maria chiara gaddaSARONNO – “Il rinvio del pagamento dell’Imu agricola, approvato in Commissione bilancio al Senato nella Legge di stabilità, deve essere il primo passo verso una revisione della disciplina sulle esenzioni”. Lo dice la deputata del Partito democratico eletta sul territorio, Maria Chiara Gadda, che esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, dopo aver inviato nei giorni scorsi, assieme ad altri colleghi, una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e ai ministri dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

Il Partito democratico si è da subito impegnato a lavorare per un rinvio del pagamento e per una riformulazione dei parametri sulle esenzioni, ne è prova anche il voto che la Commissione finanze della Camera ha riservato oggi stesso, poche ore prima dell’approvazione dell’emendamento in Senato, ad una risoluzione tesa ad impegnare il Governo su questo tema. Secondo le prime stime i parametri vigenti non sarebbero sufficienti ad individuare le zone realmente “svantaggiate”, considerando ai fini dell’esenzione la sola altitudine dei comuni nei quali sono insediati i terreni, mentre sarebbe più opportuno adottare diversi criteri che siano capaci di leggere i molteplici fattori di marginalità che caratterizzano in modo differente il territorio nazionale.

Nella missiva inviata al Governo, la deputata ricorda la possibilità di diversificare i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, dai restanti, e di valutare anche elementi che riguardino la presenza di infrastrutture moderne e l’efficienza dei servizi”. In tal senso, la risoluzione di ieri, aggiunge la parlamentare democratica, impegna il Governo a mitigare gli effetti della revisione dell’imponibilità Imu dei terreni agricoli “al fine di salvaguardare le zone svantaggiate e quelle a rischio idrogeologico e al fine di agevolare le piccole e medie imprese agricole. Speriamo nei prossimi giorni si possa aprire un confronto con gli enti locali, le imprese e le associazioni sindacali e di categoria, per individuare parametri, non meramente altimetrici, capaci di rispondere con maggiore efficacia ed equità ai diritti dei contribuenti e alle esigenze dei Comuni“.

19122014