SARONNO – ”Il governo continua a brancolare nel buio sul problema immigrazione”. Inizia così la presa di posizione di Lara Comi, saronnese europarlamentare che ieri si è espressa sul tema  della riapertura dei Cie.

I centri di identificazione ed espulsione dei migranti, sono negli ultimi giorni ritornati il fulcro del dibattito nazionale, in seguito alla proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti che ha intenzione di presentare un nuovo piano per ridare vita a questi centri, ormai quasi tutti chiusi. L’esponente del Governo ha assicurato che saranno apportate delle modifiche come quella di creare un Cie in ogni regione con un numero di posti che varia da 80 a 100. Sarà inoltre presente una sorta di garante per i migranti, che tuteli le condizioni di vita, spesso disastrose e ai limiti della decenza umana, dei centri.

Duro il giudizio dell’europarlamentare saronnese: “Ora dicono che in ogni Regione ci deve essere un centro di identificazione ed espulsione nonostante si siano dimostrati una soluzione fallimentare. Se non c’è l’accordo tra lo Stato d’origine e lo Stato ospitante l’immigrato non può essere rimpatriato, infatti circa la metà di chi sta in quelle strutture vi resta per tempi lunghissimi”.

06012016

29 COMMENTI

    • Come mai il sindaco di Saronno si oppone a 30 profughi sotto tutela della prefettura mentre tollera le centinaia di clandestini che scorrazzano alla luce del sole ogni giorno?????

    • anonimo spiegarmi come fai a rimpatriare i clandestini provenienti da regioni ,con cui non abbiamo relazioni?
      Per fare accordi con queste nazioni,ci vogliono non giorni ma anni

      Come mai in Saronno da moltissimo tempo ci sono centinaia di CLANDESTINI che spacciano, bivaccano, si accoltellano indisturbati senza che L amministrazione alzi un dito mentre s inalbera per una trentina di profughi che avrebbero dovuto essere ospitati , quindi controllati, da associazioni e prefetto???

      Squisita propaganda politica che non ha risolto e non risolve il problema

  1. prima di parlare si metta d’accordo con i suoi vertici, loro non sono poi così negativi. parla meno e lavora

    • Riaprire i Cie significherebbe moltiplicare le situazioni di non tutela: sono gabbie a cielo aperto, assolutamente ingestibili come dimostrano le rivolte e le devastazioni che ne hanno determinato la chiusura

    • Dopo le sbornie del 31 la Comi e i suoi fedeli sostenitori sparano gli ultimi botti di stronzatate

      • Fede ha i postumi di Natale, Capodanno e della Befana i quali non gli (le) permettono di sapere e capire ..

        Aprire un Cie per Regione, come propone il ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani

      • Chiudere i Cie è anche una difesa delle nostre condizioni di vita. Se è vero che i Cie servono a regolare il mercato della forza lavoro, facendone scendere sempre di più il prezzo che i padroni pagano, questo abbassamento si ripercuote su l’insieme dei salari e stipendi, anche sui nostri, abbassandoli ulteriormente e rendendoli sempre più precari. È una legge ferrea del capitalismo: o si lotta o si soccombe!

  2. Migliaia mancate espulsioni: il caso-Amri.

    Anche quando la procedura italiana funziona, l’espulsione può incepparsi per la mancanza di collaborazione dei Paesi di origine.

    È il caso del ‘lupo solitario’ Anis Amri, il tunisino autore dell’attentato al mercatino di Natale di Berlino: era stato oggetto di un regolare e tempestivo provvedimento di espulsione, ma dopo 30 giorni di soggiorno in un Cie era stato liberato perché era mancata la collaborazione della Tunisia.

    Le vicende come queste sono migliaia.

  3. Perché Fagioli non ci dice a che punto si è arenato il progetto della cooperativa “Intrecci”che avrebbe dovuto accogliere i famosi 32 richiedenti asilo?
    Esistono strutture di proprietà del Comune adatte a questo scopo, vista la mancanza di proposte concrete da parte della Caritas locale?

    • Il sindaco è impegnato a dire No tanto impegnato da NON vedere i clandestini più che numerosi che gironzolano per la città

  4. Caro sindaco ma un giro a piedi per saronno quando lo fai??
    Tu e la tua giunta perché nn bazzicate in stazione e limotrofi?? Poi andate al prealpi e poi al matteotti e poi zona Filippo reina??
    Siamo invasi di gente indesiderata..e l’unico vostro problema è aumentare gli stipedi a coloro che dovrebbero far rifiorire la città?
    Visti i risultati stanno rubando i soldi come i politici a Roma.
    Ma ci vogliamo svegliare si o no?
    Vogliamo essere padroni a casa nostra?
    Sindaco è ora di agire x il bene di Saronno.

  5. On Lara Comi è indiscutibilmente un Politico oltre che competente, preparato, molto attivo e coerente

  6. Invece di criticare solo perché uno è di destra o di sinistra, le persone dovrebbero impegnarsi per fare progetti seri e attuabili. Questo paese finché sta dietro a gente che pensa ai propri interessi, parlo dei politici che spesso svolgono più lavori ( vedi imprenditori e avvocati, ecc…), non andrà da nessuna parte!!!

    • Comi come è risaputo è in aspettativa . Quindi fa solo e a tempo pieno il suo lavoro da europarlamentare

  7. SOMALIA Dopo il crollo del regime di Siad Barre, nel 1991, è piombata nel caos, trasformandosi in un Paese senza Stato Chi scappa ora ha certamente diritto all’asilo.

    LIBIA del post Gheddafi è un altro paese in guerra, con due governi in carica e zone al di fuori di ogni controllo statuale, cui si aggiunge la porzione di territorio sotto il controllo di ISIS. Punto di raccolta delle rotte migratorie che convergono sia dall’Africa subsahariana che dal Medio Oriente, da qui partono i barconi che affollano da tempo il mar Mediterraneo.

    ERITREAaltra ex colonia italiana, da cui fuggono tutti quelli che possono, in particolare i giovani. Sono spesso loro ad affollare i barconi, insieme ai somali. Scappano da un dittatore, Isaias Afewerki

    GAMBIA paese dominato da Yahya Jammeh, un padre-padrone che non ammette dissenso. Al potere con un golpe soffoca ogni libertà personale e reprime il dissenso con veri e propri squadroni della morte; attualmente è il 3° paese di provenienza dei richiedenti asilo.

    BURUNDI il presidente uscente ha violato la costituzione facendosi votare per un terzo mandato, nonostante mesi di proteste, e ora il paese è in bilico fra la dittatura e la guerra civile.

    I presidenti del Rwanda, Congo Popolare e Congo Democratico sono pronti a emulare il burundese Nkurunziza e modificare la costituzione per farsi votare ancora, innescando una dinamica molto pericolosa per tutta la regione, che può potenzialmente innescare scontri e ingenerare – tra l’altro – nuove ondate di profughi. 

    GUINEA e GUINEA BISSAU regimi non democratici, in genere frutto di golpe, che non rispettano i diritti umani Da qui in tanti approdano sulle nostre coste.

    COSTA D’ AVORIO , paese ora pacificato, ma il cui ex capo di stato è sotto processo alla Corte Penale Internazionale dell’Aja. Chi era dalla sua parte ora lascia il paese, per sfuggire a possibili ostracizzazioni e vendette.

    NIGERIA,CIAD CMERUN NIGER infestati da Boko Haram è da altri gruppi (quasi tutti di matrice islamica) che infestano intere regioni, in particolare nella zona del Sahel. Gruppi feroci, che radono al suolo vite, tradizioni, cultura.
    
Tra i richiedenti asilo compaiono anche altre provenienze: ci sono molti senegalesi e ghanesi, ci sono egiziani, marocchini e tunisini. Anche da paesi non in guerra e non oppressi da regimi possono arrivare persone che ottengono asilo o protezione umanitaria. Ad esempio, le minoranze religiose perseguitate o emarginate, o gli omosessuali che in alcuni paesi sono anche puniti col carcere.

    Poi ci sono i minori non accompagnati, in gran parte nordafricani: un vero e proprio investimento fatto dalla famiglia, che vende i propri beni per mandare il figlio ragazzino a cercar fortuna.
    
Situazioni complesse e variegate molto più di quanto sembri, che spiegano tra l’altro (almeno in parte) perché sia così lungo e laborioso il processo di esame delle varie richieste d’asilo. Così come è chiaro che per molte di queste crisi che generano flussi migratori la soluzione non sarebbe tanto umanitaria, qua

    • Rico con tale situazione nei Paesi da te indicati come si può sperare che la gente non parte e come si può sperare che risccolgano i loro cittadini

      Pertanto se si mettono in Cie numerosi, ammassati centri di forte disagio e nicchie di terrorismo nn verranno mai espulsi

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