SARONNO – L’incontro di giovedì sera all’auditorium Aldo Moro, dedicato alle apparizioni di Fatima di cui ricorre il centenario, ha avuto come protagonista lo storico Luciano Garibaldi. La particolarità dell’incontro risiedeva in effetti nel “taglio” dell’iniziativa.

Come ha dichiarato l’assessore Lucia Castelli, presente alla manifestazione, “siamo infatti abituati a considerare Fatima come un evento da rubricare sotto l’etichetta “fatti miracolosi” e non in prospettiva storica, valutandone cioè l’impatto sulle vicende della Chiesa nonché su quelle più generali del secolo scorso e dello spicchio di secolo che stiamo vivendo”.

“Non è facilissimo indicare il “succo” di una serata così ricca di riflessioni e di stimoli – spiega Alfonso Indelicato che ha curato l’organizzazione – Lo si potrebbe identificare nel fatto che un pezzo di storia umana, col suo carico di eventi drammatici, viene improvvisamente incastonato all’interno del piano provvidenziale.

Improvvisamente, per bocca dei tre pastorelli, viene attribuito un significato ultraterreno a tragedie alle quali si è avvezzi ad attribuire motivazioni assai mondane, siano esse economiche, economico-sociali, ideologico-dottrinarie o legate alle ambizioni sfrenate di singoli capipopolo. Eventi come le due guerre mondiali, la Rivoluzione di Ottobre e la diffusione del suo verbo laicista vengono così ricondotti alla dimensione del rapporto dell’uomo con Dio e della perseveranza dell’uomo nel peccato.

E questo non lo dice qualche sacerdote poco al passo coi tempi e subito rimbrottato dai suoi superiori: lo dice ai tre pastorelli la Vergine in persona, apparsa a Lucia, Giacinta e Francesco il 13 maggio del 1917 in cima all’elce sul brullo terreno della Cova da Iria. Proprio questo, probabilmente, spiega l’imbarazzo o il fastidio che taluni provano per queste apparizioni, fuori ma anche dentro la Chiesa. Fatima contiene un messaggio che non si può relativizzare e stemperare troppo, che non si tira di qua e di là come un elastico, che non suona come “siate buoni, vogliatevi bene”. Insomma non è un messaggio valido per tutti i culti e tutte le filosofie, è un invito forte alla conversione personale che passa attraverso la persona del Cristo. E solo attraverso la sua persona: grazie a Luciano Garibaldi per avercelo ricordato”.

13052017

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