SARONNO / TRADATE - La direzione generale Welfare di Regione Lombardia comunica l'attivazione di nuovi posti letto di terapia intensiva destinati ai pazienti covid. Nello specifico, si tratta di ulteriori 78 unità in aggiunta alle attuali 185, per un totale di 263 posti letto. Il provvedimento si è reso necessario a causa dell'aumento delle richieste negli ultimi giorni.
Nello specifico all'Asst Valle Olona, che comprendere l'ospedale di Saronno, la Regione ha chiesto di mettere a disposizione 4 letti aggiuntivi mentre nella Asst Sette laghi, che comprende l'ospedale di Tradate, i posti letto attivati sino ad oggi erano già stati 10, se ne aggiungono 15. Nella Asst Brianza +4 posti.
In caso di necessità e previe intese con il Coordinamento tegionale delle terapie intensive, i pazienti positivi al test covid che necessitano di assistenza intensiva possono essere ricoverati in altre strutture. Qualora si arrivasse alla saturazione di questi ulteriori posti letto, la direzione generale Welfare ha previsto la possibilità di attivare 3 moduli, ciascuno da 15 posti letto di terapie intensive, nella struttura temporanea allestita alla Fiera Milano City.
(foto: l'ospedale temporaneo Fiera Milano City è pronto per essere riattivato)
29122021
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Informazioni generali: chiamare il numero 1500, numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute o telefonare al proprio medico di medicina generale o al medico pediatra. 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Innanzitutto l'immediata riapertura della terapia intensiva, condizione indispensabile perché il presidio di Saronno si possa ancora definire ospedaliero". E' la conclusione di Leonardo Calzeroni che come segretario del Pd di Turate e candidato sindaco su questo tema è sempre stato in prima linea e che ora tira le somme dopo la lettera dei 19 sindaci organizzata dal primo cittadino Augusto Airoldi con il sostegno di Paolo Pavan (Rovello) per chiedere ragguagli sul futuro del presidio di piazzale Borrella. Calzeroni parte da un excursus: "Nell’estate 2018, come segretario del Partito Democratico di Turate, di fronte agli inequivocabili primi segnali di decadimento e di crisi dell’Ospedale di Saronno, intervenni pubblicamente sulla stampa locale criticando l’allora Sindaco di Saronno, Alessandro Fagioli, d’immobilismo istituzionale per non aver rinnovato la costituzione della Commissione Consiliare sull’Ospedale. Lanciai anche un primo appello ai Sindaci del saronnese affinché facessero sentire la loro voce ed il loro peso per ottenere dalla Direzione, dall’AsstValle Olona e da Regione Lombardia rassicurazioni e investimenti sul futuro del nosocomio. La mia non era polemica politica, ma rappresentazione del sentimento di diffusa preoccupazione sulla situazione d’incertezza che si cominciava a percepire sullo stato di salute del nostro ospedale di riferimento. Da allora sono trascorsi ben due anni e mezzo (!) e la crisi conclamata in cui versa l’ospedale è sotto gli occhi di tutti, a conferma che le mie preoccupazioni avevano un fondamento". La situazione attuale però sul fronte della mobilitazione è cambiata: "Ciò che è cambiato, invece, è che oggi abbiamo un Sindaco, Augusto Airoldi, che ha messo il rilancio dell’Ospedale al primo posto dell’agenda politica locale, ha ricostituito la rete istituzionale dei Sindaci per la difesa del presidio ed ora si accinge ad istituire nuovamente una Commissione Consiliare dedicata all’Ospedale ed ai servizi sociosanitari territoriale. Soprattutto, oggi abbiamo un Comitato civico per l’Ospedale, attivo, qualificato ed autorevole, che ben rappresenta le istanze del territorio e contribuisce a promuovere nelle comunità locali la consapevolezza che la mobilitazione in difesa dell’Ospedale di Saronno è un dovere civico che riguarda tutti e deve coinvolgere tutti: amministratori pubblici, lavoratori dell’Ospedale, medici di base, associazioni che operano nell’ambito socio-sanitario ed i cittadini. Di fronte a questa mobilitazione trasversale di un intero territorio, appaiono pertanto insufficienti le ennesime rassicurazioni dell'assessore regionale, in questo caso la neonominata Letizia Moratti, in risposta alla lettera firmata dai 19 Sindaci dei Comuni del bacino d’utenza dell’Ospedale, varesini, comaschi, brianzoli e milanesi che, coralmente uniti, a prescindere dalle appartenenze politiche, nei giorni scorsi hanno chiesto garanzie sul futuro. Dopo due anni e mezzo, le promesse non bastano ed occorrono risposte concrete e segnali chiari. Innanzitutto l'immediata riapertura della terapia intensiva, condizione indispensabile perché il presidio di Saronno si possa ancora definire "ospedaliero". 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Ieri mattina ho ricevuto una delegazione composta da personale del reparto di rianimazione dell'ospedale di Saronno. Ringrazio per l’incontro che si è svolto nel rigoroso rispetto della normativa anti-Covid. I presenti, con la passione propria di chi mette tutto se stesso in una attività professionale indispensabile per la salute di tutti noi, mi hanno rappresentato la cronica carenza di personale medico in servizio al reparto di rianimazione del nostro ospedale che, se non rapidamente colmata dalla direzione aziendale, rischia di portare, se non alla chiusura, ad un drastico ridimensionamento dello stesso. E, come è facile intuire, senza adeguato numero di anestesisti non esiste chirurgia, blocco operatorio, pronto soccorso 24x7. In altre parole non esiste più un ospedale di primo livello, ma un poliambulatorio. 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