SARONNO – I ragazzi del Comitato auto-organizzato saronnesi senza casa continuano a pressare l’Amministrazione comunale, questa volta le domande dei ragazzi sono state diffuse tramite un volantino distribuito porta a porta e per le vie del centro.

“Innanzitutto non possiamo non notare come le nostre occupazioni portino un sacco di fortuna ai posti che decidiamo di far rivivere. Una sola giornata di occupazione è bastata per rendere una villetta vuota da dieci anni l’imminente sistemazione di una nuova coppia di sposini. Tre settimane in via Bainsizza e miracolosamente viene approvato il progetto di riqualificazione (e demolizione) fermo da mesi, in attesa. Tre settimane all’ex macello e, dopo sette anni, ecco che finalmente i progetti sembrano partire… che poi tutti gli stabili negli anni occupati a Saronno siano ancora oggi abbandonati e vuote significa solo una cosa: la fortuna termina, guarda caso, non appena avviene lo sgombero”. Il sunto ironico di quanto avvenuto finora è però solo l’inizio.

I ragazzi, infatti, proseguono con una stoccata diretta all’Amministrazione:”Pare che la giunta abbia approvato un progetto di riqualificazione. Ma con quali soldi crede di attuarlo, questo progetto, dato che, come si affannano in ogni momento a ricordarci sindaco ed assessori vari “i soldi proprio non ci sono?”? Non si sono per dare una casa a chi ne ha bisogno, non ci sono per nuove piste ciclabili, non ci sono nemmeno per mettere qualche panchina in più qua e là per la città. Sembrano comparire solo quando si tratta di buttare in mezzo ad una strada un gruppo di ragazzi come noi. Da dove saltano fuori questi soldi?”.

I giovani del Comitato auto-organizzato saronnesi senza casa hanno anche le risposte:”Il Comune ha messo in vendita appartamenti sfitti di sua proprietà invece di darli a chi ne ha necessità e che sicuramente non può permettersi l’acquisto di un immobile. Nello stesso tempo sindaco e giunta si lanciano in appelli accorati chiedendo ai privati di mettere a disposizione, con affitti calmierati, le proprie case sfitte a, guarda un po’, chi ne ha bisogno”.

Durissima anche la chiosa del volantino firmato “abitanti di via Don Monza 18: “La smettano quindi di cercare il favore della gente con dichiarazioni che servono soltanto a mantenere “senza macchia” la propria immagine pubblica in vista di uno sgombero che lascerà senz’altro un altro spazio vuoto per chissà quanto tempo. Noi da qui non ci muoviamo, la casa è di chi l’abita”.

3/12/12