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Padre Monti: la straordinaria vita di Emanuele Stablum in una mostra

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SARONNO – “Le alte vie di Emanuele Stablum. Fratello medico, servo di Dio, giusto tra le Nazioni”: questo il titolo della mostra promossa all’Istituto Padre Monti di via San Giacomo 5 a Saronno, nella sala “In-chiostro”, da sabato 22 settembre a domenica 30 settembre. Apertura nei feriali dalle 15 alle 19; sabato e festivi dalle 9 a mezzogiorno e dalle 15 alle 19; sabato 22 dalle 9 si terrà un incontro inaugurale. Ingresso libero.

Quando Emanuele Stablum arriva a Saronno, nel 1910, ha in cuore il progetto di farsi frate tra i Figli dell’Immacolata Concezione fondati da Padre Monti. Sarà per lui un anno di discernimento nella casa ove il Fondatore era morto solo dieci anni prima. Aveva trovato una cittadella in fermento: la casa di salute interna, l’ospitalità di ragazzi orfani di
padre e di madre, i diversi laboratori dei mestieri artigianali, la collaborazione con l’ospedale cittadino.

Emanuele era nato a Terzolas (Trento) nel 1895 e per venire in Italia aveva passato il confine. Lo attendeva un’avventura spirituale che valeva la pena di affrontare con gioia e coraggio, vincendo anche le prime resistenze della mamma, rimasta vedova da pochi mesi. Emanuele, inoltre, desidera diventare prete. Partito da casa con questo obiettivo, a Roma inizia gli studi puntando alla meta desiderata. Ma non sarà raggiunta, perché viene invitato ad abbandonarli per iscriversi a medicina. Sperimenta una delusione e ci vorrà del tempo per superare questo smarrimento, rivelando la forza interiore di un vero uomo di Dio. Seguendo i consigli evangelici di castità, povertà ed obbedienza e vivendo in comunità, sarà per tutta la vita un cristiano laico consacrato, condividendo con i confratelli l’impegno a “farsi prossimo” e a raccogliere in Dio il senso dell’esistenza. Divenuto medico, per vent’anni dirige con competenza l’Idi di Roma. Partecipa alla vita culturale, sociale ed ecclesiale dell’Italia che esce dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale. In quegli anni salva la vita ad un centinaio di rifugiati ed ebrei perseguitati, che nasconde nell’ospedale vestendoli da frati o ricoverandoli come malati. Per tale motivo è stato riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” da parte di Israele. Muore il 16 marzo 1950. La causa di beatificazione è in corso.

(foto elaborata da Claudio Gattei)

20092018