SARONNO – I sanitari dell’ospedale Niguarda non hanno ancora sciolto la prognosi per il marocchino 34enne che ieri mattina è rimasto intossicato dal monossido di carbonio in uno stabile di proprietà comunale che utilizzava come rifugio di fortuna.

L’allarme è scattato poco prima dell’una: lo straniero era entrato abusivamente negli ex spogliatoi del piccolo centro sportivo, un campo da tennis e basket, in via Leonardo da Vinci nel rione Matteotti. Per scaldarsi o magari anche per cucinarsi qualcosa aveva acceso un piccolo bracere nella zona del bagno. Probabilmente nel tentativo di evitare spifferi aveva chiuso tutte le finestre della piccola struttura. Così in pochi minuti la combustione ha utilizzato tutto l’ossigeno e lo straniero ha perso i sensi.

Sono fortunatamente sopraggiunti alcuni connazionali che facevano base nella struttura che hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Saronno che hanno spento il bracerie e confermato, grazie alle rilevazioni effettuate, che il locale era saturo di monossido di carbonio.

Il personale sanitario della Croce d’argento, presto raggiunto da un’automedica, si è preso cura dell’uomo. Una volta stabilizzate le condizioni lo straniero, un volto noto alla legge per problemi legati allo spaccio, è stato trasferito all’ospedale Niguarda.

Non è la prima volta che la piccola struttura che conta uno stretto corridoio, tre locali e un piccolo bagno viene occupata abusivamente. Quella di senza fissa dimora è una presenza costante tanto che vestiti, giacili di fortuna e rifiuti la fanno da padrone dell’interno del piccolo stabile che l’Amministrazione ha sigillato in diverse circostanze, l’ultima l’agosto scorso dopo un incendio, ma senza risultati concreti.

4 Commenti

  1. tirarla giù visto che non è ne utilizzata ne utilizzabile?!?
    O la lasciamo come simbolo dell’accoglienza boldriniana… disgrazia sia per gli accolti che per gli accoglitori!

  2. Locale abusivamente occupato da uno spacciatore e assistenza sanitaria da favola. che belpaese.
    Poi noi stiamo ore al pronto soccorso per un codice verde.

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