SARONNO – Dopo aver bacchettato Lara Comi per gli attacchi all’Amministrazione comunale sulla gestione dello sgombero di Casa Veleni, l’ex sindaco Pierluigi Gilli stigmatizza l’assenza delle autorità saronnesi alla pre-inaugurazione della tratta Saronno-Seregno che si è tenuta giovedì 29 novembre nello scalo di via Don Sturzo. L’ex primo cittadino, che confessa che avrebbe partecipato volentieri all’anteprima di un’opera che collegherà Saronno alla Brianza realizzata riducendo al minimo l’impatto sull’abitato proprio grazie all’intensa opera della sua Amministrazione, non risparmi qualche stoccata a Luciano Porro rimarcandone ancora una volta l’immobilismo.

Ecco il testo integrale del post dall’emblematico titolo “svarione ferroviario”

Non conosco le ragioni dell’assenza degli attuali, ìncliti Amministratori: forse sono rimasti fermi alla fiera e demagogica opposizione a questa linea di trasporto pubblico, quando, qualche anno fa, cercarono anche di cavalcare lo scontento di molti Saronnesi proprietari di immobili lungo la vecchia ferrovia, costituitisi in comitato.Tutto andava bene pur di opporsi all’allora Amministrazione.
Probabilmente, rimasero male, allorquando la mia Amministrazione riuscì ad ottenere un radicale e costoso cambiamento del progetto, che – com’è stato realizzato – porta i treni fuori dal centro abitato, ma nel contempo collega la nostra città alla Brianza, a Monza e, in futuro, anche all’aeroporto di Bergamo.

Non ho saputo che ci sarebbe stata questa pre-inaugurazione-collaudo; non che io pretenda inviti, ci mancherebbe altro; io sono ormai al di fuori del giro degli “invitandi”; ma se solo ne avessi avuto notizia, sarei andato volentieri a vedere con i miei occhi e privatamente la realizzazione di un utilissimo progetto per il quale mi sono molto impegnato e nella cui lungimiranza ho fortemente creduto: si tratta di un’opera di enorme importanza, al pari dell’ampliamento dell’autostrada, con le nuove uscite di Uboldo e Origgio, il cui contributo allo “sgravio” del traffico di attraversamento di Saronno è sotto gli occhi di tutti (anche per quest’opera, così rilevante, gli esponenti dell’attuale Amministrazione, insieme a quella allora di Uboldo, fecero le barricate contro…; come dimenticare le mie lotte, fino al Ministero dei Trasporti a Roma?)

Il tempo, una volta di più, si rivela galantuomo: oggi, terminate le grandi opere strategiche, tutti ne possono vivere i benefici; il trasporto pubblico è accresciuto, quello privato agevolato (anche dal sistema di rotatorie, una volta inesistenti…).
Le assenze possono essere fortuite e non volute; o possono rappresentare una reazione indispettita, di chi oggi si rende conto di non avere avuto le giuste intuizioni al momento opportuno.
D’altronde, a ben guardare, le opere rilevanti inaugurate o prossime all’inaugurazione a Saronno e nel circondario appartengono alle decisioni prese da Amministrazioni non più in carica, come la mia: credo sia bene non dimenticarlo, è un dato oggettivo.

Di quella attuale, invece, che ha superato la metà del suo mandato, non risulta in cantiere nulla, dei dieci grandi progetti sbandierati obamicamente nella campagna elettorale, non si è visto niente, siamo a zero: un immobilismo totale, che si contrappone vistosamente a quanto – e molto – realizzato prima del 2009.

Rileviamo solo ossessionate piste ciclabili, l’inutile 30 all’ora, l’IMU al massimo livello, balzelli per poter arrivare a casa propria…
Certo, c’è la crisi, ma non è solo colpa del Governo (attuale e precedenti) che taglia i trasferimenti agli Enti Locali; questo argomento non basta a giustificare la propria conclamata incapacità operativa; quella di sognare, invece, è ingannevolmente una costante dell’assillante propaganda dell’ìnclita Amministrazione, che si è ridotta a mendicare ai cittadini di buona volontà di prestarsi ad eseguire lavori d’imbiancatura e verniciatura, manutenzione di aree verdi, piccoli interventi di manutenzione stradale o nelle scuole, attività di presidio di parchi e così via perché i soldi sono finiti… Sotto la responsabilità di chi non si dice…