CERIANO LAGHETTO – Con il voto di lunedì sera in consiglio comunale è stato evitato un vero e proprio “salasso” per tutte le famiglie cerianesi e per i titolari delle categorie commerciali particolarmente penalizzate dall’introduzione della Tares, la nuova imposta per i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti introdotta dallo Stato centrale.

L’Amministrazione comunale di Ceriano Laghetto ha scelto di applicare l’opportunità concessa dal nuovo Decreto legge 102 del 31 agosto 2013, articolo 5, lasciando invariate le categorie di tassazione dalla vecchia Tarsu ed evitando di introdurre quelle novità previste invece dalla Tares, che avrebbero avuto effetti pesantissimi per tutte le famiglie e per le attività come rivendite di frutta e verdura, fiori, pizza al taglio, ristoranti e bar. Una scelta che evita di creare ulteriori difficoltà in una situazione economica già non facile per i cittadini e le piccole attività. Tecnicamente, la scelta della Giunta, approvata dal Consiglio comunale, è stata quella di adottare la Tares, come previsto dalla legge, ma utilizzando i parametri in vigore con la Tarsu, come consentito con il decreto citato, che rinviava ulteriormente l’approvazione del bilancio di previsione dei comuni, a causa dei ritardi dello Stato nella definizione dei trasferimenti.

dante cattaneo3
Quella che non si è potuta evitare, perché obbligatoria per legge, è l’applicazione della sovrattassa decisa dallo Stato, di 0.30 euro a metro quadro, che sarà direttamente versata a Roma e l’adeguamento delle tariffe all’obbligo di copertura totale dei costi di servizio, che però per Ceriano, dove la copertura era già oltre il 90 per cento, si aggira intorno al 9 per cento circa.

“Avevamo fatto delle proiezioni nei mesi scorsi sull’applicazione della Tares, dalle quali risultava in certi casi anche una triplicazione degli importi dovuti rispetto allo scorso anno – spiega l‘assessore comunale alle finanze, Roberto Crippa – Questo avrebbe rappresentato una vera e propria mazzata per tante famiglie e per piccoli commercianti locali. Lo abbiamo evitato all’ultimo sfruttando la norma che è stata concessa dal Governo perché è in grave ritardo sull’approvazione del bilancio dello Stato”.

“Abbiamo evitato che, a Ceriano, a pagare in maniera spropositata i danni di una gestione dissennata dello Stato centrale, siano quei cittadini che già di tasse ne versano fin troppe” chiosa il sindaco, Dante Cattaneo.

151113

5 Commenti

  1. mi chiedo se mai sarà possibile fare la stessa cosa aanche a Saronno? ….chissà perchè?

    • Sono due comuni troppo diversi come dimensioni, quindi è dura poter confrontare, bisogna anche vedere le casse come stavano…

  2. Le tasse dipendono dai servizi che un comune offre.
    Creiano Laghetto e’ un bel paese nel verde, ma non offre i servizi di Saronno: scuole, bus urbani, piscina ed impianti sportivi, teatro, etc.
    Negli anni molti miei amici hanno comprato casa fuori Saronno perche’ costa meno, ma poi prendono la macchina e vengono a Saronno per lo struscio.

  3. Saronno cosa offre?? Lo struscio??? Le risorse a Saronno sono spese male, sindaco assessori e consiglieri si prendono solo i gettoni di presenza a Ceriano sistemano il verde nel loro tempo libero.

    • Non si possono paragonare le pere e le mele: Ceriano e’ un bel paese, Saronno e’ una cittadina.
      Le faccio solo un esempio: i ragazzi di Ceriano vanno al liceo a Saronno e non il contrario.

Comments are closed.