SARONNO – Al termine di una lunga serata con tanti problemi, criticità, risposte e proposte è stato l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo, facendo il punto della situazione a pronunciare le parole che i saronnesi che hanno gremito l’Aldo Moro volevano sentirsi dire “l’ospedale di Saronno non chiuderà”.

Chiaro il contenuto dell’intervento dell’esponente della giunta regionale: “Abbiamo bisogno di guardare il positivo non solo il negativo. Gli investimenti ci sono e sono significati e vogliono dire una cosa sola: l’ospedale di Saronno non chiuderà. Bisogna però trovare una strada per crescere sul percorso che sta facendo la sanità lombarda. La strada è scegliere una o due eccellenze e continuare ad investire su quello per far crescere il nostro ospedale”.

L’appuntamento organizzato all’auditorium all’ombra del Santuario dal Circolo la Bussola, a distanza di un anno e mezzo dalla prima edizione, ha visto una partecipazione davvero record. Tantissimi cittadini, addetti ai lavori ed anche esponenti del mondo politico saronnese dal sindaco Alessandro Fagioli all’assessore Dario Lonardoni a molti consiglieri comunali (Leotta, Casali, Gilardoni, Licata, Banfi, Codega, Sironi).

Nel corso della serata sono stati ripercorsi i problemi incontrati dal presidio saronnese, non ultimo quello di essere bollato come “ospedale degli orrori” per la vicenda delle morti sospette al pronto soccorso, i temi ancora sul piatto (da lunghi tempi d’attesa ai problemi alla Tac e radioterapia) gli investimenti (per la riqualificazione del settimo ed ottavo piano) e i nodi ancora da sciogliere la mancanza di personale, di primari e il calo dei posti letto.

“L’ospedale di Saronno non il Calimero della situazione – ha concluso il direttore generale dell’azienda ospedaliera Giuseppe Brazzoli – nonostante i problemi e le criticità sono fiducioso c’è tanta brava gente che lavora e si impegna con serietà e la volontà della direzione azienda e della Regione di fare bene”.

“Siamo soddisfatti della grande partecipazione e del dibattito che c’è stato – commenta a fine serata il moderatore Massimo Beneggi – siamo lieto di aver contribuito a dare alla città un momento di confronto su un tema tanto delicato su cui tanto si parla”.

15052018

22 COMMENTI

  1. Ma il Comune non aveva mica fatto un tavolo di confronto permanente, tutti bravi, siamo in sintonia, ci confrontiamo e roba varia? Deduco che non l’abbiano più fatto se è stato necessario questo incontro per avere rassicurazioni

  2. Due eccellenze erano: chirurgia e ostetricia con le sale parto.
    Chirurgia è rimasta quasi senza sale operatorie e solo nel 2017 ci si è accorti che bisognava investire per sistemarle.
    Ostetricia e ginecologia hanno da poche settimane perso le loro punte di diamante e non si è riusciti a trattenerle.

    • Ma si sono parole al vento di un assessore che nemmeno si occupa di sanità! Gallera era la figura da invitare per avere risposte precise, ma a quanto pare preferisce non esporsi sul territorio della Valle Olona, meglio Milano e ancor meglio Garbagnate/Rho dove ogni due per tre è sempre presente.

  3. Smettiamo la di dire stupidate, certi medici se ne sono andati non per colpa della Direzione Generale, ma per colpa assoluta di certi primari, l’ospedale di Saronno continuerà a vivere e migliorare, si fanno incontri per fare il confronto e Cattaneo ha dimostrato il suo valore. Sono stato ricoverato ed ho trovato il meglio, nulla da dire, poi se la politica fa schifezze non è colpa delle persone di adesso, ma del passato schifoso.

  4. Scusate il Circolo Bussola di che fazione politica è ? Perchè ha fatto questo incontro ? Per salvare o denigrare ? Alla fine cosa è pervenuto ? Qual’era il nobile scopo ?

  5. Parliamo del buono in ospedale a Saronno…dh oncologico superbo e così la cardiologia e la senologia…i medici e gli infermieri sono persone preparate ed efficienti …per non parlare del progetto humancare perché non si cura solo il corpo ma anche l’anima…non perdiamo il buon lavoro e i loro sacrifici…bisogna crederci ed investire

  6. Egregio Sig. Anonimo, il Circolo della Bussola è un’associazione culturale che per statuto non appartiene nè fa riferimento a nessuna “fazione”.
    Alcuni suoi membri hanno esperienza di politica attiva, altri ne sono da sempre avulsi. Negli incontri sinora proposti abbiamo coinvolto personalità qualificate prescindendo da colori politici.
    Nel novembre 2016 abbiamo proposto un primo incontro pubblico sulla sanità a Saronno e quello di ieri è stato il promesso proseguimento.
    Quello che Lei, con malcelato sarcasmo, definisce “nobile scopo” era ed è volto a dare informazioni ai nostri concittadini su un tema sensibile e di grande interesse ed è coerente con gli scopi del Circolo.
    Ci auguriamo di aver contribuito a fornire ai numerosissimi partecipanti una miglior conoscenza dei fatti.
    Lungi dai nostri scopi denigrare (con quale fine??) o salvare (con quali mezzi??) il nostro Ospedale.
    Distinti saluti
    M. Beneggi

    • Dal primo incontro del novembre 2016 al secondo incontro 18 mesi dopo cos’è cambiato?
      Le promesse del 2016 sono state mantenute? o sono ancora in fase di progettualità?
      “…E’ un presidio che vive le difficoltà che vivono tutti gli ospedali. Ho intenzione di tenere a galla quello che c’è e soprattutto stiamo lavorando per non perdere la massa critica del presidio” diceva allora il direttore generale. Cosa si intende per “massa critica”?
      Spero non si riferisse al personale, altrimenti la “massa critica” è andata a farsi benedire

  7. Va ricordato che la spesa sanitaria in Italia è tra le più basse in Europa: per migliorare i servizi è perciò assolutamente necessario razionalizzare al massimo le risorse a disposizione e le spese

  8. Aria fritta, Il Dott. Beneggi e’ una persona molto intelligente e preparata, e’ il suo contorno che non va bene, io ero presente e certi medici che avevano in mano l’ospedale non hanno aperto bocca, l’informazione ai cittadini e’ giustissima, sono poi i contenuti che non hanno risposta, devo dire che ammiro Cattaneo per il suo operato e l’ospedale con lui sicuramente insieme a Gallera non morira’ assolutamente, gli investimenti non fatti per l’ospedale tempo fa, non sono mai stati criticati per 5 anni dalla giunta Porro, portando lo stesso ai miseri momenti odierni. La Sinistra per ideologia e’ distruttiva per storia , non ha mai conquistato nulla, Beneggi fortunatsmente di centro destra ha fatto una cosa giustissima, tant’e’ che al suo fianco si sono uniti personaggi di fondata sinistra. Speriamo che Saronno cambi e dia voce ad un’altro mondo politico..tralasciando almeno per 20 anni una sinistra che ha distrutto Saronno come l’Italia.

    • non mi risulta che nessun sindaco abbia parola sugli investimenti negli ospedali, competenza regionale.
      Un dato di fatto è che a Legnano, Garbagnate e presto a Busto/Gallarate gli ospedali sono nuovi, a Saronno un nuovo ospedale non è possibile per mancanza di area disponibile, salvo che i comuni si mettano d’accordo, lo spazio disponibile è stato mangiato da villette a schiera e condomini. Di questo sì sono responsabili le amministrazioni che si sono succedute nel passato. Il resto è aria fritta buona per convegni

      • Spazi per fare l’ospedale ce ne sono, fino ad oggi è mancata la volontà di fare un ospedale nuovo. Cominciamo a far capire che l’ospedale di Saronno ha una storia di oltre cento anni e che fino a 20 anni fa era un ospedale di riferimento in Lombardia, poi la politica ha fatto scelte legate al consenso e non alla logica dei servizi e siamo arrivati a questa situazione.
        Le ASST/ASL su base provinciale sono una invenzione della politica visto che le province non tirano fuori un euro per la sanità.
        La vecchia USSL 9 di Saronno comprendeva comuni della provincie di Varese/Como/Milano e Monza (che allora non esisteva nemmeno come provincia).

        • interessante: dove sono gli spazi?? me lo dica lei….ha un’idea dell’area che un ospedale moderno richiede?? non quello asfittico di Saronno

          • C’é tanta campagna verso Solaro/Ceriano, ma anche verso Origgio.
            Non per forza deve sorgere in territorio di Saronno dove peraltro ci sono parecchie aree dismesse: il nuovo Sant’Anna di Como è a San Fermo della Battaglia. Qual é il problema?

      • Certamente non sono i sindaci a predisporre gli investimenti ma possono e devono mantenere una pressione sulle autorità competenti al fine di salvaguardare il bisogno di salute dei propri concittadini .
        Pensare che la costruzione di un nuovo ospedale risolva i problemi è una fumosa chimera: l’esistente può ben bastare, a patto che venga mantenuto, completato nei servizi oggi in sofferenza ed integrato da indispensabili strutture di emergenza-urgenza quali l’emodinamica o di gestione della cronicità quali la nefrodialisi. E sono solo esempi…

        • Sono d’accordo, sarebbe sufficiente mantenere aggiornato l’ospedale che c’è, sostituendo gli strumenti obsoleti. Oggi sono andata in ospedale per prenotare una risonanza magnetica e mi hanno detto che è ancora rotta. Devo per forza ricorrere ad altre strutture

  9. Ho partecipato alla serata. Ho ascoltato con preoccupazione i molti mugugni di scontento e rassegnazione dei numerosi dipendenti dell’ospedale presenti in sala.
    Sarebbe stato opportuno avere al tavolo dei relatori anche un loro rappresentante, e anche uno dei firmatari dell’appello apparso sulla stampa. Insomma: mancava un “bel pezzo”. Comunque ringrazio gli organizzatori per l’iniziativa

  10. La serata e’ stata interessante e il dott. Brazzoli ha cercato di dare alcune risposte sulla gestione possibile del nostro Ospedale, alla luce dei limitati fondi disponibili. Mancava pero’ Gallera per avere una visione politica piu’ ampia sul futuro dell’ospedale, ma evidentemente Gallera ha preferito non esporsi alle critiche di medici e utenti. Le prospettive future non sono cosi’ rosee come l’Assessore Regionale Cattaneo ha voluto farci credere in chiusura di serata. Basta dire che il nostro ospedale non e’ piu’ appetibile per medici specialisti e i bandi di concorso vanno spesso deserti. Quindi, anche se la riduzione dei posti letto non e’ piu’ da cosiderarsi il male peggiore, la mancanza di medici e di personale, l’obsolescenza di strumentazioni tecnologiche e tempi di attesa lunghissimi non lasciano ben sperare.

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