alessandro fagioli2SARONNO – Pubblichiamo le dichiarazioni di Alessandro Fagioli, segretario cittadino della Lega Nord, in merito all’omicidio di corso Italia.
“L’atto criminoso che ha portato malamente Saronno all’attenzione della cronaca è ancora in fase di indagine, risulterebbe inopportuno commentarlo. Dobbiamo solo augurarci che le forze dell’ordine possano risolvere il caso il piu’ velocemente possibile.
Un doveroso e sentito messaggio di cordoglio alla famiglia della vittima.
 Certamente Saronno vive un degrado che non è solamente figlio della crisi economica, ma soprattutto, come gia’ denunciato nel recente passato, di un clima da sobborgo milanese, sia socialmente che politicamente.”
07082013

8 Commenti

  1. Che succede nella Lega di Saronno? Ieri l’infelice (usiamo questo eufemismo) commento del consigliere Veronesi, che incredibilmente insinua presunte responsabilità dell’area Telos nel femminicidio. Oggi, silenziato il consigliere saronnese, i nordisti tentano di azzerarne l’impatto con le “pacate” dichiarazioni dell’ex assessore provinciale. Temo, però, che la frittata sia ormai fatta. E, come nel caso Kyenge, ogni tanto varrebbe anche la pena di chiedere scusa…

  2. Guaglianone,

    lei è sempre pronto a commentare e criticare la Lega Nord ed i suoi esponenti, ma lei si sente superiore ai leghisti? è razzista dunque?
    Eh si lei è razzista, lotta per promuovere la superiorita’ degli stranieri nei confronti dei Padani

  3. Cosa mai sarebbe un femminicidio?
    Guaglianone conosce le vere ragioni dell’assassinio efferato?
    Al momento le indagini sono in corso ed il motivo ufficiale sembra essere RAPINA. Quindi femmincidio non c’azzecca per nulla. Fosse stato un gioielliere uomo avrebbe fatto la stessa fine.
    Guaglianone prosegua le sue care battaglie su ATO ed altri temi di alto livello invece di abbassarsi a commentare le dichiarazioni stampa legate ad un fatto di cronaca nera…

  4. Spero anch’io chr il responsabile si trovi rapidamente e che questa vicenda si chiuda. Parlavo oggi con alcuni commercianti del centro, e sapere che questa persona, che ha agito senza preavviso né apparente motivo, sia ancora in giro desta qualche preoccupazione.

    Per quello che vale il mio parere, poi, ci tengo a dire che apprezzo le dichiarazioni di Alessandro Fagioli, nei contenuti e soprattutto nei toni. Credo che di fronte a questo fatto tragico che ha colpito profondamente tutti noi sia opportuno avviare riflessioni ma senza accendere micce, nel rispetto della vittima e dei suoi familiari.

    Almeno questa volta, ciò che senz’altro ci unisce – essere saronnesi e amare la nostra città – deve essere più importante di ciò che ci divide.

    • Ale, questa volta hai colto nel segno e finalmente trovo nelle tue parole il principio fondamentale che DEVE ispirare ciascuno di noi: “…ciò che senz’altro ci unisce – essere saronnesi e amare la nostra città – deve essere più importante di ciò che ci divide.”
      Apprezzo e condivido il tuo intervento, oltre che nelle parole, anche nei toni, così come del pari lo è stato quello dell’amico Alessandro, mentre davvero “fuori luogo”, e sono davvero buono a definirlo così, è stato quello del consigliere Veronesi, che non val la pena nemmeno commentare da parte mia.
      Sia mai, ma se partiamo davvero da qui, si possa con il contributo di tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, ridare la giusta connotazione alla nostra CITTA’ DI SARONNO.
      Io, Il Saronnese, sono disponibile a qualsiasi costruttivo confronto, purchè sia sempre posto nei giusti civili termini di dialogo ma sempre avendo ben chiari gli obiettivi che ci alla fine ci devono accomunare.

  5. Ringrazio il signor Andrea Galbusera di aver indicato il proprio nome e cognome, così gli posso rispondere (non lo faccio con i parzialmente o totalmente anonimi, che non a caso sono quelli più propensi all’insulto). Mi è stato fatto notare da un caro compagno, oltre che da lei, che non è detto che la signora sia stata uccisa in quanto donna, quindi attendiamo a parlare di “femminicidio” fino a quando sapremo (se mai li sapremo) i motivi del gesto dell’assassino. Accetto quindi anche la sua osservazione, un po’ meno il “consiglio” che segue. Penso di avere il diritto, come tutti, di commentare tutto quello che ha una valenza politica (non solo ATO e PGT, quindi) in questa città. Questo tema non avrebbe dovuto averla, se non per una riflessione molto più alta, sulla prevenzione di violenza e disagio e le politiche conseguenti, ma vedo che sci si limita a improbabili (e infatti “ritirate”) fiaccolate pseudo-solidali strumentali a fini elettorali di qualcuno. Pazienza.

  6. Guaglianone,

    le soluzioni pianificate dalla Lega Nord per il debellamento della criminalità (piccola o grande che dir si voglia) sono sintomatiche di un preoccupante clima d’intolleranza che pone in condizioni di inferiorità di diritti, e di fatto dunque subordina, i cittadini arbitrariamente definiti “stranieri”. E’ cosa ormai nota che i tipi di reazione che possono determinarsi nell’economia quotidiana di una piccola cittadina, in presenza di tali elementi, sono vari e dipendono da una serie di fattori sia oggettivi che politici: ciò non toglie che il fervore sia l’arma preferita degli impotenti.
    Tutto ciò ha comportato, tra l’altro, una ” contraddizione secondaria” di notevole interesse demagogico che si concentra in una spirale di violenza in cui l’uomo ricrea se stesso, belluinamente.
    Il processo di integrazione dei cittadini considerati “altri”, in quanto emarginati, ladri, assassini, insomma un lumpenproletariat da reputarsi come naturale nemico dell’uomo medio, e in ciò mediamente leghista.
    L’educazione all’uguaglianza è il grande motore dello sviluppo civile. È grazie all’educazione che la figlia di un marocchino può diventare medico, il figlio di un egiziano il capo reparto o un bambino nato in una famiglia disagiata il dirigente di una multinazionale e non già un emarginato dalla comunità. Insomma non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è veramente ciò che distingue una comunità dall’altra: non c’è nessuna strada facile per la libertà di tutti, ma solo lampi di buon senso e il desiderio di esternarli.

    Marco Pragno,

    filosofo saronnese

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