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francesca rufini

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18 Gennaio 2021
l'editoriale di Sara Giudici

SARONNO - Domande, tante domande. Sono quelle che sono rimaste in testa a chi martedì sera ha seguito il consiglio comunale cittadino e in particolare l'insolito epilogo della mozione sull'incarico assegnato alla moglie dell'assessore D'Amato. In sostanza prima dell'inizio del dibattito su input della consigliere comunale Francesca Rufini il presidente Pierluigi Gilli, sentito il parere del segretario , ha secretato la discussione della mozione. Mentre il pubblico veniva invitato ad uscire Obiettivo Saronno ha ritirato la mozione.

QUI LA CRONACA DEL PUNTO - QUI LA DIRETTA DE ILSARONNO

La prima domanda è la più importante "perchè la decisione di secretare il dibattito non è stata presa di conferenza capigruppo o comunque prima della seduta"? Considerando improbabile che la consigliera comunale Rufini abbia scoperto l'articolo 43 del regolamento nel corso della serata viene da chiedersi il perchè la segretezza non sia stata discussa e decisa prima. Forse si voleva un confronto in consiglio comunale? Ripensandoci la consigliera ha parlato anche "dell'opportunità di fare comunque un dibattito pubblico" e quindi probabilmente il dubbio c'era. Eppure dibattito e votazione non ci sono stati.

Questo è il secondo punto. Il presidente Gilli ha parlato di "buchi nel regolamento, di articoli poco chiari e di punti che non chiariscono chi deve decidere" eppure con un paio di ottimi equilibrismi lui decide. In consiglio. Senza dibattito e senza votazione. Contrariamente a quanto fatto in passato quando a fronte dei "problemi del regolamento" ha chiesto all'assemblea di esprimersi. Certo aprire il dibattito sulla decisione avrebbe portato ad un lungo confronto (magari anche a quelle dichiarazioni che avrebbero potuto portare a conseguenze penali e che si volevano evitare per tutelare i consiglieri) ma perchè non fare almeno una votazione per alzata di mano?

A pensar male si fa peccato ma, come diceva qualcuno, si indovina e quindi la prima risposta che viene in mente è che forse non c'era la certezza che si alzassero tutte le tredici mani necessarie a superare l'impasse. E quindi si torna al punto di partenza perchè non secretarla in conferenza capigruppi dove è più difficile ritrovarsi con franchi tiratori? Forse, continuiamo a pensar male, perchè quando si è fatta la capigruppo si voleva che la vicenda arrivasse in consiglio comunale? O magari perchè i tanti maldipancia della maggioranza del sindaco Augusto Airoldi sulla vicenda non sono del tutto sopiti e si temavano rappresaglie a fronte di un vigoroso colpo di spugna sulla vicenda?

Sono domande da tesi complottiste, si dirà. Forse ma che sono sorte spontanee, come si diceva in tv, assistendo alla seduta.

Ma forse la lettura è più semplice.

Forse è stato l'ennesimo caso di sciatteria. Forse l'Amministrazione si è accorta all'ultimo che era opportuno secretare la seduta. Forse non ha avuto la dovuta attenzione per le persone coinvolte (l'assessore e i consiglieri che ieri sera si diceva di voler tutelare) e per il rispetto delle regole. Del resto il segretario non ha avuto dubbi sul fatto che la seduta dovesse essere segreta quindi, viene da pensare che, su questo tema, nessuno l'abbia interpellata. E allora con un po' di approssimazione e improvvisazione, si è corsi ai ripari sperando di salvare capra e cavoli (evitare ulteriori imbarazzi alla maggioranza e all'amministrazione e evitare accuse di mancata trasparenza) presentando la seduta segreta come frutto di un dubbio, di uno scrupolo dell'ultimo minuto.

Nelle prossime ore si susseguiranno comunicati stampa, letture e analisi. Ci saranno prese di posizioni e chiarimenti. Forse arriveranno le risposte. Sicuramente resterà l'ennesima brutta pagina del consiglio comunale saronnese che ne esce, ancora volta, umiliato e sfilito. Cornuto e mazziato, si potrebbe riassumere.

(foto archivio)


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SARONNO - "Come nella migliore tradizione del centrosinistra, con le parole di Francesca Rufini (capogruppo di Tu@Saronno) sulla commissione Rodari, siamo difronte a una serie di inesattezze spacciate per verità incontrovertibili, che servono a gettare fumo negli occhi nei cittadini e tutelarsi dai fallimenti di cui sono responsabili. Loro direbbero "Fake News"…"

Inizia così la nota della segreteria politica della Lega di Saronno che illustra "nel dettaglio le inesattezze dette dalla maggioranza".

"La maggioranza afferma che il comune di Saronno ha visto l'assegnazione di 7 milioni di euro per il
rifacimento della Rodari e che quindi non potendo tenere due finanziamenti per uno stesso progetto,
hanno rifiutato quello più basso. Inoltre sentenzia che chiunque dica altro, asserisce il falso. Che coraggio.
La realtà, tranquillamente verificabile, è che il finanziamento dei 4 milioni destinato alla scuola Rodari era
già stato perso dall'amministrazione Airoldi, infatti il comune si aggiudica il finanziamento Regionale il
14 giugno, con "questione Rodari" già aperta, assessore sostituito, e commissione già istituita.
Per capirci, partecipando al bando regionale col progetto per una scuola diversa dalla Rodari avremmo
potuto costruire 2 nuove scuole. Certo sarebbe stato necessario non perdere e non rinunciare al
finanziamento ottenuto dall’amministrazione Fagioli, ma per questo sarebbe servito un po' più di
attenzione e di dedizione"

"La maggioranza insiste con l'invenzione propagandistica dell'amministrazione: con il nuovo finanziamento
la commissione non ha avuto senso di esistere. Probabilmente in giunta hanno qualche problema con le
date, oppure sperano di prendere tutti per il naso. Come già spiegato in un comunicato precedente a cura di Raffele Fagioli, la Commissione aveva come scopo “ricostruire tutte le tappe del procedimento, verificare le responsabilità tecniche e politiche che hanno condotto alla mancata assegnazione dei lavori entro i termini sanciti dal bando ministeriale e la conseguente potenziale perdita del finanziamento ministeriale di importo pari a 4.000.000,00 €, oltre che individuare eventuali ipotesi di responsabilità erariale connesse alla perdita del contributo, se confermato dal Ministero entro la durata in carica della commissione”. La commissione ha svolto un lavoro di ricerca e indagine su fatti già accaduti e immodificabili, lavorando per ricostruire i fatti e cercare di capire le ragioni per le quali entro il 6 novembre 2021 non siano stati affidati i lavori di costruzione della nuova Rodari. Ripetiamo, che giova sempre, il nuovo finanziamento è datato 14 giugno 2022.


"La maggioranza sostiene che ci sarebbero state irregolarità durante la commissione, e che "qualcuno" si
sarebbe voluto impossessare della commissione. Ovviamente ancora falso. Come ribadito in diverse
occasioni, la commissione si è riunita regolarmente e legalmente il 16 giugno, con l’assenza giustificata tramite email di tutti i commissari di maggioranza, ed ha deliberato il testo della relazione finale. Nessuno ha
cercato di impedire nulla a nessun altro"

"Rufini afferma di dispiacersi nel cadere così in basso nelle sue ricostruzioni…anche a noi dispiace, perché nella caduta verso il basso non ne azzecca una: sempre per restare in tema date, tematica curiosamente fumosa per la precisione millantata dagli esponenti della maggioranza, afferma di una fantomatica convocazione il 18 giugno …ma era sabato e di certo non era convocata alcuna riunione. La
consigliera Rufini si riferisce forse all’incontro del 21 giugno in cui a causa della assenza del Presidente e del
Vicepresidente, non si è svolta nessuna riunione della commissione. Situazione che, per sua natura, fa sì
che gli altri commissari presenti nel luogo della riunione non abbiano nemmeno potuto avviare i lavori né
predisporre un verbale della stessa.

Rufini afferma che la maggioranza è stata magnanima nel non voler un'unica relazione, perché, viste
le difficoltà a giungere ad un’unanimità avrebbero votato in maggioranza e avrebbero vinto loro per una
banale questione numerica, e quindi, sostiene, poco democratico. A riguardo ribadiamo che
sarebbe stato corretto approvare una sola relazione, con una sola conclusione concordata – come è quasi
sempre avvenuto nel corso dei lavori della commissione – ed eventualmente messa in votazione a
maggioranza. Che, con tutti i suoi limiti, si chiama democrazia dei numeri.

Riguardo la conclusione della commissione, forse è il caso di raccontare come si è giunti alla riconvocazione d’urgenza della commissione per consentire ai commissari di maggioranza di depositare le proprie conclusioni. Metodo discutibile, poco trasparente e molto aggressivo: questo sì un pessimo esempio di prepotenza della maggioranza che ha mancato di rispetto a persone ed istituzioni.
Insomma siamo alle solite con questa maggioranza: un atteggiamento snobistico a supporto di una
fantasiosa rielaborazione dei fatti strumentale alla loro propaganda. Nient’altro che fumo con cui fare finte
polemiche per far passare sotto traccia le reali responsabilità di 4 milioni persi".


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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo il testo integrale di Francesca Rufini capogruppo in consiglio comunale in merito alla commissione d'inchiesta sulla scuola Rodari.

QUI IL RIASSUNTONE DE ILSARONNO

QUI LA DIRETTA DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE

Finalmente siamo arrivati all’attesa seduta del Consiglio Comunale in cui vengono rese note le conclusioni del lavoro, durato quasi 4 mesi, della Commissione d’inchiesta sulla Nuova Scuola Rodari.

E dico finalmente sia perché è stato oggettivamente un lavoro molto impegnativo, sia perché, con oggi, chi fino ad ora lo ha fatto finirà - almeno si spera - di ricamare di tutto e di più sopra questa commissione, di fare proclami sulle presunte verità, di fare più o meno velate minacce. 

Proprio stamattina, guardacaso, è stato pubblicato dall’ex-assessora ai LLPP un video in cui avvisa di avere già conferito mandato ai suoi legali di proporre le azioni a tutela della sua immagine, del suo onore e della sua reputazione nei confronti di chiunque diffonda notizie non veritiere sulla sua persona e sul suo operato.

Al riguardo, dato che l’ex-assessora questa sera - come ovvio che sia - è certamente chiamata in causa, io e i miei colleghi possiamo stare tranquilli poiché tutto quanto risulta dalla nostra relazione e/o dalle nostre dichiarazioni di questa sera deriva integralmente ed esclusivamente dalle dichiarazioni che la stessa ex-assessora ha rilasciato in sede di audizione da parte della Commissione di inchiesta, nè più né meno.

Ciò premesso, passo a due brevi considerazioni.

La prima è che, come tutti sappiamo, in data 14.06.2022 il Comune di Saronno, è risultato assegnatario di un finanziamento di 7,060 milioni di euro per la realizzazione della nuova scuola Rodari; a seguito di tale assegnazione il Comune, non potendo beneficiare di due finanziamenti per il medesimo progetto, ha doverosamente proceduto a rinunciare al finanziamento di 4 milioni di euro oggetto della commissione di inchiesta (e dice il falso chi afferma che avremmo potuto tenerci entrambi i finanziamenti).

È quindi evidente, salvo per chi non lo voglia vedere, che da quando la Giunta, lo scorso giugno, ha rinunciato al finanziamento di 4 milioni, l’oggetto della Commissione di inchiesta non esiste più non potendosi più parlare di “possibile perdita del finanziamento di 4 milioni di euro” sulle cui cause la Commissione avrebbe dovuto indagare; siamo qui, quindi, solo per massima trasparenza nei confronti dei cittadini perché di fatto l’interesse pubblico verso le conclusioni della commissione è ormai puro gossip politico.

La seconda considerazione è che, oltre ad esserci state alcune irritualità nei lavori della Commissione che io ed altri commissari abbiamo segnalato invano più volte e su cui non perdo ulteriore tempo, c’è stato anche - e lo dico perché di questo è stata data evidenza con un CS in pompa magna dello scorso 22 giugno e perché ne ha parlato poco fa la Consigliera Dho - chi ha tentato di appropriarsi della commissione depositando, all’insaputa di tutti gli altri commissari, una relazione, redatta da due soli commissari che ne hanno poi deliberato “all’unanimità” il deposito, spacciandola come relazione della Commissione ed impedendo a tutti i commissari di lavorare a ipotetiche conclusioni congiunte o di presentarne di proprie; l’unanimità che ha approvato la fantomatica relazione della Commissione del 22 giugno era composta dal Presidente Fagioli (con anche delega del Commissario Guaglianone) e dalla Commissaria Dho ed è la stessa identica relazione presentata questa sera dal presidente Fagioli a firma Fagioli / Guaglianone: forse che allora l’unico scopo della commissaria Dho era impedire che gli altri Commissari potessero concorrere alla stesura di conclusioni condivise o depositare le proprie conclusioni? Perché la Commissaria Dho il 22 giugno ha approvato la relazione e l’1 luglio no? forse perché adesso ci sono anche le nostre, di conclusioni?

Mi dispiace cadere così in basso nella ricostruzione dei fatti, in questa sede così importante, ma dopo la riunione del 16 giugno in cui l’unanimità Dho/Fagioli ha definito, e approvato la fantomatica “relazione della Commissione”, c’è stata la riunione del 18 giugno, presenti la sottoscritta, il Commissario Mattia Cattaneo, il consigliere Francesco Licata in sostituzione del Vice Presidente Galli e la Commissaria Dho la quale, di fronte al nostro stupore per l’inaspettata assenza degli altri Commissari, si è ben guardata dal proferire parola: nella mezzora in cui abbiamo atteso i colleghi, la Commissaria non ci ha detto che due giorni prima era stata approvata e depositata la relazione, non ci ha detto che la riunione a cui stavamo partecipando era perfettamente inutile; ha fatto finta di non sapere nulla dell’assenza dei suoi compari; solo silenzio, anche quando, per cortesia e correttezza nei confronti degli assenti che peraltro non erano neppure telefonicamente raggiungibili, abbiamo deciso di non tenere la riunione. E adesso la consigliera Dho, che ha approvato una relazione in una seduta convocata irritualmente con poche ore di preavviso, in seconda convocazione, approfittando dell’assenza - peraltro nota e comunicata - degli altri commissari e presenti solo lei e il Presidente, parla di correttezza e di trasparenza?

Ricordo anche che della/delle relazione/i si è discusso anche durante gli incontri della Commissione, proprio perché la delibera istitutiva non era chiara sul punto; tutti, certo, avremmo voluto una relazione unica, ma o avremmo dovuto attendere un miracolo per arrivare all’unanimità delle conclusioni oppure avremmo dovuto approvare una relazione a maggioranza (e la maggioranza era la nostra!); ma a chi scrive, insieme ai Commissari Galli, Cattaneo e Gilli, l'approvazione a maggioranza non è sembrato un metodo democratico. Peraltro, la stessa Commissaria Dho, in una delle riunioni in cui si è affrontato il tema della relazione, il 26 maggio, dice:“avevamo detto di fare una relazione unica sulla base dei fatti raccolti […..] È un diritto di ogni consigliere fare una relazione". Del resto, potevamo immaginare che anche questa Commissione sarebbe diventata, per i consiglieri di Obiettivo Saronno, l’ennesima occasione per dire che ce l’hanno tutti con loro.

Non vi annoio riportando quello che è accaduto dopo il 22 giugno e su come si è poi riusciti ad arrivare alla scadenza della commissione (il 1 luglio) consentendo a tutti i commissari (tranne la Commissaria Dho, sic!) di depositare, a questo punto, solo proprie conclusioni. Dico solo che è stato un pessimo esempio di strumentalizzazione di un istituto democratico e, ancor peggio, di mancanza di rispetto per le persone, che peraltro si presumono colleghi e tutti rappresentanti la medesima istituzione. Soprattutto da parte di chi parla tanto di trasparenza, correttezza e buona politica.

Passando ora alle conclusioni che io, e i colleghi Cattaneo, Galli e Pierluigi Gilli abbiamo condiviso, evidenzio solo alcuni punti; dai lavori della Commissione è risultato che:

  • il termine per l’assegnazione dei lavori, il 6 novembre, era sin dall’inizio un termine molto sfidante; la stessa amministrazione Fagioli aveva nel 2018 stilato un cronoprogamma che metteva nero su bianco l’impossibilità di rispettare il termine dei 18 mesi.
  • la pandemia in primis, e il cambio di amministrazione in secundis, hanno certamente contribuito a rallentare tutto l’iter necessario ad arrivare all’assegnazione dei lavori;
  • il Ministero, a cui pure va riconosciuta per questo una certa responsabilità, non si è preoccupato di riprogrammare le scadenze dei bandi né - ancora ad oggi - ha concesso le proroghe ai numerosi comuni che le hanno chieste per essersi trovati nella nostra medesima condizione;
  • l’amministrazione Fagioli, che dall’aprile 2020 sapeva della vittoria del bando, ha bandito la gara solo nel settembre 2020 (perdendo, di fatto, oltre 4 mesi; Stevenazzi, Lonardoni e Carrara hanno dato atto che, anche durante la pandemia e nonostante le difficoltà, gli uffici hanno comunque continuato a lavorare);
  • lo studio di fattibilità dell’arch. Bonelli, oltre a non essere stato validato, era uno studio, per stessa ammissione di chi lo aveva redatto, incompleto ed ha necessitato di uno stravolgimento per poter condurre alla progettazione definitiva; tutte le criticità più importanti erano state rinviate, come riferito dallo stesso Bonelli, alla successiva fase esecutiva / di progetto definitivo, dove poi i nodi sono venuti al pettine, e chi è poi stato incaricato di redigere il progetto definitivo li ha dovuti sciogliere;
  • da ultimo, è emersa in modo inequivocabile dalle sue stesse dichiarazioni l’inadeguatezza dell’ex-assessora al LLPP nell’esercizio del suo ruolo: leggo solo - per concludere - alcune sue dichiarazioni: 
  • a domanda se avesse vigilato sul rispetto dei tempi per la richiesta di proroga, l’ex-assessora ha risposto:  “Assolutamente no, non è compito dell’Assessore fare il cane da guardia dei progetti … verificare il rispetto delle scadenze è compito del RUP.”, sic!
  • L’ex-assessora ha più volte dichiarato di essersi fidata degli uffici: “mi fidavo degli uffici e non avevo modo di dubitare che il lavoro fosse portato a termine”, e ancora “l’Amministrazione si fida degli uffici, che conoscono le procedure da seguire. Una volta capito che la proroga andava chiesta, è stato dato per scontato che fosse stata chiesta per tempo”. Secondo l’ex-assessora il compito di un’assessore è quello di dare l’indirizzo politico, senza preoccuparsi poi di vigilare sull’attività degli uffici!
  • Nella relazione trasmessa dall’ex-assessora al Sindaco nel dicembre 2021, poi, si legge: “Dichiaro infine che sono venuta a conoscenza del diniego della proroga da parte del MIUR in data 7/12/2021, dichiaro che, dopo aver discusso con il Dirigente su come affrontare il tema, l’ho invitato a riferire prontamente al Sindaco sull’accaduto dovendo io assentarmi nel pomeriggio a causa di impegni familiari. L’8/12/2021 era giorno di festa”; sic!; davvero molto singolare che una persona così attiva nelle comunicazioni, come abbiamo visto anche oggi, non abbia ritenuto necessario inviare al Sindaco nemmeno un messaggio per informarlo della criticità emersa; al di là delle problematiche tecniche, questo è, nero su bianco e per sua stessa ammissione, il metodo che l'ex-assessora ha ritenuto opportuno utilizzare per gestire una questione che era evidentemente invece, per tutti noi, della massima importanza.
  • Gli uffici hanno confermato di avere agito “in stretta correlazione e e piena condivisione di ogni azione con l’assessorato di riferimento”, mentre nessun tipo di evidenza, né documentale, né rilevabile dalle audizioni delle persone ascoltate, esiste rispetto all’asserito coinvolgimento di tutta la giunta e del Sindaco nell’iter relativo al bando Rodari, coinvolgimento sul quale invece l’ex-assessora ha basato la sua audizione nel tentativo, non riuscito, di rendere collegiale la sua, unica, responsabilità sul progetto.
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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota dei capigruppo di Tu@Saronno, Saronno Civica Lista Airoldi, Pd e Con Saronno ossia Francesca Rufini, Mattia Cattaneo, Francesco Licata e Pierluigi Gilli in merito ai fondi ottenuti per la nuova Rodari.

Il Comune di Saronno si è aggiudicato un finanziamento di Regione Lombardia pari a oltre 7 milioni di euro per la realizzazione della nuova scuola Rodari, una scuola nuova che i bambini e le loro famiglie aspettano ormai da decenni.


Il bando è stato vinto con un progetto all'avanguardia, che prevede non solo la realizzazione del nuovo edificio scolastico, ma anche di una nuova palestra e di un giardino inclusivo; un progetto che finalmente consegnerà alla nostra città una scuola completa, moderna e innovativa.
Per questo grande successo, desideriamo esprimere i nostri complimenti all'Amministrazione, con particolare riguardo all'assessore ai Lavori Pubblici Francesca Pozzoli, che in questi mesi ha lavorato con impegno e passione per ottenere questo ambizioso risultato, e all'Ufficio Tecnico, che con le proprie risorse ha predisposto un progetto di qualità, risultato tra i migliori nella graduatoria regionale (quarto su 118 progetti presentati): un elaborato nato da un'approfondita analisi degli aspetti tecnici e dal confronto con le esigenze espresse dalla comunità scolastica, dai bambini alle loro famiglie, dagli insegnanti alla dirigenza.


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[post_title] => Il plauso di Rufini, Cattaneo, Licata e Gilli a Comune e Pozzoli per i 7 milioni della nuova Rodari [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => il-plauso-di-rufini-cattaneo-licata-e-gilli-a-comune-e-pozzoli-per-i-7-milioni-della-nuova-rodari [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-06-17 11:43:47 [post_modified_gmt] => 2022-06-17 09:43:47 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=296051 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 12 [filter] => raw ) [4] => WP_Post Object ( [ID] => 284153 [post_author] => 1 [post_date] => 2022-03-18 12:35:11 [post_date_gmt] => 2022-03-18 11:35:11 [post_content] =>

SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Francesca Rufini, capogruppo Tu@Saronno, in merito al consiglio comunale di ieri sera sull'ex Isotta Fraschini.

Io non ho domande da fare, voglio solo condividere alcune considerazioni alla fine di questa lunga serata. Premetto che io, per avere Brera a Saronno, non solo mi prendo volentieri le “colate di cemento”, come le avete definite, ma, e adesso dico un’assurdità e l’assessore Casali mi mena (!), sarei anche disposta a rinunciare al parco! E’ un assurdo, ma non so se ci rendiamo conto cosa vorrebbe dire avere Brera a Saronno! La verità è che siamo di fronte al progetto più bello mai presentato a Saronno negli ultimi … boh .. quanti anni? mille? Comunque … si legge nella Manifestazione di interesse protocollata in Comune e abbiamo sentito stasera, che lo scopo per cui l’area è stata acquistata è di valorizzarla per così favorire il rilancio culturale, economico, sociale e formativo del Comune di Saronno e del territorio limitrofo, nonché la sua relazione con la Città Metropolitana di Milano, in un’ottica orientata a promuovere la funzione sociale della proprietà privata. Senza fini speculativi. Quello che vorrei sottolineare è, quindi, la necessità, per tutti noi, di cambiare punto di vista: il cuore di questo progetto, che pure è un progetto che nasce come privato, è la parte pubblica, l’interesse pubblico, il creare valore per la città nel senso più nobile del termine che comprende il riappropriarsi degli spazi da parte delle persone con una importante dimensione culturale e sociale; il cuore di questo progetto non è il profitto dell’operatore ed è questa la vera differenza ed è per questo che non possiamo guardare a questo progetto come a un classico piano di rigenerazione, di quelli che siamo abituati a vedere.Qui non siamo di fronte a una mera rigenerazione di un’area urbana dismessa, ma a una rigenerazione che, alla fine, sarà una rigenerazione della città intera, a una rigenerazione, come pure scritto nella manifestazione di interesse, sociale, solidale, ecologica, e soprattutto - questo è il termine che mi piace di più - diversa!Dobbiamo quindi anche noi, necessariamente, iniziare a pensare in modo “diverso”, senza guardare a ciò che si fa abitualmente o che si è fatto fino ad oggi; dobbiamo anche un pò reinventare il rapporto tra soggetto pubblico e soggetto privato, e senza che ciò voglia dire agire in modo illegittimo o al di fuori della normativa, delle leggi e dei regolamenti che sono e devono rimanere la cornice di riferimento.Ho già citato, proprio in questa sala, l’incontro promosso da Officina Vivaio e dalla nostra Amministrazione con il Prof. Consonni il quale, parlando di rigenerazione urbana, ha posto l’accento - oltre che sui bellissimi concetti di socialità, di convivenza civile, di relazioni tra persone, di relazione diretta delle persone e dei corpi che condividono gli stessi spazi - sulla responsabilità della Pubblica Amministrazione nel farsi parte attiva di questo nuovo modo di concepire la rigenerazione urbana. E io sinceramente, come parte di questa amministrazione, questa responsabilità di cambiare me la sento addosso tutta!E mi permetto di dire che l’Assessore Merlotti, seppure a modo suo, abbia voluto dare voce a questa responsabilità di cui sentiamo il peso, abbia voluto dire che l’Amministrazione c’è, al di là dei comunicati stampa; come è stato detto, il progetto è innovativo, unico in Italia, ma le norme sono quelle e l’Amministrazione nel suo complesso ha anche il dovere di garantirne il rispetto.E se questi sono i principi con cui si vuole costruire (l’ “abitare”, il “common housing”), beh, ben venga anche il residenziale; del resto, qualcuno me lo spieghi, ma quale sarebbe la destinazione alternativa di quest’area? … un centro commerciale? palazzoni portati al massimo della loro redditività? Concludo riportando quello che ho letto in uno dei numeri di “Voci dal Vivaio” in cui qualcuno ha citato Helen Keller che - guardacaso - è stata una pioniera della difesa dei diritti delle donne, nonché l’esempio vivente di come si può trasformare un ostacolo insormontabile in un «bene meraviglioso»; ecco, quella citazione che ho letto voglio farla mia e la ripeto qui rivolgendomi all’Ing Gorla e all’Avv. Proserpio e a tutta la nostra maggioranza: “L’ottimismo è la fede che porta alle realizzazioni. Nulla può essere fatto senza speranza o fiducia”. Io sono visceralmente ottimista, la speranza ce l’ho e la fiducia, a questa Amministrazione e al buon fine di questo progetto, la voglio sicuramente dare.


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[post_title] => Ex Isotta in consiglio, Rufini: "E' il progetto più bello presentato a Saronno. E senza fini speculativi" [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => ex-isotta-in-consiglio-rufini-e-il-progetto-piu-bello-presentato-a-saronno-e-senza-fini-speculativi [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2022-03-18 12:35:14 [post_modified_gmt] => 2022-03-18 11:35:14 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://ilsaronno.it/?p=284153 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 20 [filter] => raw ) [5] => WP_Post Object ( [ID] => 282286 [post_author] => 1 [post_date] => 2022-03-04 16:00:00 [post_date_gmt] => 2022-03-04 15:00:00 [post_content] =>

SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Tu@saronno in merito al bilancio approvato dall'Amministrazione Airoldi.

Ieri sera il Consiglio Comunale ha approvato il primo vero Bilancio di previsione della nostra Amministrazione, frutto del grande lavoro svolto dagli Assessori, dal Sindaco e dagli uffici. È stato bello ritrovarsi tutti dal vivo, rivedersi con alcuni dopo tanto tempo e fermarsi a chiacchierare dopo il Consiglio (quanto ho aspettato ‘sto momento!); sono sicura che questo aiuterà tantissimo a farci sentire ancora più uniti e a collaborare in modo ancora più stretto nella realizzazione dei nostri progetti. Mi sono sentita parte di una grande squadra e orgogliosa del lavoro che stiamo portando avanti, nonostante le tante difficoltà oggettive.Ci sono state anche un pò di polemiche inutili e alcuni interventi oggettivamente improbabili e irrispettosi, ma tutto come da copione!Qui sotto, per chi avesse voglia di leggerlo, il mio intervento di ieri a commento del Bilancio di Previsione; è un pò lunghetto eh, vi avviso, però è bello!

***Grazie Presidente. Francesca Rufini, [email protected] è in approvazione il primo vero bilancio previsionale della nostra amministrazione; l’anno scorso, infatti, abbiamo deciso - per ragioni di tempo - di dare approvazione, seppure provvisoria, a quello che, di fatto, era il bilancio dell’amministrazione precedente che poi abbiamo adeguato ai nostri obiettivi e alla nostra visione di città con la maxi variazione approvata in agosto. Parto col dire che le accuse che ho sentito in merito al presunto ritardo nell’approvazione del bilancio da parte dell’Amministrazione, sono da rimandare tutte al mittente; a casa mia si ha ritardo quando una certa attività si conclude successivamente a un termine dato, e il termine per l’approvazione del bilancio previsionale 2022 - 2024, quantomeno di un bilancio completo, è il prossimo 31 marzo; quindi, evidentemente, di nessun ritardo si può parlare. Lo scorso dicembre il Ministero dell’Interno ha definito necessaria la proroga di 3 mesi del termine per l’approvazione del bilancio previsionale degli Enti a causa della situazione di incertezza dovuta alla mancata approvazione della legge di bilancio e alla riforma fiscale in via di definizione; la Legge di Bilancio è stata poi approvata solo lo scorso 30 dicembre (e pubblicata in G.U il giorno successivo) e solo sulla base di quanto in essa contenuto è stato possibile redigere un bilancio completo che è quello che poi è in approvazione oggi; del resto non è un caso che la grandissima parte dei comuni italiani non abbiano approvato il bilancio al 31.12. Ieri sera ho sentito anche elencare una serie di percentuali negative riferite all’ammontare degli investimenti previsti a bilancio; non si è capito però rispetto a cosa tali investimenti sarebbero diminuiti: se il termine di paragone fosse la maxi variazione del 3 agosto, come ipotizzo, il confronto sarebbe inutile perché svolto su documenti diversi, fatti in tempi diversi, e con presupposti e finalità diverse. Ma pure il confronto col bilancio precedente 2021 sarebbe inutile e non veritiero in quanto, di fatto, quel bilancio è stato massicciamente influenzato dai trasferimenti arrivati dallo Stato ed è quindi inconfrontabile col bilancio di oggi. Si potrebbe ipotizzare, forse, un confronto con i bilanci degli anni 2019 e precedenti, ma anche in questo caso la situazione attuale è talmente diversa che un confronto oggettivo risulterebbe quantomeno difficile. Questi ultimi sono stati anni drammaticamente difficili per tutti; stiamo vivendo un momento storico unico che certamente ha messo a dura prova anche gli Enti Locali che hanno dovuto allocare risorse per spese non previste e registrare un crollo delle entrate proprie; la crisi seguita all’emergenza Covid ha inciso profondamente sul sistema economico e sociale; basti pensare al numero di famiglie e di individui poveri che, in Italia, passa dai circa 4,6 milioni stimato nel 2019 a 5,6 milioni nel 2020. Un dato senza precedenti e anche una sfida enorme per le amministrazioni pubbliche. Peraltro, vorrei ricordare agli autori delle critiche che questo bilancio è stato approvato anche dalla ex Assessora Novella Ciceroni, espressione della lista civica Obiettivo Saronno che oggi lo disconosce e lo critica. Passando al contenuto del documento in approvazione oggi, il mio intervento sarà poco tecnico e mi soffermerò su alcuni temi a me cari; prima, però, vorrei condividere un paio di considerazioni di carattere generale che a me sono servite per collocare questo bilancio in questo tempo e per capire di cosa effettivamente stiamo parlando. Come già accennato, i bilanci degli ultimi due anni possiamo dire come non siano stati “veritieri” rispetto alla situazione ordinaria saronnese, e ciò per la mole delle entrate statali connesse alla gestione della crisi pandemica; oggi ci ritroviamo ad approvare un bilancio più aderente alla realtà e alle risorse effettive di cui il Comune può disporre; e non sono, purtroppo, numeri entusiasmanti! Come già anticipato dall’Assessore D’Amato, sui 31.571 milioni di euro destinati alla spesa corrente, la vera quota disponibile e discrezionale di spesa, al netto delle spese vincolate (per poco più di 10.600 milioni di euro), del costo del personale (circa 7 milioni di euro), dei mutui (circa 510.000 euro), dei 2 milioni e mezzo di euro per gli accantonamenti per i vari fondi di garanzia che il Comune deve obbligatoriamente costituire, e al netto delle “spese fisse” (bollette, assicurazioni, corrispettivi per contratti già in essere, ecc.), è pari a non più di 5-6 milioni di euro. Questo è un dato che certamente va tenuto in considerazione.Altro elemento da considerare è che, oggi, la capacità di programmazione dell'amministrazione comunale, che costituisce il pilastro dell’attività di progettazione che a sua volta concretizza le strategie e la visione dell’Ente, è molto più difficile rispetto a qualche anno fa poiché le finanze da investire nei progetti derivano pressoché interamente da Bandi e finanziamenti esterni, e non più, visto l’inesorabile calo dei trasferimenti da parte dello Stato, da risorse proprie o da mutui. E questo lo si vede nella parte investimenti del nostro bilancio che prevede quasi 15 milioni di euro per il 2022 e importi molto più ridotti per i due anni successivi, destinati certamente ad aumentare man mano che verranno previsti bandi e arriveranno i fondi del PNRR. Lo stesso Assessore D’Amato, ma anche il Sindaco hanno ricordato come questo bilancio sarà caratterizzato dalle variazioni in corso d’anno. Voglio fare un accenno anche al punto relativo alla riorganizzazione degli uffici e del personale che, negli ultimi 5 anni, ha subito un decremento importante passando da 220 dipendenti a 170; come tristemente noto in particolare a chi siede su questi banchi, alcuni uffici sono oggi privi di personale in numero adeguato con ciò rendendo molto più difficile e spesso inesorabilmente lenta l’azione amministrativa; in tempi non sospetti, l’allora consigliere comunale Franco Casali disse, in occasione dell’approvazione del bilancio previsionale 2020-2022 del 29.12.2019, che “L'Amministrazione Fagioli lascia un fardello pesante per quanto riguarda l'organizzazione del personale alla prossima Amministrazione, cui sarà richiesto di riprogrammare e riorganizzare la funzione” … ed infatti questo fardello ce l’avete lasciato! Verrà quindi data attuazione al piano organico dell’ente con l’ampliamento delle unità di personale e con l’assunzione di almeno 19 figure nel corso del 2022 (oltre alle assunzioni rese possibili dal PNRR e alle collaborazioni con il Politecnico di Milano). Vorrei adesso porre l’attenzione su alcuni temi magari minori e che possono sfuggire ai più, ma che ritengo espressione identitaria dei valori di questa Amministrazione. Nell’ambito della mobilità sostenibile voglio ricordare l’intervento di attuazione del programma sperimentale di mobilità sostenibile, finanziato con 610.000 euro, che consentirà la realizzazione di una ciclopedonale di collegamento tra la stazione di Saronno, i quartieri posti ad est della città e il Comune di Solaro; verrà riqualificato il sottopasso ferroviario di Via Milano e Via Morandi agevolando la ciclabilità dei percorsi casa-lavoro con la zona industriale a sud della città. E’ stato poi allocato un ulteriore milione e mezzo di euro per la realizzazione di nuove piste ciclabili e la ricucitura di tutte quelle già presenti sul territorio comunale al fine di realizzare e omogeneizzare percorsi di collegamento da e per i paesi limitrofi. L’obiettivo generale e primario che ci siamo dati - con importanti risvolti anche sulla sicurezza della città - è quello di consentire il più possibile la fruizione del patrimonio pubblico e degli spazi pubblici da parte della collettività. Al riguardo, ricordo anche l’intervento di 400k euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione di opere finalizzate ad agevolare la percorribilità dei marciapiedi e la realizzazione di percorsi tattili per non vedenti. Tanti interventi stasera hanno riguardato l’Assessorato alla Cultura, al marketing Territoriale e alle Pari Opportunità; al riguardo, quello che vorrei sottolineare io è l’approccio che l'amministrazione ha verso la cultura quale strumento di marketing territoriale e quindi di attrazione di turismo, ma anche di educazione (passatemi il termine) e di coinvolgimento dei cittadini che spesso e volentieri neppure conoscono le proposte culturali che Saronno offre; nessun cambio di rotta, quindi! L’ obiettivo, tra i molti, è quello di restituire la città ai saronnesi, dar loro occasioni per uscire, per conoscere ed apprezzare il luogo in cui vivono. La volontà è quella di utilizzare la cultura per provocare un cambiamento nelle abitudini delle persone; certo l’obiettivo è alto e di lungo corso: perché si può parlare di marketing territoriale quanto si vuole, ma se i cittadini per primi non conoscono, non amano, non pubblicizzano e non preservano la propria città, il rischio è che sia un lavoro inutile; ed il rischio è concreto perché tante persone a Saronno ci dormono e basta, mentre lavorano fuori e fuori scelgono di passare il proprio tempo libero. E questo cambiamento di abitudini e di visione della città è tanto più necessario se si pensa alla rivoluzione culturale, sociale ed economica che a Saronno potrebbe portare il nuovo insediamento dell’Accademia di Brera con cui già esiste ed è operativa una Convenzione per la realizzazione di importanti mostre di autori contemporanei; e sarà una rivoluzione che io personalmente aspetto come fosse un sogno che diventa realtà, e di cui questa amministrazione vuole e deve essere, e non può non esserlo, parte attiva e facilitatrice. Ho avuto l’occasione di partecipare in queste ultime settimane agli incontri con i cittadini organizzati dalla proprietà dell’Area ex-Isotta Fraschini; in particolare, all’incontro col Prof. Consonni, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, si sono toccati temi altissimi e fatte riflessioni importanti sul futuro della città e sulla visione di essa; ma soprattutto si è dato risalto al ruolo che l’Amministrazione deve avere nel ridisegnare un modello di città ove le trasformazioni del territorio debbano essere valutate con la lente della loro sostenibilità sociale che comprende l’inclusione sociale, la qualità delle relazioni tra le persone, l’accrescimento della bellezza civile. Ma è chiaro che non può fare tutto la politica! Sono le persone, i cittadini che devono capire l’importanza della convivenza sociale senza la quale le città sono destinate a morire. Ho moltissimo apprezzato la scelta di fare della cultura un qualcosa di molto concreto e di delinearne un ruolo importante nell’ambito degli interventi di rigenerazione urbana; questo è un aspetto che a me personalmente interessa e piace tantissimo e mi piace ancor di più ove gli aspetti sociologici legati alle scelte urbanistiche siano declinati in chiave di genere; e non a caso l’assessorato alla Cultura e quello delle Pari Opportunità fanno capo alla medesima Assessora e sono entrambi fortemente connessi con le attività urbanistiche, ambientali e di mobilità; perché l’organizzazione e l’urbanistica di una città condizionano necessariamente l’uso che dello spazio pubblico fanno uomini e donne; lo spazio pubblico non è neutro, perché storicamente è pensato per le esigenze degli uomini, e ancora oggi se i pianificatori non tengono conto del genere, lo spazio pubblico diventa di default maschile! Può essere che io parli solo di genere, ma lo faccio perché queste riflessioni sono da fare adesso e da attuare subito, soprattutto in vista della prossima revisione del PGT. Al di là degli eventi che daranno rilevanza alle figure femminili e alla questione di genere, e al di là dei proclami, l’approccio dell’assessorato alla partita è quello, come già anticipato, di dare al tema delle pari opportunità e del genere un rilievo strutturale all’interno dell’amministrazione, tanto da dare luogo, oltre che a progetti a lungo termine (come "Impari a Scuola"), a riflessioni più profonde su temi generali e interassessorili quali la già citata urbanistica, la mobilità, il lavoro femminile o, ancora, lo sport, per il quale saranno promosse iniziative volte a rimuovere le barriere culturali e gli stereotipi che impediscono o limitano la visibilità e la partecipazione delle bambine e delle ragazze e delle donne a tutte le discipline sportive. Su quanto detto dal consigliere Davide, non accetto che si parli di omofobia latente e quanto al bilancio di genere, il percorso - come noto - è molto lungo e difficile, e certamente ho intenzione di portarlo avanti. Ricordo inoltre che questa Amministrazione ha aggiunto a bilancio la voce Pari Opportunità, voce che prima non esisteva, perché il problema era evidentemente ignorato; mi fa piacere che ora questo tema interessi così tanto a tutti! Ovviamente, e concludo, anche il nostro cuore è in Ucraina, ricordando però anche le tante altre guerre dimenticate. Ho finito, grazie.

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SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Tu@Saronno in merito alla concessione della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

Si è tenuto martedì sera, alla presenza di diversi cittadini e rappresentanti delle associazioni d’arma di Saronno, il conferimento della cittadinanza onoraria da parte della Città di Saronno al Milite Ignoto, in occasione del Centenario della sua istituzione.

Il 4 novembre 1921, infatti, fu sepolto nell’Altare della Patria a Roma, il corpo mai riconosciuto di un anonimo soldato - il Milite Ignoto, appunto - con lo scopo di testimoniare a perenne memoria di tutta la Nazione il sacrificio di intere generazioni di giovani italiani, mandati a combattere e morire nelle aspre, gelide e tremende trincee della Prima Guerra Mondiale. Non possiamo quindi dimenticare il Milite Ignoto, da ieri cittadino saronnese, nell’evoluzione del nostro percorso democratico che oggi, come ci ricorda l’Art. 11 della Costituzione, dice che: «L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

È una Patria diversa, quella in cui dobbiamo tutti riconoscerci oggi. Un valore comune che deve mettere la pace tra i popoli come fondamento del benessere e delle libertà, individuali e collettive, di cui godiamo.Di seguito, l’intervento integrale della capogruppo di Tu@Saronno, Francesca Rufini, durante il Consiglio Comunale.

«Sono molto emozionata questa sera; sebbene collegati da remoto, per i motivi che purtroppo conosciamo, siamo tutti uniti, senza distinzione politica, nel ricordare e celebrare un ragazzo, un ragazzo di vent’anni morto nella solitudine della guerra e mai tornato a casa, neppure in una bara; celebriamo un ragazzo di nessuno che è diventato il figlio, il fratello, il padre di tutti e che ora diventa cittadino della nostra città, di tutte le città e, così, dell’intera nazione.Celebriamo un ragazzo di cui non conosciamo nulla: non sappiamo da dove venisse, non sappiamo che lingua o che dialetto parlasse, non sappiamo quanti anni avesse o che lavoro svolgesse; ma di tutto questo non ci importa. Ci importa solo che era un ragazzo; un ragazzo chiamato alle armi, arruolato nell’esercito del nostro paese, e morto disperso o senza poter essere riconosciuto. Egli è il martire, la vittima innocente, di una delle più grandi carneficine contemporanee; egli è ogni figlio e ogni figlia che pure oggi muore a causa di guerre più o meno note, ma mai giuste e sempre, in qualche modo, evitabili. E l’unico modo per onorare e celebrare il Milite Ignoto e tutto ciò che egli rappresenta è ripudiando, ogni giorno, la guerra ed è proprio questo il senso e lo spirito con cui, con grande partecipazione e commozione, siamo felici che egli diventi nostro concittadino. Ma siamo felici anche perché consapevoli che concedere la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto è un atto di profondo riconoscimento verso chi, ai giorni nostri, ha dato e dà la propria vita per un interesse comune e superiore; e il pensiero va senz’altro alle forze dell’ordine, parolai cui membri hanno fatto del sacrificio per il bene comune il loro lavoro e la loro missione, non può non andare, oggi, anche a tutti i professionisti, medici, infermieri, farmacisti i quali sono stati vicini ai cittadini in un momento estremamente drammatico della nostra storia nazionale e hanno pagato, per la loro dedizione e abnegazione, un altissimo tributo in termini di vite umane; uomini e donne che, col loro sacrificio, hanno contribuito anche a rafforzare in noi un grande senso di fratellanza e di unità nazionale che nel mondo di oggi ci deve necessariamente far aprire all’inclusione, alla tolleranza e all’apertura verso tutti coloro che, indipendentemente da una storia a noi comune, della nostra nazione oggi fanno parte.

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Un momento che poteva essere di riflessione e di condivisione larga su un tema importante ha mostrato invece tutta la confusione e le spaccature interne a questa maggioranza". Inizia così la nota degli azzurri saronnesi che tornano sulla movimentata approvazione della mozione del consiglio comunale i mercoledì sera. "In particolare chi ne esce malconcio è il Pd, partito che sulla carta dovrebbe essere il perno di questa coalizione e invece non riesce neppure a mettersi d'accordo con se stesso e nel contempo la stessa maggioranza. Due consiglieri del Pd, insieme alla consigliera indipendente Gilli, presentano la mozione, altri di Tu@Saronno presentano tre emendamenti, i primi due bocciati,  uno dei firmatari vota gli emendamenti, l'altra no. Caos più totale.  Ma anche in casa Obiettivo Saronno abbiamo visto la consigliera Dho in grave imbarazzo che prima ipotizza "un emendamento all'emendamento" e poi non lo presenta. Per non parlare delle simpatiche baruffe del presidente del Consiglio Pierluigi Gilli con il capogruppo del Pd Francesco Licata, il nervosismo ormai sembra aver raggiunto livelli di guardia.  Ma i più imbarazzati, ma a nostro avviso i più imbarazzanti, sono i consiglieri della Lista Airoldi e lo stesso sindaco Augusto Airoldi, espressione del mondo cattolico saronnese. Abbiamo assistito al tentativo  del consigliere Mattia Cattaneo e dello stesso sindaco di giustificare l’approvazione della mozione  ma il tentativo si è rivelato, come dice il detto, la classica pezza peggio del buco. Quando infatti il  consigliere di Forza Italia De Marco ha fatto presente che l'emendamento in realtà "non emendava" un bel nulla, un gelido imbarazzo è sceso tra quei consiglieri della maggioranza che speravano di aver salvato capra e cavoli e che invece si sono fatti infinocchiare dall'abile e aggressiva consigliera Francesca Rufini di Tu@Saronno che alla fine si è resa anche protagonista di un inutile quanto offensivo, e direi anche discriminatorio, attacco ai consiglieri leghisti.  E’ toccato a Forza Italia, alla Lega e a Fratelli d’Italia difendere le ragioni e le perplessità espresse dal Vaticano, con grande imbarazzo del sindaco Airoldi, che si è allineato alla sua maggioranza. Forza Italia avrebbe votato volentieri una mozione contro le discriminazioni di segno omofobo purchè si partisse dal presupposto - scritto in modo inequivocabile - che Saronno non è una città intollerante alle diversità sessuali e che il testo Zan non è intoccabile e può essere migliorato al Senato con concorso di tutte le forze politiche. Nel testo originario della mozione e anche nell’unico approvato dei tre emendamenti presentati successivamente, tutto ciò non c'era. 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O meglio si porta a casa l'approvazione della mozione con un testo che scontenta, per un motivo o per l'altro, praticamente tutti. (QUI LA DIRETTA DEL CONSIGLIO COMUNALE SU ILSARONNO) Del resto era l'unica opzione possibile visto che l'obiettivo perseguito in quasi 4 ore di dibattito non era tanto il sostegno del consiglio comunale al discusso Ddl ma l'ottenerlo senza che nessuna parte della maggioranza prevalesse sull'altra. Un vero e proprio braccio di ferro finito per sfinimento dei contendenti. La maggioranza è finita in una palude di distinguo, stoccate, recriminazioni e accuse nata dai problemi di un Pd per nulla coeso che mostra un'altra fragilità della coalizione Airoldi. A mancare è stata soprattutto la serenità per affrontare un tema così complesso. La coalizione, presidente del consiglio comunale compreso, è arrivata al dibattito già coi nervi a fior di pelle frutto verosimilmente  di un'estenuante confronto interno che (proprio come avvenuto per la crisi di whatsapp) ha irrigidito le posizioni tanto da far parlare apertamente di ostruzionismo e falsità. Insomma sul primo tema politico portato in consiglio comunale la maggioranza si sfalda tentando di emendare la mozione presentata da chi nel Pd in questi mesi non solo ha acceso i riflettori sulla necessità di una sensibilizzazione ai temi Lgbt in una città come Saronno ma che con l'insistente richiesta di adesione alla Rete Ready (poi arrivata) permette al sindaco e ai consiglieri di dire “sul fronte della lotta alla discriminazione la nostra Amministrazione è già in prima linea”. Ed è proprio Lucy Sasso, deus ex machina di tutte le iniziative di sensibilizzazione di questi ultimi mesi, a far capire che il confronto non sarà una passeggiata quando presentando la mozione firmata con Marta Gilli (indipendente) e Giuseppe Calderazzo (Pd) parla di “consiglieri che l'hanno sostenuta ed altri che l'hanno ostacolata”. Una posizione respinta addirittura con l'accusa di falsità dalla consigliera Francesca Rufini (Tu@) che contestualmente presenta tre emendamenti sostenuti proprio da Tu@Saronno, lista Airoldi e a sorpresa anche dal Pd. Emendamenti così sconosciuti dai sottoscrittori della mozione che la consigliera Gilli chiede di vederli a schermo mentre vengono presentati. E proprio Marta Gilli li passa al setaccio e riesce a far giudicare inamissibile il secondo mentre sul primo viene addirittura bocciato per mancanza di una maggioranza. Obiettivo Saronno, con Luca Davide e Luca Amadio, cerca di fare il pompiere riportando il confronto sul Ddl Zan e sui temi della discriminazione. E il terzo emendamento che viene approvato sembra placare gli animi. Per quasi un'ora si parla di contenuti persino l'opposizione riesce ad intervenire facendo capolino tra le divergenze e le stoccate interne. Lo fa notare il consigliere comunale Claudio Sala (Lega): “Si è detto più volte che il provvedimento è urgente ma il Pd non è riuscito nemmeno a mettersi d'accordo su un testo comune”. Comunque la maggioranza non si compatta. Neanche con l'intervento del sindaco, Augusto Airoldi, che spiega di essere contro le discriminazioni ma di voler l'emendamento della mozione “perchè il ddl venga approvato in Parlamento con un testo più condiviso”. Anzi sono proprio le parole del primo cittadino, unite ai dubbi di Agostino De Marco (FI) e del presidente Gilli a seminare un'ondata di confusione fornendo una nuova interpretazione dell'emendamento che manda in tilt la maggioranza. Si parla di controemendamento. Rufini è lì lì per presentarlo ma poi ci ripensa. L'ora tarda più che la convinzione dell'importanza dell'approvazione di quel testo fa varare la mozione non prima di qualche scintilla procedurale che vede protagonista il presidente che annuncia anche di non partecipare alla votazione. L'epilogo? Sul Ddl Zan Saronno si accontenta. I firmatari portano a casa la mozione di sostegno se pure con un testo non entusiasmante, le forze dell'emendamento ottengono la modifica del testo, le opposizioni fanno sentire il proprio no ad un Ddl che non piace ne contenuti e timidamente, perchè sarebbe davvero sparare sulla croce rossa, fanno notare le difficoltà della maggioranza. 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Nel team che ha collaborato per la realizzazione di “Essere figli, sempre”, c’è un’altra saronnese, Francesca Rufini, avvocata e consigliera comunale, la quale ricorda: “quando Agia ha pubblicato l’avviso pubblico abbiamo, come Aiadc e trattandosi di un tema centrale per il nostro metodo negoziale, subito partecipato con l’idea di realizzare un breve film che potesse ricordare ai genitori l’importanza di proteggere i propri figli dai loro conflitti e la necessità di rassicurarli rispetto al futuro e all’amore che i genitori hanno per loro, anche durante e dopo la crisi della coppia, e che potesse anche ricordare a chi lavora con i genitori nel difficile momento della separazione (noi avvocat* in primis), che ogni decisione che si prende e ogni intervento che si attua, non possono prescindere dalla comprensione dei desideri e delle paure dei figli, siano essi bambini o ragazzi, coinvolti nella separazione”. La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori è stata realizzata da Agia nel 2018; è costituita da dieci articoli che enunciano altrettanti diritti di bambini e ragazzi alle prese con il percorso separativo dei genitori. I principi alla base della Carta sono ispirati alla Convenzione di New York del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che sottolinea l’importanza della famiglia nella vita di ogni bambino e adolescente. La Carta dei diritti è frutto di un’attività di ascolto e partecipazione, coordinata dall’Autorità Garante, che ha coinvolto la Consulta dei ragazzi dell’Autorità stessa, ed esperti nei settori giuridico, sociale, psicologico e psicopedagogico. Indirizzata prima di tutto ai bambini e ai ragazzi, la Carta si rivolge ad una eterogeneità di destinatari ove spiccano i genitori, accanto a giudici, avvocati, professionisti del settore sanitario e psicosociale e adulti di riferimento. 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l'editoriale di Sara Giudici

SARONNO - Domande, tante domande. Sono quelle che sono rimaste in testa a chi martedì sera ha seguito il consiglio comunale cittadino e in particolare l'insolito epilogo della mozione sull'incarico assegnato alla moglie dell'assessore D'Amato. In sostanza prima dell'inizio del dibattito su input della consigliere comunale Francesca Rufini il presidente Pierluigi Gilli, sentito il parere del segretario , ha secretato la discussione della mozione. Mentre il pubblico veniva invitato ad uscire Obiettivo Saronno ha ritirato la mozione.

QUI LA CRONACA DEL PUNTO - QUI LA DIRETTA DE ILSARONNO

La prima domanda è la più importante "perchè la decisione di secretare il dibattito non è stata presa di conferenza capigruppo o comunque prima della seduta"? Considerando improbabile che la consigliera comunale Rufini abbia scoperto l'articolo 43 del regolamento nel corso della serata viene da chiedersi il perchè la segretezza non sia stata discussa e decisa prima. Forse si voleva un confronto in consiglio comunale? Ripensandoci la consigliera ha parlato anche "dell'opportunità di fare comunque un dibattito pubblico" e quindi probabilmente il dubbio c'era. Eppure dibattito e votazione non ci sono stati.

Questo è il secondo punto. Il presidente Gilli ha parlato di "buchi nel regolamento, di articoli poco chiari e di punti che non chiariscono chi deve decidere" eppure con un paio di ottimi equilibrismi lui decide. In consiglio. Senza dibattito e senza votazione. Contrariamente a quanto fatto in passato quando a fronte dei "problemi del regolamento" ha chiesto all'assemblea di esprimersi. Certo aprire il dibattito sulla decisione avrebbe portato ad un lungo confronto (magari anche a quelle dichiarazioni che avrebbero potuto portare a conseguenze penali e che si volevano evitare per tutelare i consiglieri) ma perchè non fare almeno una votazione per alzata di mano?

A pensar male si fa peccato ma, come diceva qualcuno, si indovina e quindi la prima risposta che viene in mente è che forse non c'era la certezza che si alzassero tutte le tredici mani necessarie a superare l'impasse. E quindi si torna al punto di partenza perchè non secretarla in conferenza capigruppi dove è più difficile ritrovarsi con franchi tiratori? Forse, continuiamo a pensar male, perchè quando si è fatta la capigruppo si voleva che la vicenda arrivasse in consiglio comunale? O magari perchè i tanti maldipancia della maggioranza del sindaco Augusto Airoldi sulla vicenda non sono del tutto sopiti e si temavano rappresaglie a fronte di un vigoroso colpo di spugna sulla vicenda?

Sono domande da tesi complottiste, si dirà. Forse ma che sono sorte spontanee, come si diceva in tv, assistendo alla seduta.

Ma forse la lettura è più semplice.

Forse è stato l'ennesimo caso di sciatteria. Forse l'Amministrazione si è accorta all'ultimo che era opportuno secretare la seduta. Forse non ha avuto la dovuta attenzione per le persone coinvolte (l'assessore e i consiglieri che ieri sera si diceva di voler tutelare) e per il rispetto delle regole. Del resto il segretario non ha avuto dubbi sul fatto che la seduta dovesse essere segreta quindi, viene da pensare che, su questo tema, nessuno l'abbia interpellata. E allora con un po' di approssimazione e improvvisazione, si è corsi ai ripari sperando di salvare capra e cavoli (evitare ulteriori imbarazzi alla maggioranza e all'amministrazione e evitare accuse di mancata trasparenza) presentando la seduta segreta come frutto di un dubbio, di uno scrupolo dell'ultimo minuto.

Nelle prossime ore si susseguiranno comunicati stampa, letture e analisi. Ci saranno prese di posizioni e chiarimenti. Forse arriveranno le risposte. Sicuramente resterà l'ennesima brutta pagina del consiglio comunale saronnese che ne esce, ancora volta, umiliato e sfilito. Cornuto e mazziato, si potrebbe riassumere.

(foto archivio)


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