SARONNO - Un grande successo come la festa organizzata al parco di via Carlo Porta oggi pomeriggio, sabato 24 giugno, per i trent'anni del Villaggio Sos.
La festa è stata l'epilogo di un percorso che i ragazzi della struttura di via Piave hanno fatto con educatori ed artisti per una settimana. Un momento di crescita con parole, valori, colori, ferme e tanta energia. Tutto questo si è visto oggi pomeriggio nel parco con l'esposizione delle carte realizzati dal Villaggio ma anche la realizzazione del maxi mosaico.
Partendo dall'azzurro del Villaggio Sos sono state scelte 4 tinte di azzurro e pennelli e colori a grandi e piccoli ognuno a contribuito al mosaico che ha colorato la parete su cui troneggia la frase di Antoine de Saint-Exupéry "Tutti i grandi sono stati bambini una volta". Una frase scelta dal Villaggio per ricordare, in un luogo come un parco, quanto sia importante "tenere vivi il bimbo dentro sè".
Quindi la merenda realizzata in collaborazione con realtà del territorio. Con musica, risate, colori e tanto divertimento il pomeriggio è stato un successo di partecipazione che ha visto un momento ufficiale anche con le autorità cittadine che non hanno voluto mancare all'importante compleanno.







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Scritte e murales sono stati ora completamente cancellati per l'intervento degli operai comunali nel ruolo di imbianchini. E' stato dunque tutto cancellato. Il giorno del corteo in centro gli anarchici avevano anche distribuiti ed affisso volantini.
(foto sopra in piccolo, le scritte che era apparsa sui muri dell'ex collocamento in piazza Indipendenza; foto grande piazza Indipendenza come è ora)
08012021
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[post_content] => SARONNO - Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale Mauro Rotondi su street art e murales
"Può esserci etica senza estetica? Quale ruolo hanno le opere artistiche nella riqualificazione di periferie e città dormitorio? Oggi le amministrazioni attente e lungimiranti si giovano sempre più delle opere di street art per rivitalizzare le città portando bellezza soprattutto in luoghi di emarginazione. Lo spunto per una riflessione ce lo fornisce la storia del writer romano Geco, sorpreso e denunciato pochi giorni fa dopo un’operazione, udite udite, di intelligence internazionale.
Geco, per chi non lo conoscesse, ha dipinto muri di grandi città, principalmente zone periferiche e disagiate, abbellite e riqualificate attraverso le sue opere artistiche; ha posto la sua firma in posti apparentemente irraggiungibili e inaccessibili con alcune varianti (tra cui quello più famoso, realizzato a Roma in via Magna Grecia, ‘Geco ti mette le ali‘) e al pari di altri grandi writers ha contribuito a far emergere la cosiddetta street art, in cui rappresentazione del disagio, provocazione e reinterpretazione della realtà trovano sempre più espressione in un’estetica raffinata e ricercata in cui l’arte si pone al servizio della riqualificazione restituendo dignità ai luoghi.
Anche se gli imbrattatori esistono ancora sembra trascorsa un’eternità da quando i writers erano considerati artisti frustrati e distruttivi, guardati di traverso dalla comunità. Oggi, in grandi e piccole città di tutto il mondo sono sempre di più le opere realizzate e la street art non è più vista come arte povera.
In tutto ciò la sindaca di Roma Virginia Raggi ha commentato in maniera pomposa la denuncia di Geco, pubblicando un dettagliato post con tanto di foto di bombolette sequestrate e dichiarazione trionfante della cattura del writer. L’atteggiamento è sembrato di pessimo di pessimo gusto. Sia chiaro: imbrattare i muri è reato e per questo la legge farà il suo corso. Geco è un ragazzo di 30 anni e conosce bene le regole del gioco, ora che è stato smascherato e il gioco è finito dovrà cambiare per forza la sua poetica. Ma trattare Geco come se fosse Matteo Massina Denaro come ha fatto la sindaca di Roma è parso un atteggiamento irriguardoso e contradditorio, soprattutto perché la sindaca di Roma risulta essere un’ammiratrice di Bansky, il grande writer, di cui segue il profilo Instagram e di cui ha promosso una mostra a Roma con tanto di patrocinio del Comune nonostante anche Banksy ‘sporchi' i muri.
Tra Bansky e Geco, non c’è infatti differenza. Entrambi fanno la stessa cosa, entrambi per le loro opere non chiedono il permesso. Banksy, artista planetario, realizza opere spettacolari di denuncia sociale sui muri in diverse parti del mondo, Geco ripete soprattutto la sua firma in posti apparentemente irraggiungibili e inaccessibili con alcune varianti (tra cui quello più famoso, realizzato a Roma in via Magna Grecia, ‘Geco ti mette le ali‘). Banksy agisce con incursioni, la sua identità non è nota e le sue opere non vengono annunciate. Anche Banksy, finora imprendibile, è stato denunciato dalle polizie di tutto il mondo e di sicuro il governo israeliano non è stato contento dei disegni realizzati dall'artista sulla Striscia di Gaza.
Quindi perché Bansky si e Geco no? Per fortuna la mobilitazione non si è fatta attendere e un mail bombing di protesta e indignazione ha inondato la casella di posta della Sindaca con frasi non certo lusinghiere. Coinvolgere gli street artists è oggi un modo moderno e innovativo per avviare processi di inclusione in luoghi dimenticati. La bellezza estetica di un luogo ne determina poi la rinascita sotto tutti i punti di vista. Di recente un murales gigante raffigurante Gigi Proietti è apparso nel quartiere di Roma Tufello, quartiere d’origine dell’attore, un tempo luogo di emarginazione e disagio di cui vergognarsi. Oggi gli abitanti sono orgogliosi di abitare nel quartiere di Gigi Proietti, fieri dello splendido murales.
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[post_content] => SARONNO - Originario di Saronno, titolare di una nota azienda agricola, il 58enne Bruno Piuri è stato ucciso ieri a colpi di pistola davanti a casa a Misinto. E' stato arrestato il vicino 82anne, fra loro da qualche tempo vi sarebbero stati dei dissapori per banali motivi, l'uso di una strada limitrofa alle loro case.
https://ilsaronno.it/2020/06/20/sparatoria-a-misinto-morto-il-58enne-bruno-piuri-sequestrata-larma-del-82enne-fermato-dai-carabinieri/
In zona, +0 casi nelle Groane, +0 casi a Saronno e Saronnese, e nella bassa comasca; altrettanto a Tradate e Tradatese. “Dei 165 positivi di ierii (87 debolmente positivi), 102 riguardano tamponi eseguiti a seguito di positività ai test sierologici, 4 sono riferiti a operatori socio sanitari e 8 a ospiti delle residenze per anziani, le Rsa. Prosegue il trend positivo sul fronte ospedaliero”: riepiloga l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Nelle province, fra Varesotto, Comasco e Brianza complessivamente ieri +21 nuovi casi.
https://ilsaronno.it/2020/06/20/coronavirus-gallera-spiega-la-genesi-dei-nuovi-casi-positivi-di-oggi/
Nel bosco della droga lungo la ferrovia Saronno-Seregno è stata intanto trovata un'altra pistola.
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Il caso di George Floyd, l'uomo ucciso da un poliziotto e la cui vicenda sta infiammando l'America, è approdato anche a Saronno, con un enorme murales apparso nella notte in piazza dei mercanti.
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[post_title] => Le notizie di sabato: il delitto di Misinto. Covid, i casi vanno a... +0. Maxi graffito in piazza Mercanti
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[post_content] => UBOLDO - Si è tenuta lo scorso 25 maggio la celebrazione della giornata della Legalità ad Uboldo: una manifestazione che ha visto scuole, associazioni, il sindaco Luigi Clerici e i don della parrocchia riunite di fronte al murales di Falcone e Borsellino.
"Quando abbiamo pensato a questo murales, noi di Uboldo Al Centro, immaginavano una giornata proprio come questa - così i rappresentanti di Uboldo al Centro - Istituzioni e ragazzi delle medie raccolti davanti a questa opera per parlare di legalità, coraggio e sacrificio. La criminalità non si manifesta solo con le grandi stragi ma prolifera spesso in piccoli gesti, anche all'apparenza insignificanti come calunnie e ricatti, davanti ai quali non bisogna piegarsi. Mai."