportamenti virtuosi che in questo periodo sono diventati normali, è bene non spariscano quando torneremo alla normalità. Spero che l'amministrazione possa tornare ad investire sulla cultura e sullo sport, che al momento sono pressoché bloccati. Ovviamente non possiamo non parlare di politica: nuovo sindaco, nuova giunta ma anche nuovo consiglio comunale che cambia volto rispetto al precedente. C'è una maggioranza formata da una coalizione, invece che una sorta di monocolore. Come leggi questa situazione e cosa auguri per il consiglio comunale? Che le cose siano cambiate è evidente, non solo per i numeri, ma anche per l'approccio dei gruppi consigliari alla vita amministrativa. Devo dire, in senso oggettivo, il monocolore di una formazione significa che è determinata e organizzata. Dall'altra parte, la maggioranza è formata da più gruppi ed è presenta anche un dibattito - è una cosa che ritengo fisiologica e utile. Quando le posizioni, pur essendo un po' diverse, riescono a trovarsi in una posizione armonica, significa che si pensa e dialoga insieme. C'è stato qualche problema, questo è stato sotto gli occhi di tutti, derivato dal fatto che l'attuale maggioranza si è trovata di fronte a provvedimenti che non nascevano dalla propria esperienza. Non è una situazione destinata a durare per cinque anni, sono ancora poche. Poi, non è detto che debbano essere viste tutte nello stesso modo: naturalmente nasceranno discussioni all'interno della maggioranza, che condurranno a una maggiore consapevolezza dei risultati. Il consiglio comunale ha avuto un inizio un po' vivace, anche questo non è una novità. Se votassero sempre tutti uguale, non capirei perché votare. Dalla metà di gennaio si formeranno le commissioni: due consigliari e alcune che coinvolgeranno anche i cittadini. Mi interessa anche molto vedere come altri possono concorrere alla formazione della politica cittadina. Io confido molto su questo metodo: è laborioso, richiede tempo e riflessioni, ma alla fine conduce a provvedimenti ampiamente condivisi. Ti piace fare il presidente del consiglio comunale? Il ruolo di presidente inizia a piacermi: mi obbliga a parlare poco. Non sono diventato un santo tutto d'un tratto - qualche volta mi scappa la battuta, ma a tutti, maggioranza e minoranza. Il fatto di andare in municipio spesso mi gratifica molto. Spesso mi scrivono consiglieri comunali, una cosa che mi fa piacere - significa che c'è reciproco rispetto. Qualcosa del ruolo di sindaco ti manca? No, lo dico sinceramente. Era una stagione diversa. Sono sincero, ho timore che oggi farei più fatica. Mi sono reso conto che è cambiata la mentalità e l'approccio che i cittadini hanno rispetto all'amministrazione. Io ammiro la capacità di assorbire che ha il nostro sindaco, io non ce l'ho - io esplodevo più facilmente. Oggi serve più uno come lui, lo dico perché lo vedo. Io ho vissuto non so quante nevicate: ero in giro la notte con la panda del comune insieme a Sergio Giacometti, ai tempi il piano della neve era del comune ed era nostra responsabilità. Con questo appalto, invece, i tecnici comunali hanno potere limitato. E' stata la prima nevicata di rilevanza, quando il personale arriva da lontano e non conosce i luoghi è difficile. Spero non si ripeta: i diritti e doveri dei contratti discendono per gli uni e per gli altri. Da questa vicenda ho tratto anche un'altra riflessione: ci sono i doveri nostri, di cittadini. Se ci lamentiamo che i marciapiedi fanno schifo, non dobbiamo dimenticare che noi stessi dobbiamo provvedere al marciapiede di fronte casa. Il sindaco ha passato giornate in comune e in giro, si è assunto la responsabilità. Speriamo che questo episodio della neve non abbia inciso troppo sulla considerazione che i cittadini hanno dell'amministrazione. Si sta concludendo il primo giorno del 2021 quali opportunità e sfide vedi per la città di Saronno? Le sfide di Saronno non sono molto diverse dalle sfide della regione, del paese e dell'Europa. Stiamo vivendo una transizione epocale, da cui possiamo uscire più forti o inizierà il declino. E' ora di svegliarsi: non siamo più al centro del mondo, ma dobbiamo ancora far valere ciò che abbiamo. Anni fa il consiglio comunale si teneva tra la sala Aldo Moro e sala Nevera. Quando si usciva da lì, in un modo o nell'altro si vedeva il santuario. Ha 500 anni, un riconosciuto capolavoro: quando l'hanno costruito, i saronnesi facevano il mercato, i contadini, ma conducevano una vita grama. Se sono in grado loro di costruire qualcosa che vediamo ancora oggi, perché non dobbiamo essere in grado noi di far risorgere questa città? A partire da quest'anno, noi abbiamo un'occasione di fare un nuovo rinascimento, in Italia: mettere mano a Palazzo Visconti, ora partirà la costruzione della nuova scuola Rodari, c'è da rivedere un po' tutto. Le nostre modalità di vita probabilmente cambieranno, magari anche in meglio. Oggi, com'è tradizione, ho ascoltato il concerto della filarmonica di Vienna, diretto dal direttore d'orchestra Riccardo Muti. Data l'assenza di pubblico, tutte le telecamere sono state concentrate sui musicisti. Significative erano le file dei violini: nelle file sul retro i più giovani, poi l'età aumentava, com'è normale, nelle prime file. Ma i giovani suonavano con passione, che poi è scoppiata con la "Marcia di Radetzky" - vorrei che nella nostra grande comunità iniziassimo a pensare come se fossimo una grande orchestra. Quest'anno abbiamo bisogno di marciare, insieme, spumegganti, con l'obiettivo di tornare a quello che eravamo. Lo dico da presidente comunale ai consiglieri comunali: facciamo la nostra parte bene in concerto. Vorrei augurare ai saronnesi, e non, di trascorrere queste festività serenamente. 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L’Arena biancoceleste (abbreviato in Abc) è nata all’inizio nel 2019 per iniziare a raccontare le prime indiscrezioni della campagna elettorale. “Abbiamo deciso di rispolverarla per a dare notizie e informazioni su come vive la politica saronnese. Dalle idee ai progetti, dal gossip alle indiscrezioni”. Sono le parole della direttrice Sara Giudici quando ha presentato un nuovo ciclo di interviste dedicato al mondo della politica di Saronno aperto qualche mese dopo l’epilogo dell’infuocata campagna elettora estiva che ha portato all’elezione del nuove sindaco. La formula è sempre la stessa, un ospite, tante domande “biancocelesti” sempre e solo sulla realtà cittadina. Per Natale poi un'edizione speciale con i sindaci del Saronnese che hanno raccontato il loro 2020 e i progetti per il 2021. 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Brevi riflessioni sul consiglio comunale dello scorso 30 novembre: - l'apparato informatico per la tenuta delle sedute a distanza del Consiglio Comunale, ereditato dalla precedente conduzione, ha presentato diverse criticità e dovrà essere rivisto; - ogni consigliere è portatore del diritto democratico di intervenire alle operazioni del Consiglio Comunale partecipando alle discussioni, alle votazioni o promuovendo deliberazioni, mozioni, interpellanze e quant'altro previsto dalle norme; si tratta di un diritto incomprimibile di cui, tuttavia, come peraltro il buon senso impone, non bisogna fare abuso. 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Di sèguito la trascrizione del discorso pronunciato a braccio dal Presidente del Consiglio Comunale, Pierluigi Gilli, a conclusione del Consiglio Comunale del 21 dicembre 2021, in cui è stata concessa la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

“Dico anch’io il mio pensiero in questa occasione così sentita, poiché tutti gli interventi che si sono susseguiti hanno avuto un filo conduttore comune in un modo quasi impressionante, che ci ha visti tutti quanti concordare sul conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

Il Milite Ignoto che più volte è stato sottolineato come oggi costituisca un simbolo, un ideale, nel quale tutti si possono riconoscere, tutti gli Italiani di oggi, come tutti gli Italiani di ieri e come gli Italiani di domani.

Un simbolo che è legato alla sofferenza, al dolore, alla sofferenza e al dolore che i 650.000 morti della prima guerra mondiale hanno subìto, ma che con loro hanno subìto le loro famiglie e chi è rimasto a casa .

Il dolore che hanno subìto tutti quelli che nella nostra storia, anche quella più recente, hanno avuto la vita spezzata per motivi di guerra o per motivi di terrorismo o per motivi sempre connessi alla malvagità degli uomini.

Il simbolo che noi onoriamo nel Milite Ignoto è noi stessi, che fatichiamo a vivere la nostra vita.

Tanti anni fa – i miei figli erano ancora bambini – alla fine d’agosto, durante le vacanze, li portai al Sacrario di Redipuglia; questo ricordo mi commuove molto: Redipuglia è un luogo che potrebbe sembrare lunare, vi sono sepolti più di 100.000 soldati morti durante la prima guerra mondiale. Una collina che sale ed è una distesa di tombe.

Tuttavia, su queste tombe, come quella sera, quel tardo pomeriggio in cui siamo stati là, il sole al tramonto torna a scaldare la pietra; intorno a queste tombe si è creato un bosco, intorno a queste tombe ci sono gli scoiattoli. Ciò significa che la vita continua e che quelle morti non sono state morti invano.

Come nella delibera della Giunta si legge “nella tutela della nostra memoria storica noi  contribuiamo alla tradizione” al passaggio, allo scambio  tra generazioni “dei valori fondamentali su cui si fonda la comunità nazionale”, valori che “sono scolpiti nella Costituzione della Repubblica, che promuove la pace”, promuove la pace e ripudia la guerra, ma “onora e rispetta il sacrificio dei Caduti in tutte le guerre e nelle missioni di pace”  - sono queste le guerre moderne - “e le sofferenze delle popolazioni civili”.

Onorando il Milite Ignoto, onoriamo tutto questo fiume di dolore e di sofferenza, che è insito della natura umana, ma che ci deve lasciare una traccia, una traccia vera, una traccia concreta nella nostra vita di tutti i giorni.

Questa sofferenza che stiamo ancora provando in modo diverso, forse meno drammatico, forse più centellinato nel tempo, che stiamo sentendo anche oggi per questa pandemia che ha sgangherato il nostro modo di vivere e di pensare. 

Ma non è la fine, l’umanità andrà avanti; e allora di questo ideale abbiamo e avremo bisogno.

È per questo che la nostra città, nell’onorare il Milite Ignoto, consegnerà la sua memoria all’Istituto Comprensivo Ignoto Militi - Saronno da 70 e più anni del Milite Ignoto si è già ricordata -, affinché serva da monito per le future generazioni.

Stiamo celebrando – l’ha già detto qualcuno prima – non una persona, perché non sappiamo nemmeno chi sia, ma stiamo celebrando l’umanità di tutti gli Italiani e di tutte le Italiane: è con questo pensiero che io invito il Consiglio Comunale ad essere unanime sulla decisione”.   Il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità, presenti tutti i 25 Consiglieri, la concessione della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

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