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SARONNO / VARESE - Da tempo si parla a Saronno del recupero dell'ex Isotta Fraschini come polo universitario e musuale, e con spazi per residenze studentesche ma il progetto è adesso in "bilico" a causa di contrasti fra la proprietà ed il Comune. Intanto Varese si organizza, con un progetto che è appena diventato realtà.

Un nuovo spazio per l’Università dell’Insubria in una posizione strategica in centro Varese: l’Ateneo sta per acquistare il City Hotel per farne una residenza per gli studenti. Un’operazione complessiva di circa quattro milioni euro, per i quali l’Insubria ha ottenuto un importante cofinanziamento di 2 milioni e 600mila euro dal Ministero dell’Università e della ricerca, nell’ambito di un bando per la realizzazione di posti letto per universitari, con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il decreto di assegnazione è datato 28 novembre e pubblicato sul sito del Mir, il Ministero dell'istruzione: l’Ateneo di Varese e Como è in ventunesima posizione su 46, seconda università in una graduatoria caratterizzata dalla prevalenza di soggetti privati, a testimoniare il valore e il merito del progetto gestito interamente dagli uffici dell’Insubria.

Un commento positivo giunge dal rettore Angelo Tagliabue: "Anche con il City Hotel, come con il progetto del Campus Diffuso, portiamo l’università e gli studenti nel cuore della città, in un’ottica di sostenibilità sociale, di dialogo, di condivisione di risorse e servizi, di sinergia di azioni. Il tutto con attenzione alle tematiche della rigenerazione urbana. Di fatto, tra Varese e Como, stiamo raddoppiando l’ospitalità per i nostri studenti, con una politica di sostegno, di riconoscimento del merito e di agevolazioni contro il caro prezzi".

Il City Hotel, ubicato in via Medaglie d’Oro 35, è una struttura alberghiera di sette piani, per una superficie totale lorda di 3235 metri quadrati, «completa di arredi e corredi e con impianti funzionanti e certificati», come si legge nella proposta di acquisto che sarà finalizzata a inizio dicembre tra l’Università dell’Insubria e la società della proprietaria Bianca Maria Ambrosini. Costruito nel 1966 e chiuso dal 9 marzo 2020, primo giorno di lockdown, l’hotel è sempre stato un fiore all’occhiello dell’ospitalità varesina ed è tuttora in ottime condizioni: entro un mese sarà pronto per la nuova destinazione d’uso. Il collegio universitario avrà 65 posti letto in camere doppie, spazi comuni per ristorazione, sale meeting e servizi e potrà accogliere gli studenti già da gennaio 2023. Il City sorge tra le stazioni ferroviarie (da dove è operativo anche il collegamento Tilo con Como), l’uscita dell’autostrada Milano-Laghi e piazza Repubblica, dove ha sede il Rettorato. Si tratta di una zona della città geograficamente orientata verso il Campus di Bizzozero, raggiungibile in pochi minuti con gli autobus dedicati e quelli di linea. L’edificio è anche molto vicino al quartiere di Biumo Inferiore, dove nascerà il Campus diffuso, progetto dell’Insubria e del Comune di Varese per ospitare un collegio studentesco.

La notizia del City Hotel arriva a pochi giorni dalla delibera del Consiglio di amministrazione dell’Insubria che ha stanziato i fondi necessari per la riapertura del collegio Santa Teresa a Como, dove da luglio 2023 saranno disponibili trenta posti letto.

L’ex convento di Santa Teresa, di proprietà del Comune di Como, è stato concesso in comodato d’uso gratuito all’Università dell’Insubria nel 2015. L’Ateneo ha programmato per l’inizio del nuovo anno opere per circa 300mila euro per mettere in funzione la struttura, tenendo anche conto delle nuove normative che impongono l’adeguamento degli impianti. Sarà inoltre adottata una politica di risparmio energetico e contenimento dei consumi, in linea con gli obiettivi di efficientamento e sostenibilità dell’Ateneo.

Con queste operazioni l’Università dell’Insubria raddoppia i posti letto per gli studenti: a Varese i 65 posti del City si aggiungono ai 96 del Collegio Cattaneo, in attesa del Campus Diffuso di Biumo; a Como i 34 posti del Santa Teresa ampliano l’offerta della Presentazione, dove al momento i posti sono 40 ma diventeranno 90 con l’acquisizione di tutta la struttura dal Politecnico di Milano.  

(foto: il rendering della futura Isotta Fraschini di Saronno)

01122022

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CITTIGLIO - Un interessante caso archeologico di morte violenta, riguardante un giovane individuo sepolto negli strati di epoca medievale nel cimitero di San Biagio in Cittiglio, è stato da poco pubblicato sull’importante rivista scientifica internazionale "Journal of Archaeological Science: Reports" dal team di antropologi dell’Università degli Studi dell’Insubria, Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita diretto da Luigi Valdatta.  

Primo autore dell’articolo e principale investigatore è Chiara Tesi, borsista di ricerca all’Università dell’Insubria. L’individuo oggetto dello studio, un giovane maschio adulto di circa 20 anni, era sepolto nella Tomba numero 13 nell’atrio funerario interno alla chiesa, in un’area sepolcrale un tempo localizzata di fronte all’antica facciata romanica dell’edificio e La sepoltura è stata datata tra l’XI e il XIV secolo.

Vale la pena ricordare che l’analisi complessiva del contesto di Cittiglio dal punto di vista archeologico e bioarcheologico, promossa dal e diretta scientificamente  dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, per indagare le fasi di costruzione e utilizzo dell’edificio ecclesiastico e delle aree cimiteriali ad esso connesse, è ormai giunta al termine con la fine degli scavi nel novembre 2020 e le ultime analisi antropologiche del campione scheletrico.

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Il sito nel 2020 ha ricevuto un importante finanziamento da parte di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, all’interno del Bando emblematici provinciali 2019, per un progetto dal titolo «I paesaggi della Valcuvia. Riqualificazione ambientale attraverso un percorso archeologico: valorizzazione, tutela e fruizione», di cui responsabile scientifico è Marta Licata. Essenziale per le analisi e la valorizzazione di questo contesto la collaborazione con realtà del territorio, come la Parrocchia di San Giulio Prete, il Comune di Cittiglio e l’Associazione Amici di San Biagio. 

Entro giugno 2023 il sito sarà completo e valorizzato, pronto ad accogliere le visite della comunità e di tutte le persone interessate a conoscere la storia portata in luce da questi lunghi anni di indagini archeologiche e scientifiche.

All’interno di questo ampio progetto è stata portata a termine l’analisi antropologica degli inumati di Cittiglio e, tra questi, anche quella dell’individuo di T.13, che ha comportato una particolare attenzione e l’applicazione di metodologie scientifiche all’avanguardia.

Fin dai primi momenti del ritrovamento, infatti, lo scheletro del soggetto ha rivelato la presenza di quattro lesioni al cranio, compatibili con delle ferite inferte intenzionalmente e con particolare violenza. Il cranio del soggetto è stato quindi studiato con le più moderne tecnologie, in uso nelle indagini medico-legali, ma anche nelle analisi dei segni di macellazione sulle ossa di interesse archeozoologico provenienti da siti di epoca preistorica. In particolare, le lesioni sono state analizzate mediante l’uso di un microscopio digitale tridimensionale, grazie alla collaborazione con l’unità di ricerca Preistoria e Antropologia del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena.

Le analisi svolte con questo strumento hanno permesso di indagare approfonditamente le lesioni scheletriche e, grazie a una serie di esami microscopici di tipo qualitativo e quantitativo, di ricostruire la loro natura, la loro origine e l’intera dinamica dell’evento violento. Dallo studio è emerso che il soggetto era stato ripetutamente colpito al cranio con un’affilata arma da taglio, compatibile nella forma con una spada lunga dell’epoca.

Chiara Tesi ricostruisce la dinamica del fatto: "Probabilmente colto di sorpresa e privo di una efficace protezione al cranio, il giovane era stato colpito una prima volta con un colpo andato “a vuoto” che gli ha lasciato una lieve ferita “di striscio” nella parte superiore del cranio; successivamente, forse tentando una fuga dal suo assalitore, la vittima aveva voltato le spalle venendo colpito in rapida successione con altri due colpi che hanno provocato l’asportazione di due “fette” di tavolato cranico dalla porzione temporale destra (causando anche l’asportazione del padiglione auricolare) e nucale inferiore. Infine, forse ridotto allo stremo e ormai a terra in posizione prona, il soggetto veniva terminato dall’assalitore con un colpo perpendicolare al cranio vibrato con violenza nella nuca che ha provocato la morte immediata".

"Oggi, non possiamo essere sicuri sulle ragioni che hanno portato alla morte di questo giovane – aggiunge Chiara Tesi –; tuttavia, sepolto in una posizione privilegiata di fronte all’antico accesso alla chiesa, possiamo ipotizzare che l’uomo appartenesse a una famiglia di elevato stato sociale e, forse anche per questo motivo, a maggior rischio di essere assalito. Ad ogni modo questo tipo di aggressione mortale, caratterizzata da una forma di violenza finalizzata al rapido annientamento della vittima, ci lascia increduli e ci fa ipotizzare una premeditazione, non certamente il risultato di un semplice movente".

Tra gli altri autori dell’articolo vi sono Roberta Fusco, Chiara Rossetti, Ilaria Gorini e Paola Badino dell’Università dell’Insubria; Jacopo Crezzini e Stefano Ricci dell’Università di Siena.

La ricostruzione fisiognomica del soggetto, realizzata da Stefano Ricci dell’Università di Siena, ci permette oggi di guardare direttamente negli occhi questo giovane, di riconoscerlo come un volto perfettamente attuale, e di stabilire con lui una relazione più profonda, al di là dell’episodio di violenza che ne ha provocato la morte e di cui oggi, grazie ai moderni approcci scientifici, siamo a conoscenza.

24112022

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VARESE - Ieri un pomeriggio di emozioni ai Giardini Estensi di Varese per il Graduation Day dell’Università dell’Insubria, che ha sfidato la pioggia e festeggiato i suoi laureati, accompagnati dalle famiglie e dagli amici, felici di esserci. In particolare, sono stati chiamati i dottori proclamati da febbraio 2020 a luglio 2022, con una cerimonia che è stata splendidamente condotta da Max Laudadio, è culminata conil tradizionale lancio del tocco e si è conclusa con le battute del comico comasco Max Angioni.

L’evento è stato organizzato dal Cus Insubria in collaborazione con l’Ateneo e con l’associazione Alumni Insubria. Una prima edizione del Graduation Day si era tenuta nel 2018 in concomitanza con la Notte dei ricercatori, la prossima si terrà a Como: una iniziativa per mantenere vivo il dialogo tra l’Ateneo e i 34mila dottori che ha proclamato dalla sua nascita, il 14 luglio 1998.

Sul palcoscenico della tensostruttura dei Giardini Estensi, ad accogliere i laureati una commissione togata composta dai direttori dei sette dipartimenti dell’Ateneo: Luigi Valdatta di Biotecnologie e scienze della vita, Maria Pierro Dipartimento di Economia, Luigina Guasti Dipartimento di Medicina e chirurgia, Umberto Piarulli Dipartimento di Scienza e alta tecnologia, Mauro Ferrari Dipartimento di Scienze teoriche e applicate, Nicoletta Sabadini Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio, Alessandro Ferrari in sostituzione di Francesca Ruggieri per il Dipartimento di Diritto economia e culture; e dal presidente della Scuola di Medicina Alberto Passi.

Presenti alla cerimonia anche il direttore generale dell’Ateneo Marco Cavallotti, il presidente del Cus Insubria Eugenio Meschi, il sindaco di Varese Davide Galimberti e il vicesindaco di Como Nicoletta Roperto che ha portato i saluti del sindaco Alessandro Rapinese.

Il discorso del rettore Angelo Tagliabue, che non ha potuto partecipare alla cerimonia per precauzione legata a motivi di salute, è stato letto dalla professoressa Maria Pierro: «Il valore della presenza è per noi primario, in ogni contesto e momento della vita universitaria: abbiamo sofferto durante il periodo di pandemia, abbiamo fatto lezione, esami e lauree a distanza, ma ora possiamo, dobbiamo e vogliamo tornare a vivere l’università pienamente. Il valore della presenza è il segno che vogliamo lasciare in voi. Oggi siete presenti in Ateneo, a lezione, nei laboratori, nelle biblioteche. Nostro dovere è permettervi di esercitare questo diritto. Ma questo è il momento dei festeggiamenti. È il vostro momento. E siamo certi che porterete l’Insubria nella vostra vita personale e professionale. Siamo orgogliosi di tutti voi».

Gli oltre 400 iscritti al Graduation Day sono stati chiamati uno per uno sul palco e hanno posato in gruppi per le fotografie con il tocco e la pergamena commemorativa dell’evento. Max Laudadio ha intervistato tre di loro: Francesca Cisotto, laureata magistrale in Scienze della comunicazione che lavora a Confindustria Varese; Giulia Mignemi, campionessa di canottaggio laureata in Ingegneria; Pietro Monti-Guarnieri, laureato in Fisica di Como. È intervenuta anche Roberta Grasselli, presidente dell’associazione Alumni Insubria.

Per ogni partecipante all’evento l’Università dell’Insubria destinerà una donazione di 10 euro a favore della Piccola Casa Federico Ozanam, rappresentata alla cerimonia dal presidente Enrico Fossati e da Simone Massa Pinto, responsabile della riabilitazione: un gesto di solidarietà per i senzatetto di Como.

22102022

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VARESE / COMO - L’atteso test di ingresso per studiare Medicina e Odontoiatria si è svolto regolarmente l'altro giorno, dalle 13, nelle due sedi di pertinenza dell’Università dell’Insubria, che ha organizzato le prove per i candidati delle province di Varese, Como, Lecco e Monza Brianza. Su un totale di 1628 iscritti, si sono presentati in 1547: 789 a Malpensa Fiere, Busto Arsizio, e in 758 a Lario Fiere, Erba.

La squadra di coordinamento dell’Insubria era composta da circa 50 tecnici e amministrativi e 27 docenti, tra i quali il presidente della Scuola di Medicina Alberto Passi e il past president Giulio Carcano, e la direttrice del Dipartimento di Medicina e chirurgia Luigina Guasti.

I candidati hanno avuto a disposizione 100 minuti per rispondere a 60 quesiti di competenze di lettura, ragionamento logico, biologia, chimica, matematica e fisica. Tra gli argomenti scientifici toccati dal test: la teoria della selezione naturale di Darwin, il progesterone, i nucleotidi Agu, i cicli di denaturazione del Dna, il gene Cftr. Poi qualche richiesta di calcolo, per esempio quella sulla gazza che vola in orizzontale a una certa velocità e lascia cadere dal becco una moneta, che tocca terra a una certa velocità: a che altezza vola la gazza? Tra le voci di cultura generale, l’invito a indicare il significato di Def e a inquadrare un testo come diario di viaggio, romanzo storico, sonetto, poema epico o cronaca giornalistica. E la domanda storica, tratta da un manuale di Massimo Salvadori: qual era l’obiettivo della Constitutio de feudis, o Edictum de beneficiis, l’editto emanato nel 1037 dall’imperatore Corrado II il Salico?

ll 14 settembre il Ministero dell’Università e della ricerca pubblicherà nell’area riservata su Universitaly di ogni candidato il punteggio anonimo secondo il codice etichetta, il 23 settembre ciascun candidato potrà visionare il proprio compito, mentre la graduatoria nominativa di merito si conoscerà il 29 settembre.

In tutta Italia sono 65.378 gli aspiranti dottori e 15.876 i posti disponibili; per i candidati che sceglieranno l’Università dell’Insubria, sono 149 i posti per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e 20 per quello in Odontoiatria e protesi dentaria.

Altro atteso test di ingresso è quello dei corsi di laurea triennale delle Professioni sanitarie, fissato il 15 settembre: i 491 iscritti svolgeranno la prova tutti a Lario Fiere. I posti disponibili per Infermieristica sono 75 a Varese e 74 a Como. Per gli altri corsi, tutti con sede a Varese: 20 per Ostetricia, 38 per Fisioterapia, 60 per Educazione professionale, 20 per Igiene dentale, 15 per Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, 20 per Tecniche di laboratorio biomedico, 20 per Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia. Le graduatorie saranno pubblicate il 23 settembre su www.uninsubria.it.

08092022

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Centaurus potrebbe diventare dominante e causare una nuova ondata di infezioni

TRADATE - La nuova variante del Covid Centaurus sarebbe più capace di aderire alle cellule del corpo umano, e dunque potenzialmente più pericolosa. È quanto emerso da uno studio dell’Università dell’Insubria, che ha pubblicato il primo articolo in assoluto sugli effetti molecolari delle nuove mutazioni del Sars-CoV-2, uscito il 15 agosto sull’European Journal of Internal Medicine.

Il lavoro è nato dalla stretta collaborazione tra Fabio Angeli, professore di malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Insubria e direttore della Cardiologia di Ics Maugeri di Tradate, Martina Zappa, bioteconologa del dottorato in medicina clinica e sperimentale e medical humanities dell’Ateneo, e Paolo Verdecchia, uno dei più affermati ricercatori italiani in ambito cardiovascolare.

La ricerca ha dimostrato che le mutazioni di Omicron Centaurus (BA.2.75), la cosiddetta variante indiana del Covid, rendono il virus ancora più “adesivo” ai recettori delle nostre cellule rispetto alle precedenti varianti e, in particolare, a Omicron 5.

Spiega Fabio Angeli: "La maggiore capacità di Centaurus nel legarsi ai recettori del nostro organismo, i cosiddetti Ace2, apre nuovi scenari pandemici e identifica questa variante come possibile dominante a livello mondiale. Sono ancora da verificare i suoi effetti in termini di aggressività, ma l’aumentata capacità di legarsi alle nostre cellule e la successiva paralisi dei recettori Ace2, che hanno un ruolo fondamentale nel regolare le nostre capacità vitali, ci fanno supporre anche una verosimile aumentata capacità nel creare danni al nostro organismo; questo sottolinea quanto sarà cruciale la nuova campagna vaccinale ed il ripristino delle misure di protezione individuale".

(foto: Fabio Angeli, uno degli autori dello studio)

24082022

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Per essere speaker all’evento aperte fino al 24 aprile su tedxvarese.com le candidature per studenti del 4° e 5° anno delle scuole superiori e universitari L’Università dell’Insubria mette in palio una borsa di studio valida per tutti i corsi di laurea triennale per una studentessa o uno studente che si distinguerà durante l’evento Sabato 19 giugno dalle ore 14 alle ore 18 al Centro Congressi Ville Ponti di Varese e in diretta online torna TedxYouth@Varese, conferenza che celebra i giovani talenti e li connette con opportunità di studio e di lavoro giunta alla seconda edizione sul territorio varesino. Dopo lo stop imposto nel 2020 da Covid-19, nell’edizione 2021 l’evento inviterà speaker e ascoltatori a riflettere sul tema “Le volte del futuro”: partendo da sfide e opportunità offerte dal nostro tempo e dalle proprie idee e desideri, i giovani partecipanti si confronteranno sulle scelte che portano a crescere e a generare un pezzo di futuro per sé e per gli altri, in un mondo che cambia in modo sempre più veloce e imprevedibile. Speaker dell’evento saranno i giovani: da oggi e fino a sabato 24 aprile sono aperte al link tedxvarese.com/candidature-youth le candidature per salire sul palco di TedxYouth@Varese. L’opportunità è offerta a tutti gli studenti del quarto e del quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado e agli universitari che sanno guardare oltre gli schemi e vogliono farsi portavoce di idee di valore, in soli 12 minuti e con il supporto del team di TedxVarese. TedxYouth@Varese è realizzato in collaborazione con un gruppo di aziende e con il supporto delle principali istituzioni scolastiche e universitarie del territorio di Varese: Ufficio scolastico territoriale, Asva, Università Insubria, Liuc - Università Cattaneo, Università Cattolica del Sacro Cuore. Tra queste, l’Università degli Studi dell’Insubria mette in palio una borsa di studio valevole per tutti i corsi di laurea triennale per una studentessa o uno studente delle scuole secondarie di secondo grado che si distinguerà durante l’evento. “Siamo convinti che TedxYouth@Varese esprima un significato particolare in questo momento storico: la pandemia ha alterato la socialità e ha cambiato il modo in cui interagiamo con gli altri, con impatti significativi anche sulla vita dei più giovani” ha dichiarato David Mammano, organizer e licensee di TedxVarese. “Con il nostro evento vogliamo coinvolgere le nuove generazioni e renderle protagoniste di un’iniziativa locale di produzione di idee con eco globale. È un’opportunità per tornare a connettersi con gli altri, riscoprire la ricchezza che deriva dalla pluralità di opinioni, crescere insieme e ricordarsi che il futuro è fatto di prospettive. È una sfida per ricordare a ragazzi e ragazze che la costruzione delle ‘volte’ che sosterranno il futuro è nelle loro mani”. Per consentire il rispetto delle disposizioni per la salvaguardia della salute pubblica, l’evento si svolgerà in forma phygital: presso il Centro Congressi di Ville Ponti sarà prevista la presenza di un numero contenuto di persone; sarà possibile seguire la conferenza in diretta online sui canali social e sul sito tedxvarese.com. Ulteriori informazioni su TedxYouth@Varese sono disponibili al link tedxvarese.com/candidature-youth. (in foto: la locandina dell'evento) 13042021 [post_title] => Varese, torna TedxYouth, l'evento sul futuro dedicato ai giovani [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => varese-torna-tedxyouth-il-concorso-sul-futuro-dedicato-ai-giovani [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-04-13 13:53:33 [post_modified_gmt] => 2021-04-13 11:53:33 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=240707 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) [8] => WP_Post Object ( [ID] => 222083 [post_author] => 2 [post_date] => 2020-11-03 16:30:08 [post_date_gmt] => 2020-11-03 15:30:08 [post_content] => MILANO - E' di 43,5 milioni lo stanziamento approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala, destinato a sostenere un piano di innovazione della strumentazione digitale per la didattica a distanza e accordi di collaborazione con le Università pubbliche lombarde. Lo prevedono due delibere che attuano il Piano Lombardia, il programma strategico nato da Regione Lombardia per favorire la ripresa economica dopo l'emergenza Coronavirus. Obiettivo dello stanziamento è la modernizzazione della strumentazione digitale in uso presso le Università, oltre a favorire la didattica a distanza sia in risposta alle restrizioni dovute alla recente pandemia da covid-19, sia come proposta di evoluzione della didattica verso soluzioni di e-learning. In particolare, i contributi sono a fondo perduto pari al 100% delle spese sostenute per l'acquisto di attrezzature, strumentazione digitale e tecnologie per favorire l'attività di didattica a distanza.  Sarà possibile riconoscere anche le spese che le Università hanno già sostenuto per questo obiettivo a partire dal 4 maggio 2020, data in cui è stato approvato il Piano Lombardia. Le risorse saranno a disposizione delle Università nel 2021 - "Una iniezione di liquidità fondamentale per le nostre Università in un contesto in cui la didattica a distanza è sempre più importante" commenta il vicepresidente Fabrizio Sala (foto). "Un supporto che fa parte del Piano Lombardia - spiega il vicepresidente, che è anche titolare della delega all'Università in Giunta regionale - per aiutare docenti e studenti con nuove attrezzature innovative e di qualità". "'Innovazione e Ricerca svolgono infatti un ruolo ancora più cruciale - aggiunge il vicepresidente - grazie alla possibilità di offrire strumenti capaci di rispondere in modo concreto alle sfide da affrontare. Un plauso alle nostre Università che hanno reagito con grande prontezza ed efficacia al momento difficile che stiamo attraversando". Ecco, in dettaglio, gli atenei beneficiari del contributo (in milioni di euro): Università degli Studi di Milano (9); Politecnico di Milano (6,8); Università Milano Bicocca (4,4); Università di Pavia (4); Università di Brescia (2,3); Università di Bergamo (1,8); Università dell'Insubria (1,5); Istituto Universitario di Studi Superiori (Iuss) Pavia, 196 mila euro. 13,5 milioni per accordi di collaborazione - Obiettivo dello stanziamento è l'innovazione delle infrastrutture di ricerca (attrezzature eo interventi strutturali) esistenti presso gli enti universitari affinché le Università possano sviluppare ricerca e innovazione superando le difficoltà dovute all'emergenza Covid-19. Ogni ateneo riceverà un contributo di 1.687.500 di euro.  I destinatari sono: Università di Bergamo, Università di Brescia, Università dell'Insubria, Università degli Studi di Milano, Università Milano Bicocca, Politecnico di Milano, Università di Pavia, Istituto Universitario di Studi Superiori (Iuss) Pavia. Regione Lombardia contribuirà quindi, a fondo perduto, alla realizzazione degli interventi riportati negli accordi di collaborazione con una somma massima corrispondente al 50% del costo complessivo e comunque nel limite massimo delle risorse previste per ciascun ente. Università Dell'Insubria - "L'obiettivo del progetto è quello di potenziare le tecnologie digitali per l'insegnamento a distanza e promuovere l'adozione di un workflow che integri queste tecnologie con le modalità didattiche tradizionali" commenta il rettore dell'Università dell'Insubria Angelo Tagliabue. "Questo potenziamento - spiega - è indispensabile per attuare quei processi di innovazione della didattica intesi a valorizzare la didattica tradizionale tramite nuove modalità di engagement che favoriscano l'inclusività e la partecipazione attiva degli studenti sia in presenza che a distanza".   "Il progetto prevede - continua - sia il potenziamento tecnologico delle aule e dei servizi di supporto alla didattica a distanza sia la costituzione di un Laboratorio permanente per l'innovazione didattica. L'obiettivo del Laboratorio sarà quello di affiancare i docenti nell'integrazione delle tecnologie digitali nella didattica tradizionale, veicolare discutere e sperimentare nuove metodologie didattiche coinvolgendo anche le scuole secondarie del territorio". Università degli Studi di Milano - "Regione Lombardia dimostra con questo finanziamento grande attenzione agli atenei lombardi, che senza eccezioni hanno reagito con grande dedizione e impegno alla complessa situazione creatasi a seguito della pandemia" commenta il rettore dell'Università degli Studi di Milano Elio Franzini. "Utilizzeremo queste risorse - spiega - per l'ulteriore ampliamento del numero delle aule attrezzate per lo streaming, per il potenziamento dei sistemi informativi e a supporto di tutti i canali di comunicazione e di servizio dedicati agli studenti, le cui esigenze informative e di orientamento sono quest'anno eccezionalmente aumentate". Politecnico di Milano - "L'investimento di Regione Lombardia è un segnale importante per la ripresa socio-economica del territorio e per il sistema universitario in particolare. Si riparte dalla formazione e dalla competenza, dalla ricerca e dall'innovazione come risposte alle grandi trasformazioni in atto, prime fra tutte la digitalizzazione" commenta il rettore del Politecnico Ferruccio Resta. "Non un investimento che cerca di recuperare il passato - chiosa - ma che guarda avanti, a nuove proposte per ripensare il ruolo dell'università come luogo fisico e tecnologico. Da qui un investimento significativo per nuove aule informatizzate che consentano esperienze didattiche interattive, con collegamenti esterni e internazionali; per nuovi laboratori digitali anche per le discipline non strettamente tecnico-scientifiche, come quelli pensati per la facoltà di architettura". Università Milano Bicocca - "Milano-Bicocca con i fondi del Piano Lombardia - commenta la rettrice dell'Università Milano Bicocca Giovanna Iannantuoni -  punta a potenziare i sistemi di streaming in diretta per le lezioni e le esercitazioni nei laboratori informatici, un servizio che si andrà ad aggiungere a quelli già offerti dall'Ateneo'. 'In tutte le aule del Campus - prosegue - è da tempo operativa una strumentazione tecnologica che durante l'emergenza Coronavirus ha permesso di garantire da subito la didattica a distanza. Gli interventi da realizzare con i fondi erogati dalla Regione Lombardia serviranno dunque a rafforzare e a completare l'offerta dei servizi dell'Ateneo per la digitalizzazione della didattica''. Università di Pavia - "L'Università di Pavia intende potenziare l'informatizzazione e la multimedialità di una parte delle proprie aule didattiche per supportare al meglio le attività formative" commenta il Rettore dell'Università di Pavia, Francesco Svelto. "Gli interventi saranno trasversali alle diverse aree didattiche e ai diversi poli in cui è articolato l'Ateneo - spiega - e punteranno sull'innovazione degli elementi tecnologici e infrastrutturali, sia attraverso l'adeguamento del patrimonio esistente, sia implementando progetti già definiti". Istituto universitario di studi superiori Iuss Pavia - "Intendiamo potenziare e allestire infrastrutture tecnologiche per la connettività da remoto dei locali nella sede della Scuola e nella nuova sede secondaria in fase di approntamento" commenta il rettore dell'Istituto universitario di studi superiori (Iuss) Pavia, Riccardo Pietrabissa. "Acquisteremo attrezzature informatiche - spiega - per supportare le esigenze di formazione e, più in generale, della connettività da remoto e delle attività di smart working necessarie per l'erogazione dei servizi dell'ateneo nell'ambito delle difficoltà derivanti dalla pandemia in corso". Università di Brescia - "L'Università degli Studi di Brescia intende destinare i fondi previsti dal Piano Lombardia per completare gli allestimenti delle aule con le attrezzature digitali per consentire la trasmissione a distanza di lezioni, seminari ed esami" commenta il rettore Maurizio Tira. "Una modalità che permetterà anche di avviare nuove sperimentazioni e nuovi collegamenti internazionali" aggiunge.   "Gli interventi previsti dal Piano Lombardia - dice ancora - saranno utili per sostenere anche il nostro impegno nella realizzazione del progetto sulla simulazione medica: un sistema di training interattivo, basato sull'uso di mezzi formativi innovativi, inseriti nel contesto di uno scenario clinico realistico. I percorsi consentiranno di anticipare l'acquisizione di alcune competenze rispetto all'ingresso negli ambienti sanitari, che verranno affrontati con un maggior grado di consapevolezza e preparazione". "Dei percorsi di simulazione avanzata - conclude - potranno beneficiare anche i medici in formazione delle Scuole di Specializzazione mediche, il cui numero è sensibilmente aumentato quest'anno, con una conseguente difficoltà di training nelle strutture sanitarie". Università di Bergamo - "L'ambizioso progetto a cui sta lavorando l'Università di Bergamo prevede lo sviluppo, nelle circa 100 aule di cui dispone, di un sistema di presentazione e collaborazione multimediale per la riproduzione, la registrazione e la condivisione di contenuti digitali da un'ampia gamma di dispositivi e piattaforme con funzionalità di lavagna integrata e connettività in rete" commenta il rettore dell'Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini. "L'obiettivo - spiega - non è solo di affrontare la situazione emergenziale ma di creare una struttura tecnologicamente avanzata che possa rispondere anche in un prossimo futuro alle esigenze qualitative che gli studenti, di un ateneo così in crescita, meritano di vedere soddisfatte. 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Il principio di funzionamento è simile a quello del test di gravidanza. Su una piccola striscia di carta assorbente si applica qualche goccia di saliva diluita con una soluzione apposita e da tre a sei minuti si ottiene il risultato: se si forma una banda il soggetto è negativo, se si formano due bande è positivo. Il test è il risultato di un lavoro di squadra dell’Università dell’Insubria e dell’Asst dei Sette Laghi in cui hanno avuto ruoli incisivi il rettore Angelo Tagliabue, stimato professore di Odontostomatologia, e Paolo Grossi, infettivologo referente regionale e ministeriale per l’emergenza Covid-19. L’idea è di Lorenzo Azzi, ricercatore di Odontoiatria, e Mauro Fasano, professore di Biochimica. La realizzazione dei reagenti e dei kit è avvenuta nei laboratori dell’Insubria a Busto Arsizio ed è stata coordinata dalla ricercatrice Tiziana Alberio. La sperimentazione è stata condotta nel laboratorio di Microbiologia diretto da Fausto Sessa all’Ospedale di Circolo di Varese, dove in poco più di due settimane, dal 16 aprile al 4 maggio, sono stati esaminati i campioni di saliva di 137 soggetti sottoposti al tampone e risultati sia affetti da Covid-19 che sani. Ogni campione di saliva è stato valutato con due test: quello molecolare, condotto dalla ricercatrice Andreina Baj, e quello sperimentale. «Il Test rapido è semplice e sicuro da usare – spiega Lorenzo Azzi – e consente di fare uno screening immediato di primo livello della popolazione. Lo scopo è di identificare i soggetti positivi, soprattutto gli asintomatici portatori del virus, da inviare successivamente a eseguire i test diagnostici di riferimento che, basandosi su metodiche molecolari, necessitano del laboratorio con tempi più lunghi di elaborazione». Spiega il professor Mauro Fasano, delegato del rettore al trasferimento tecnologico: «Dai dati che abbiamo raccolto la sensibilità del test è risultata alta, con margini di miglioramento già previsti per la prototipizzazione industriale. Questo passaggio dallo studio alla realizzazione di un progetto a favore della comunità dà grande valore all’attività di ricerca scientifica». L’Università dell’Insubria ha stilato un accordo con la NatrixLab di Reggio Emilia: l’azienda è già al lavoro per fornire in tempi rapidi alcuni prototipi con assemblaggi leggermente diversi tra loro, che saranno validati in tempi altrettanto brevi quanto quelli in cui si è svolta la sperimentazione ospedaliera. In questo modo si potrà passare alla realizzazione del test su larga scala e a costi contenuti. Spiega Mario Brevini, amministratore di NatrixLab: «La realizzazione di questi prototipi e la conseguente produzione industriale che ne deriverà è frutto dell’esperienza che NatrixLab ha messo in campo con il suo gruppo di lavoro. In questi anni siamo stati pionieri nella ricerca del benessere tramite l’utilizzo della diagnostica di laboratorio, oggi vogliamo contribuire in modo significativo al ritorno alla normalità della nostra vita quotidiana, ma soprattutto a liberare energie che oggi stiamo spendendo per gestire l’emergenza e indirizzarle per il rilancio del Paese». L’ultimo passaggio necessario prima di arrivare sul mercato è la certificazione: «Il nostro test salivare – puntualizza Fasano – è così semplice da poter realmente essere utilizzato da chiunque, ma la certificazione per uso autonomo richiede tempi molto lunghi, mentre sono necessari solo 15 giorni per ottenere quella sotto controllo medico. Dunque il test, come quello sierologico, sarà inizialmente gestito da una figura sanitaria, che collabori per esempio con le forze dell’ordine per controlli, oppure con un’azienda che voglia sottoporre i dipendenti all’esame. E speriamo che possa essere messo a disposizione anche dei medici di base». 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Si tratta di una importante iniziativa, promossa dal centro di ricerca sul federalismo e le autonomie locali nell’ambito della collana di studi "Sovranità federalismo diritti", che intende valorizzare giovani studiosi che si sono distinti in ambito giuridico con particolare attenzione al diritto svizzero e alle dinamiche di confine. La giovane saronnese si è proprio distinta per merito: diplomata al liceo classico Legnani di Saronno, si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza all'università Insubria. Nel 2023 si è laureata con una tesi da 110 e lode, dal titolo "Elezione dei giudici del tribunale federale svizzero e appartenenza politico-partitica, profili e criticità", con relatore Giorgio Grasso.

Ad aprire l'incontro è stato proprio Giorgio Grasso, in qualità di direttore della collana “Sovranità federalismo diritti”, accompagnato da Francesca Ruggieri, direttrice del dipartimento di Diritto, economia e culture. La premiazione di Tario ha costituito l'evento centrale dell'evento, che è avvenuta alla presenza di Francesco Parrino, vicepresidente del tribunale federale svizzero, la cui presenza ha conferito particolare rilievo all’evento.


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