SARONNO – Sulla facciata c’è ancora l’insegna, ma la porta a vetri è chiusa ermeticamente da qualche settimana, i frigoriferi e banconi sono vuoti, sedie e tavoli sono ben ordinati ma deserti.

Ha chiuso Le Grand Cafè il bar di piazza Volontari del Sangue uno dei punti di riferimento per l’intera città. Il legame tra la comunità saronnese questo locale è raccontato anche da come venga utilizzato come punto di riferimento per indicazioni stradali o come ritrovo in centro.

Un paio di settimane fa, una domenica mattina, sulla porta a vetri è comparso un cartello. Una grafia femminile con un pannarello rosso ha scritto un semplice messaggio di commiato alla città. “La nostra avventura continua altrove… un affettuoso “Grazie” seguito dalle firme del personale.

Una notizia che ha presto fatto il giro della città suscitando un po’ di amarcord tra tanti saronnesi per i momenti trascorsi nel locale che oltre a colazioni ed happy hour proponeva anche eventi. L’anno scorso da esempio aveva partecipato al progetto della Silent disco di piazza Volontari del sangue. Non solo: il logo “Le Grand Cafè” ha accompagnato, come main sponsor sulle maglie biancocelesti, anche le ultime due stagioni dell’Fbc Saronno.

14072017

26 COMMENTI

  1. Ennesimo locale saronnese che chiude…. cosa sta succedendo? I giovani purtoppo stanno abbandonando Saronno che ormai non ha più nulla da offrire….rimarranno solo il telos e i luoghi abbandonati.

    • rimarranno anche tanti extracomunitari a cui qualcuno insiste tanto per dare loro la cittadinanza italiana

  2. Grazie alle politiche oratoriane dell”assessore Banfi e agli eventi poco attrattivi del DUC.
    Fagioli ha ben poco da fare se non rinnovare gli incarichi e designare persone piú competenti.

    • Certo i negozi chiudono x causa di Bandi&Co??..complimenti ottima riflessione.
      Ma x favore…purtroppo affitti e costo del personale sono la ghigliottine x le attività…così come la liberazione delle licenze….

  3. se si frequentassero i bar e le gelaterie gestiti da italiani e se si passeggiasse in città e non nei centri commerciali al chiuso, magari le cose potrebbero cambiare…

  4. Penso sia abbastanza normale che il commercio generico sia in crisi, i commercianti di Saronno non hanno capito che online si compra meglio e continuano a comportarsi come 20 anni fa.
    Che chiudano i bar mi stupisce, non sarà un problema di affitto troppo esoso?

    • ….forse è che ora commercianti lavorano 7 mesi per pagare le tasse….poi c’è tutto il resto…e sicuramente meglio fare il dipendente!

  5. Credo che la sinistra colpevole assoluta del disastro economico della città di Saronno, dovrebbe farsi un esame molto forte sulle scelte fatte. Altro problema sono i proprietari dei negozi con richieste assurde come canoni d’affitto. Saronno una volta centro di incontri, di lavoro, esempio di vero punto commerciale, oggi è un paese distrutto da una mentalità paesana e ferma in ideologie ormai sotterrate. La paura è quella di cadere nel baratro per inerzia, il Sindaco e la Giunta hanno trovato macerie su macerie, quando la sinistra era al governo non ha fatto nulla di quanto chiede ora come opposizione, una presa per i fondelli che rimarca la situazione politica generale che viviamo in Italia. Per risvegliare Saronno bisognerebbe dare la possibilità a quelle persone che un tempo erano il cuore che pulsava di idee ed iniziative, richiamare queste persone lasciate per incapacità gestionale, potrebbe essere una prima mossa giusta per non distruggere totalmente il poco rimasto. Inutile dire che la sinistra è idea, la destra è pratica. Poi la sinistra saronnese è troppo ricca per lavorare di braccia !! senza offesa per nessuno ma la realtà è sotto i nostri occhi !!

    • che la giunta di centro sinistra avesse poche idee è un fatto. Per questo i saronnesi hanno voluto cambiare. Risultato? Ancora meno idee, cultura azzerata (tranne birra e salamelle), teatro con programmazione oratoriale e prezzi più alti di Milano, chiusura del Cinema sotto le stelle per risparmiare 5.000 euro per poi sperperarne 20.000 per far partire da Saronno la Tre Valli Varesine, che non interessa a nessuno.
      BASTA CON QUESTA TIRITERA DI DESTRA E SINISTRA
      stiamo parlano della volontà e intelligenza delle persone, e, dopo due anni, il risultato più culturale è la battaglia dei cuscini?
      L’errore più grosso di questa amministrazione è pensare che i saronnesi siano tutti cretini, e trattarli come tali.

    • i dieci anni dell’amministrazione Gilli li ha dimenticati ?
      Dal 1999 al 2009 si è perseguito una politica fatta di iniziative paesane, bancarelle e bancarelle, dalla giornata del cioccolato a quella dei siciliani, dalle automobili d’epoca in piazza alle concessionarie in corso Italia, cardo e decumano ? ricorda ?
      Ogni anno da allora si spendono 50.000/100.000 euro per la pavimentazione che subisce il passaggio di troppi mezzi pesanti e troppe auto. La Giunta Fagioli invece si che sta lavorando bene: cuscini in piazza, siciliani, cioccolato, auto d’epoca, concessionari, bancarelle … insomma nulla è cambiato, salvo riaprire la ZTL, da allora è passato un anno e nessun valore aggiunto ha portato la riapertura della zona, così come la politica urbanistica della Lega arricchirà il centro con altri palazzi che renderanno il centro cittadino meno storico e più moderno e certamente meno bello da vivere …. quindi non diamo colpe inutili, da Fagioli a Gilli in vent’anni la politica sul centro è sempre la stessa e la responsabilità maggiore del centro svuotato l’hanno i commercianti.

  6. ma come ???
    ora che entrano le auto nella ZTL per rivitalizzare il centro, ora che abbiano i cartelli che segnalano i posti liberi nei parcheggi, ora che abbiamo iniziative all’avanguardia sul tema dell’intrattenimento intelligente (vedi la battaglia dei cuscini), ora che abbiamo messo l’aiuola semimobile e il pavimento anche nel sedime delle piante all’inizio di corso Italia, questi se ne vanno !
    Ma dove abbiamo sbagliato ?

  7. Sicuramente qualche cinese riaprirà con i vantaggi che il ns. stato prevede per i non italiani. Che tristezza!!!

  8. Banfi, a quando la distribuzione di pistole ad acqua per una vera battaglia in centro?
    Il commercio muore per tantissimi motivi, crisi, canoni alti, mancanza di sostegno da parte dell’amministrazione (eventi seri, non iniziative da campus oratoriale). Nessuno vuole più, o può permettersi, di investire tempo e danaro in luoghi dove le iniziative rendono solo agli esterni e penalizzano il commercio locale. Vedi continui mercatini con specialità regionali o mercatini di natale del trentino ecc. La gente spende e il ricavato se ne va lontano da Saronno.

  9. Ho trent’anni. L’immagine che mi dava il Grand Cafè era di un bar vecchio, con lo stesso stile che aveva quando avevo sei anni…e già allora mi sembrava un posto vecchio e polveroso, e le poche volte che sono entrato mi sembrava di tornare indietro di quarant’anni, l’impressione era quella di entrare nella sala per le colazioni di un vecchio albergo che ha bisogno di una seria ristruttazione. Negli ultimi anni hanno aperto tanti nuovi bar e locali, a Saronno, più moderni e in linea con la domanda. Chi non lo fa rimane indietro, e alla lunga chiude. Si rinnova pure la Ines che è un’istituzione, perché loro non l’hanno fatto? Con buona pace dei cinesi, di Banfi, la ztl e lo ius soli.

    • In effetti era un posto un po’ retro’ ma magari i proprietari hanno deciso molto meglio per la loro vita.
      I posti che lavorano ci sono e anche molto carini, basta vedere il locale accanto da Gino. Ottimi prodotti personale simpatico.

  10. Fino a quando si continua a ragionare “contro” o “pro” invece che insieme questa città, che e’ di tutti , avra’ come possibile futuro di identificarsi solo come “dormitorio di Milano”.
    Forse cambiare stile comincia da qui!

  11. a saronno ci siamo troppi bar. Nn è che poi tutti possano lavorare. Qualcuno deve chiudere. Pace.

  12. Bar che lavorano spero che ce ne siano, ma carini non proprio no. Se vuoi bere o trascorrere del tempo in un Caffè bello, elegante devi andare fuori Saronno, o io consiglio di andare ai bar dell’Hotel della Rotonda e al Gran hotel di via Varese.

  13. se si frequentassero i bar e le gelaterie gestiti da italiani e se si passeggiasse in città e non nei centri commerciali al chiuso, magari le cose potrebbero cambiare…
    io lo faccio regolarmente, se poi sono gestiti da stranieri… ma almeno dietro il banco c’è uno di noi che lavora e paga regolarmente le tasse senza sconti vergognosi!!”

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