SARONNO – Con trasporto ed entusiasmo il sindaco Luciano Porro ha presentato alla città i premiati 2013 e le motivazioni per cui sono stati insigniti della civica benemerenza ma non ha rinunciato, durante il suo discorso ufficiale, a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. 

Il primo cittadino di Saronno ieri pomeriggio ha presieduto, con il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi alla consegna della civica benemerenza “La ciocchina”. La cerimonia si è tenuta in una sala Vanelli gremita di saronnesi ed autorità: il prefetto Giorgio Zanzi, la deputato Maria Chiara Gadda, il comandante provinciale dei carabinieri Alessandro De Angelis, il comandante della compagnia di Saronno capitano Giuseppe Regina, il comandante della stazione di Saronno luogotenente Diego Salvia, il comandante della tenenza cittadina della Guardia di Finanza Marco Volonà, il comandante della polizia locale Giuseppe Sala, i delegati delle associazioni d’Arma, gli assessori e i consiglieri comunali.

Dopo aver riassunto la storia della civica benemerenza il primo cittadino è entrato nel vivo del suo discorso con un appello ai saronnesi ad impegnarsi per la città in un momento così difficile. “I premiati di quest’anno hanno tutti qualcosa in comune, lavorano con impegno. E’ così che si fa crescere una comunità non mettendo le taglie, ma impegnandosi giorno dopo giorno”. Chiaro il riferimento alla ricompensa promessa da Mirkoro a chi contribuiva a trovare trovare l’assassino di Maria Angela Granomelli, che aveva trovato una fortissima opposizione da parte dell’Amministrazione comunale saronnese e il plauso di quella di Rescaldina che aveva duramente attaccato il primo cittadino di Saronno.

Sempre riferita al delitto la motivazione per cui, su input dei saronnesi, la Giunta ha deciso di concedere la civica benemerenza alla compagnia dei carabinieri: ”Per l’alta professionalità nell’individuazione dell’assassino della signora Maria Angela Granomelli – ha spiegato Porro – per questo premiamo i nostri carabinieri, e li chiamo nostri perchè li sentiamo vicini sono un po’ i nostri angeli custodi. Non hanno risposto agli attacchi, di carta stampata e tv, sono andati avanti in modo serio e discreto arrivando al risultato nel migliore dei modi”.

La statuina, la pergamena e il distintivo sono stati consegnati anche al Coro Alpe a ritirarli il presidente Pierluigi Barcella che ha iniziato e concluso il proprio discorso con un grazie alla città ricordando:”I 160 coristi che hanno fatto la storia di un gruppo che per 160 ha tenuto alto il nome di Saronno coniugando cultura e solidarietà”.

 

Tanta emozione anche per i fratelli De Micheli, Tina e Angelo, premiati per la professionalità come storici panettieri cittadini ma anche il loro impegno nella solidarietà e nelle attività con i bimbi e i giovani:”Sono molto emozionata quindi mi sono scritta qualche parola – ha esordito Tina De Micheli – ringrazio tutti i saronnesi e i nostri familiari, anche quelli che non ci sono più, che ci hanno trasmesso i valori che ci hanno permesso di arrivare fin a qui oggi”.

 

La cerimonia si è conclusa con un esibizione del Coro Alpe che ha cantato, dedicandolo alle vittime della tragedia di Lampedusa “Kumbaya” seguito dalla canzone alpina “Il testamento del capitano”.

Qui la videocronaca

3 Commenti

  1. Le affermazioni del signor Rosa e della giunta di Rescaldina, soprattutto alla luce di come si e’ risolta la vicenda, si commentano da sole.
    Ora sento di nuovo che questo titolare di compro oro vuole mettere una “taglia” per cattuare l’assassino della Gambirasio: a me viene il sospetto che voglia farsi pubblicita’, ma se anche lo facesse animato da buoni propositi, ci vorrebbe comunque una legge che impedisca queste iniziative da Far West !
    Un plauso ai Carabinieri di Saronno.

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