SARONNO – Ci sono due società del Saronnese fra le aziende nella “top 5” di fatturato del settore chimico-farmaceutico, che malgrado la crisi continua a reggere e ad offrire occasioni di occupazione nella zona.

novartis

Al primo posto c’è Novartis Farma con la sua sede operativa di Origgio, seguita dalla Lamberti di Albizzate e dalla Tioxide Europe di Ternate. Al quarto posto un altro marchio multinazionale quale la Sandoz, sempre a Origgio, e poi la Oil.B di Solbiate Olona. Queste cinque realtà assommano il 33.7 per cento del fatturato complessivo delle società di capitale della chimica e della farmaceutica varesina, superiore ai tre miliardi di euro.

Quello di “Big pharma” è un concetto ormai noto e l’analisi della Camera di Commercio lo conferma anche in relazione al territorio: la farmaceutica insieme alla chimica sono i settori che richiedono una scala produttiva più alta rispetto ad altri ambiti industriali. In provincia di Varese, infatti, le imprese di questi comparti considerati congiuntamente hanno una dimensione media di 25.4 addetti (nel manifatturiero in complesso è di 8.5). Un dato ancor maggiore rispetto a quello lombardo, che si ferma a 23.8 unità in media negli stessi settori della chimica e della farmaceutica.

Quello della dimensione, collegata anche alla presenza sul territorio di alcuni dei principali marchi internazionali, in particolare nel Saronnese, è dunque un fattore rilevante in un contesto dove l’analisi relativa al periodo 2008-13 evidenzia una sostanziale tenuta rispetto ai morsi della crisi: così, nel periodo considerato l’export è cresciuto del 19 per cento, toccando quota un miliardo di prodotti venduti all’estero, mentre la flessione dell’occupazione è stata più lieve che in altri ambiti (-2.3 per cento nell’arco di cinque anni).

Le competenze e il contesto produttivo che caratterizzano il territorio attorno a Saronno – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Renato Scapolan – sono l’humus ideale sul quale si sono innestate le più grandi multinazionali del settore farmaceutico che lo hanno scelto come haedquarter italiano. Mi piace sottolineare come a questo primato contribuisca anche la presenza in quell’area di importanti strutture di ricerca e sviluppo nell’ambito delle scienze per la vita. Si è insomma costituita una vera e propria enclave, con una filiera ricca di tutte le componenti necessarie per ben operare e attrarre ulteriori investitori”.

Entrando nel dettaglio del dossier pubblicato su OsserVa, portale statistico della Camera di Commercio, si scopre che nei due settori sono 229 le imprese (2.6 per cento del manifatturiero varesino), dove lavorarono oltre 7000 addetti (7.7 per cento dell’occupazione complessiva sempre nel manifatturiero). Questi ambiti si sono insomma configurati nel tempo come una vera e propria caratteristica produttiva della provincia di Varese. La conferma viene da un indice di specializzazione decisamente alto: considerando come indicatore quota 100 su base regionale, in provincia di Varese ci sono 130 addetti nella chimica e nella farmaceutica. Un dato che, tra l’altro, risulta in crescita se confrontato con l’indice 122 del 2009.

13032015