SARONNO – L’ultima volta che il sindaco Luciano Porro aveva parlato del recupero di Palazzo Visconti l’aveva fatto l’anno scorso in consiglio comunale dichiarando che la mancanza di fondi gli avevano impedito di iniziare a lavorare al recupero dell’edificio civile più antico della città sottolineando la propria amarezza per non poter realizzare un punto così importante del suo programma.

Ora però qualcosa si muove e a parlarne è stato lo stesso primo cittadino durante il 141tour organizzato da Varesenews nell’intera provincia che ha fatto tappa a Saronno giovedì 17 e venerdì 18 ottobre.

“Finora non abbiamo potuto investire nella rinascita di Palazzo Visconti per l’assenza di fondi – ha spiegato il sindaco Luciano Porro – abbiamo creato una commissione consiliare che ha lavorato molto bene preparando progetti sulle diverse possibilità di sviluppo ma secondo le stime dei tecnici ci vorrebbero oltre 10 milioni di euro per una completa ristrutturazione, soldi che almeno nel bilancio della città non ci sono”.

Negli ultimi giorni però qualcosa è cambiato: c’è la possibilità di rispondere al bando della fondazione Cariplo che potrebbe garantire un buon contributo: ”Stiamo predisponendo i documenti per partecipare – continua l’assessore ai Lavori Pubblici Agostino Fontana – sarebbero fondi dedicati alla creazione di strutture attrattive per la città, un ruolo che Palazzo Visconti potrebbe sicuramente ricoprire”.

Quale sarà il futuro dell’edificio che in passato è stato villa di delizie, collegio femminile, Pretura e casa delle associazioni fino al 2007 anno in cui un’incendio ha danneggiato parte del tetto e di un’ala? L’attuale maggioranza ha scartato il progetto dell’Amministrazione precedente dell’ex sindaco Pierluigi Gilli che voleva trasferire nel palazzo gli uffici comunali. La commissione consiliare, nella sua ultima relazione in consiglio comunale si è detta più favorevole alla creazione di un “polo culturalmuseale a rilevanza almeno regionale che possa dare nuovo impulso al marketing territoriale della città ma anche alla riqualificazione del quartiere”. Nella proposta della commissione è prevista la cessione delle parti “meno storiche” a privati che con un project financing potrebbero contribuire alla riqualificazione del complesso.

il sopralluogo di venerdì nel 141tour

la situazione di Palazzo Visconti

 

16 Commenti

  1. marketing territoriale?? ma che risultati ha portato??? l’errore più clamoroso è stato quello di non trasferirvi gli uffici comunali a suo tempo al posto dell’ex-Penney,ma lì giocarono interessi di qualcuno. Ora??? un altro museo diventerà un pozzo senza fondo per una comunità che già si svena per un altro attrezzo culturale quale il teatro.

    • Certo, ci si svena anche per gli asili, le scuole, i servizi sociali, perche’ risparmiare solo sul teatro ? Togliamo tutto cosi’ non ci si svena piu’ e si ritorna all’eta’ della pietra!

      • intanto scuole, servizi sociali vari etc.. sono necessari, e tutti quelli che non vanno a teatro (e sono la maggioranza cui poi vengono addebitati i costi) non sono all’età della pietra. Se io al posto di andare a teatro ho un’altra disciplina culturale posso addebitare i costi alla comunità?? E’ ora di smettere di far credere che senza il teatro non ci sia cultura, come è ora di meditare seriamente sui costi che la nostra comunità non può sopportare proprio per non tagliare gli altri servizi. E questo vale anche per i futuribili utilizzi di palazzo Visconti

        • Ottimo, sfasciamo tutto per qualche caffe’ procapite!
          Altro che chiusura del tribunale, questa si che sarebbe una bella mossa per la decadenza di Saronno.

  2. Il teatro è una perla, orgoglio di Saronno. Se lo diventasse anche palazzo Visconti non potremmo che gioirne!

  3. una perla costosissima, una perla in stile Robin Hood al contrario: la domanda ma quanto costa non se la fa mai nessuno??? chi vuole andare a teatro se ne accolli i costi, altrimenti mando il conto di un corso di filosofia indiana in comune 🙂

  4. Costa a ciascun saronnese almeno 9 euro pro capite.
    Ogni anno il Comune finanzia il Teatro per pagare gli stipendi lordi dei dipendenti per circa 310.000 euro (diviso per 39.000 abitanti = 7,94 euro).
    Vi è poi da aggiungere la perdita d’esercizio (nel 2012 pari a circa 35.000 euro) che divisa pro capite fa quasi un altro euro.

    Se interessa il bilancio abbreviato al 31/12/2012 è disponibile al seguente indirizzo: http://www.sendspace.com/file/ocuojg

    Raffaele Fagioli

    • La Lega Nord “protegge” qualche centinaio di allevatori che non rispettano le regole e, per questo, l’Italia ha pagato 4,5 miliardi di euro di multe alla comunita’ europea per le quote latte (e continua a pagare).
      Siccome in Italia siamo in 60 milioni di abitanti, fanno circa 75 euro a testa, ma ovviamente sono i 9 euro l’anno per il teatro di Saronno che spaventano.

      http://www.corriere.it/economia/13_febbraio_01/truffatori-quote-latte_a443a8ca-6c3b-11e2-9729-7dce41528d1f.shtml

      • sempre il benealtrismo….cominciate a togliere 9 euro pro capite, poi penseremo, ma non certo su ilSaronno, ai 75 euro delle quote latte (che a onor del vero sono da imputare a tutto un governo e non solo alla Lega).Se non si comincia da qualche parte, le tasse non potranno scendere mai!!

        • Io non posso togliere un bel niente perche’ non sono un amministratore, ma come fruitore del teatro non lo voglio chiuso (anche perche’ e’ sempre pieno, venga a vedere). Chi va in piscina non vuole venga chiusa la piscina, chi va al centro anziani non vuole che venga chiuso il centro anziani, chi prende il bus urbano non vuole che venga soppresso: Cittadino, mi spieghi, lei paga solo tasse e non fruisce di nessun servizio a Saronno ?

          • Mi permetto di dissentire.
            Chi va in piscina paga la copertura completa del servizio; non mi risulta vi siano sovvenzioni da parte del Comune per coprire i buchi di bilancio della SSD, la società che gestisce la piscina.
            Mentre il servizio urbano è necessario per ridurre l’uso di mezzi privati in ottica di miglior qualità ambientale, il teatro è un sollazzo personale del quale si può beneficiare andando ad esempio a Milano. Il beneficio del teatro, ad oggi, per i saronnesi è negativo.

            Riguardo alle quote latte sopra citate è meglio non infierire sparando sulla croce rossa: invece di soffermarvi ad un articolo del CdS vi consiglio di informarvi su quali sono le vere truffe (esempio: stalle in pieno centro a Roma, dove evidentemente ci sono quote virtuali…).
            Le quote sono una truffa ai danni degli allevatori/agricoltori che non sono liberi di produrre e vendere quanto ritengono nelle proprie capacità, ma sono limitati da un diktat impositivo di stampo comunista.
            Basti pensare che l’Italia compra latte (ed arance etc etc etc) da altri paesi europei ed è costretta a distruggere le proprie produzioni.

          • Il teatro e’ anche cultura, non soltanto sollazzo.
            Sulle quote latte, ci sono degli accordi con la Comunita’ Europea e vanno rispettati: chi non li rispetta viola le regole.

          • Se alcuni milanesi ragionassero come il Sig. Galbusera, anche a Milano potrebbero dire “chi se ne frega del teatro, chi vuole andarci, prenda il treno ad alta velocita’ e vada a Roma!”.
            La verita’ e’ che la quantita’ e la qualita’ dei servizi distinguono una citta’ da un paese.
            La chiusura del tribunale e’ una perdita economica per la citta’: chiedetelo ai bar e ristoranti ad esso vicini.
            Se giudici, avvocati e i loro clienti sono a Saronno, probabilmente fanno acquisti a Saronno, portano l’auto dal meccanico/gommista a Saronno, prendono i mezzi per venire a Saronno.
            Se oltre 500 persone vanno ad uno spettacolo teatrale (molte da fuori Saronno), con buona probabilita’, prima o dopo lo spettacolo, alcuni di essi spendono nei bar e nei negozi della citta’.
            Piu’ servizi, piu’ gente che gravita su Saronno, piu’ ricchezza per le attivita’ commerciali che poi pagano le tasse (in parte anche comunali per coprire i “buchi” del teatro).
            Basta politiche miopi, i veri sprechi sono altri: Saronno da sola non puo’ sanare l’Italia, la verita’ e’ che paghiamo tante tasse moooolto ben oltre questi benedetti 9 euro (benzina, iva, imposte di bollo, …) perche’ il Lazio ed altre regioni hanno buchi incalcolabili nella sanita’.
            Paghiamo i tribunali di Desio, Legnano e Gallarate che dovevano chiudere e non hanno chiuso.
            Paghiamo per le 3 inutili e attaccate aziende ospedaliere di Legnano, Busto e Gallarate, in denaro e in tempi di attesa biblici nel nostro ospedale causa tagli insensati.
            Continuiamo a farci del male, chiudiamo piscina e teatro e altro ancora, andremo tutti a Legnano dove sono piu’ furbi e comunque pagheremo anche noi i loro servizi con la fiscalita’ generale (migliaia di euro procapite, non 9 euro).
            E faremo scappare le nostre attivita’ a Legnano.

  5. http://ilsaronno.it/?p=24267

    così il cittadino può vedere dove vanno i 9 euro a cranio, la domanda è se la “cultura” va pagata sempre a piè di lista e chi decide cosa sia cultura e cosa no, e perché il teatro lo sia mentre altre distrazioni no.Comunque a qualcosa si dovrà ben rinunciare per pagare meno tasse. Che la gestione della piscina sia a costo 0 per il contribuente non saprei, ad esempio la manutenzione dell’edificio chi lo paga?? Aggiungo come contribuente saronnese, noi scontiamo i biglietti ai foresti….eccezionale.
    Ed è il motivo per cui l’utilizzo non definito per un qualcosa nebuloso di Palazzo Visconti mi trova assolutamente contrario

  6. Allora i Saronnesi si meritano almeno un bonus per uno spettacolo gratuito a testa ogni anno!!!

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