SARONNO – Riportiamo qui di seguito l’intervento di Francesca Rufini, consigliere comunale di [email protected]

“Dobbiamo deliberare stasera l’approvazione di un ennesimo piano in variante al Pgt, adottato dalla precedente amministrazione nell’ormai nota e densa di delibere di adozione di piani attuativi, seduta consiliare del 9 luglio 2020.

Questa volta, peraltro, la variante non è farina del sacco dell’attuatore, che aveva inizialmente presentato un piano in linea col Pgt, ma della stessa passata Amministrazione che, come dichiarato dall’allora sindaco Fagioli nel comunicato stampa del 10 luglio 2020, aveva essa stessa proposto all’attuatore di rivedere il progetto e di ridistribuire le superfici ampliando il perimetro di intervento con l’inclusione di aree di proprietà comunale, e andando così in variante al Pgt.

Questo, per inciso, dà la cifra di un approccio di tipo politico e non amministrativo della passata amministrazione, che ha di fatto suggerito all’attuatore interventi in deroga ai propri strumenti amministrativi.

 

Fatto sta che il Piano adottato e in approvazione oggi è in variante al Pgt poiché, appunto, amplia i confini della proprietà privata oggetto di intervento che vanno così ad abbracciare aree di proprietà pubbliche per ulteriori 1.700 mq circa, dati in permuta.
Sulle due alte torri residenziali di 10 e 12 piani e sul supermercato poco si può dire posto che i volumi nell’area ci sono e che il Pgt vigente consente la realizzazione di una media struttura di vendita.
Tornando all’area comunale data in permuta, parliamo di un’area pubblica che è per la maggior parte, oggi e da sempre, destinata a verde pubblico, liberamente fruibile dai cittadini; c’è un camminamento che collega via Monte Grappa con via Piave, una grande area cani peraltro molto frequentata, un’area giochi, un’area verde con un paio di panchine e un parcheggio; qui troviamo a dimora numerosi alberi, di circa 40/50 anni, tra cui alcuni cedri e, credo, una magnolia, con un proprio valore economico che si ritiene non indifferente anche se una valutazione economica del patrimonio arboreo non risulta agli atti; di fatto, l’area, che certamente andrebbe meglio manutenuta, è un’area di pregio, quantomeno per il valore ambientale e sociale apprezzabile ed apprezzato da chi vive nel quartiere o da chi anche solo vi transita.

 

Ebbene, come dicevamo, quest’area viene ricompresa nel perimetro dell’intervento proposto nel Piano Attuativo adottato a luglio tramite permuta della stessa con altra area interna al perimetro di intervento che diventa pubblica e che è sì di identiche dimensioni, ma di valore certamente e concretamente differente (nel senso di certamente minore) anche perché, banalmente, priva di verde e di alberi che, se pure sono previsti nel progetto come nuove piantumazioni, saranno alberi “giovani” e dovremo attendere almeno 40 anni per poter godere di un patrimonio arboreo paragonabile all’attuale. Mi è piaciuto il paragone del consigliere Licata che rende bene l’idea di questa permuta e che faccio mio: un litro di Sagrantino non equivale di certo a un litro di vino in cartone.

 

Tante sono le criticità di questo Piano Attuativo; potrei parlare della viabilità e della inutilità della nuova strada di collegamento tra via Piave e via Monte Grappa, strada utile solo per l’accesso al nuovo supermercato e che porterebbe con sé una serie di criticità rilevate anche dal servizio mobilità, dal servizio strade ed anche dalla Provincia, in un’area già molto trafficata e di rilievo sovracomunale (mi riferisco alla via Piave in particolare); potrei parlare del disturbo sonoro e della maggiore emissione di gas rilevati da Arpa, ma voglio provare a fare un esercizio di immaginazione.

 

Immaginiamo una grande area di 18.000 mq, semicentrale ed inserita in un contesto residenziale e di servizi (ricordo che sono qui l’Agenzia delle entrate, il Palaexbo, una scuola materna); immaginiamo che per il recupero di quest’area il Pgt vigente riconosca al privato – come in effetti gli riconosce – la possibilità di costruire realizzando un mix di funzioni (che possono essere residenziale e servizi, uffici, edifici commerciali), contestualmente alla cessione in favore del Comune di almeno il 50% dell’area affinché questo possa connettere l’area ricevuta all’area comunale esistente e localizzata a sud dell’ambito in questione con lo specifico fine di aumentare lo spazio dedicato a verde pubblico. Si verrebbe così a creare, stando agli obiettivi del Pgt vigente, un importante insediamento verde, un bel parco cittadino in un’area in cui di verde non ce n’è un granché.
Il documento di piano allegato al Pgt  prevede quindi la concentrazione a sud del verde, da connettere con quello esistente e a nord dell’edificato: praticamente il contrario di quello che prevede il Piano in approvazione stasera.

 

Immaginiamo ora di essere residenti in uno degli stabili di via Piave che affacciano sull’attuale area verde comunale confinante con l’area ex Parma oppure di trovarci a camminare su via Monte Grappa o su via Piave; certo, siamo pur sempre in un quartiere residenziale saronnese con poco verde, ma tutto sommato, se immaginassimo di affacciarci oggi dalle finestre di uno di quegli stabili, potremmo godere della vista di un’area verde e di grandi alberi che, tra l’altro, ci schermerebbero la visuale anche da eventuali future costruzioni insistenti sull’area di cui oggi discutiamo.

 

Ma immaginiamo per un attimo che il Piano adottato dall’amministrazione Fagioli venga effettivamente realizzato: i 18.000 mq a disposizione dell’attuatore non sono ritenuti sufficienti per realizzare le due torri e il supermercato e quindi il Comune, come detto, “per meglio realizzare l’interesse pubblico” ha proposto di aggiungerne altri 2.000, certo in permuta, ma proprio quei 2.000 mq che ospitano gli alberi e il verde che vedevamo dalla finestra dello stabile di Via Piave e che non vedremo più perché ben 22 degli alberi attualmente a dimora in quell’area comunale verrebbero tagliati ed eliminati! Se immaginiamo di affacciarci dalla stessa finestra di prima, vedremmo, infatti, a pochi metri da noi non più le chiome degli alberi, ma il retro (nemmeno la facciata, ma il retro!) di un supermercato; la grande area cani, seppure mantenuta, la vedremmo dimezzata nella sua superficie; non ci sarebbe più alcun parco giochi, ma carrelli e più parcheggi, a servizio del supermercato.
Non è certo un bell’immaginare.

 

Ma continuando a immaginare questo scenario, si potrebbe pensare di trovare da qualche parte una compensazione / un ristoro a questo totale e inutile sacrificio dell’attuale area comunale; ma anche immaginando, questa compensazione non la si troverebbe: il piano infatti prevede sì la cessione, in favore del Comune, di un’area di pari dimensione da destinare a verde, ma tale area, nella proposta dell’attuatore e nelle intenzioni della precedente amministrazione, ribadite in questi giorni e di cui si accenna anche nella bozza di convenzione, verrebbe recintata e destinata ad ampliamento dell’area ricreativa del Palaexbo, gestito – come sappiamo – dalla Saronno Servizi Spa che è una società commerciale e, quindi, ampliamento dei servizi del Palaexbo la cui fruizione, al di là di mere dichiarazioni di intenti che abbiamo potuto sentire, sarebbe certamente onerosa per i cittadini.

 

Come cittadina saronnese e come capogruppo di [email protected] non posso che essere in disaccordo con un progetto di questo tipo che toglie ai cittadini la libera fruibilità del verde e che sradica 22 alberi a dimora da oltre 40 anni per consentire la realizzazione di un piano che potrebbe benissimo essere realizzato – per stessa ammissione dell’attuatore che così l’aveva originariamente presentato – non in variante al Pgt e quindi senza la necessità di utilizzare aree comunali; e magari con una maggiore attenzione al verde, alla vivibilità e al benessere dei cittadini.”

(in foto: Francesca Rufini nel primo consiglio comunale dello scorso ottobre)

25022021

14 Commenti

  1. In attesa che qualcuno realizzi il fantastico parco di 18000 mq, lasciamo tutto così, immobile, Saronno è abituata

    • E perché, il progetto all’inizio senza variante è realizzabile. Gli interessi del privato sono comunque realizzabili, si evita di realizzare qualcosa che andava oltre e invece andava contro agli interessi di buona parte dei cittadini.

    • Infatti….. Questo no, quello no… Intanto zone depresse ed abbandonate per anni che ospitano di tutto e di più……

    • Ci vanno a dormire i clandestini, come alla Cantoni. Siamo al ridicolo. Airoldi&Co dimettetevi

  2. Vogliamo il verde in questa città ormai zeppa solo di supermercati e cemento…. Ricordiamo che Saronno è tra le città con una quantità dell’aria pessima abbiamo bisogno delle zone verde più di ogni altra cosa!!

  3. L’interesse dei cittadini e della città sia in termini economici che ecologici e di sostenibilità ambientale lo si fà chiedendo, in questo caso, all’operatore un aumento degli standard di sostenibilità ambientale , non certo mettendo paletti (talvolta meramente ideologici) che vincolano fortemente i diritti dello stesso operatore di poter realizzare l’intervento. Dire no adducendo delle motivazioni che francamente non trovano un reale e giustificabile riscontro magari in nome di una estremistica visione degli equilibri tra edificato e verde non è più accettabile. Cmq a colpo d’occhio, anche di un non tecnico, è evidente che la superficie coperta dagli edifici exParma esistenti pre piano e di gran lunga superiore a quella che verrebbe occupata dai nuovi fabbricati e dalle superfici non drenanti ad evidente favore delle area a verde. Detto ciò l’auspicio è che l’operatore voglia ancora portare aventi l’intervento senza che si instauri una vertenza legale (con oneri per la città) che protrarrà nel tempo il recupero dell’area come già accaduto altre volte in città.

  4. Sì va bene tutto ma quale sia l’alternativa a quanto chiesto dalla proprietà non se ne sa nulla questa amministrazione su quel comparto cosa pensa di farci e cosa chiederà alla proprietà nell’interesse pubblico? ?

  5. Saronno ha la più alta densità abitativa della provincia ed è quarta in Europa per morti causa inquinamento.

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