giorgio fontanaSARONNO – Con 107 voti su 291 arrivati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi Giorgio Fontana, 33enne saronnese d’origine, è il supervincitore dell’edizione 2014 del premio Campiello.

Il saronnese è entrato nella cinquina dei finalisti con “Morte di un uomo felice” storia del magistrato Giacomo Colnaghi che lotta contro il terrorismo politico nella Milano anni ’80 con in controcanto la storia di suo padre, un partigiano. Nel testo non mancano altri stralci in cui si parla di Saronno o meglio delle vicende poco note della lotta partigiana del Saronnese. Gli avvenimenti narrati alternano così storie più recenti e le vicende lontane degli anni in cui si sviluppa la Resistenza nelle fabbriche di Saronno. L’autore cita la sua città e si avvale, come ricorda nei ringraziamenti di rito, della ricostruzione storica di Giuseppe Nigro, “Fuori dall’Officina. La Resistenza nel Saronnese”, volume pubblicato nel 2005 in collaborazione con l’Anpi di Saronno.

La premiazione si è tenuta ieri sera al Teatro La Fenice di Venezia, seguita per la prima volta da La7 che la trasmetterà il 17 settembre alle 23. Del resto pochi giorni da sul proprio profilo Facebook era stato lo stesso Fontana ad annunciare la trasferta veneta, ora abita a Milano, in compagnia di alcuni amici.

“Grazie di cuore alla giuria dei Letterati, dei lettori – ha detto Fontana mentre riceveva il premio dalle mani di Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto – Al mio editore Sellerio. Lo prendo come una pacca sulla spalla per lavorare meglio”

La giuria popolare dei Trecento Lettori Anonimi era composta da 20 casalinghe, 48 imprenditori, 101 lavoratori dipendenti, 78 liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 31 pensionati, 22 studenti. Tra i personaggi famosi: lo chef Carlo Cracco, Irene Grandi, Marco Paolini, Stefania Rocca e Gianluigi Paragone.

giorgio fontana copertina morte di un uomo feliceMORTE DI UN UOMO FELICE
Milano, estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano. Il dubbio e l’inquietudine lo accompagnano da sempre. Egli è intensamente cattolico, ma di una religiosità intima e tragica. È di umili origini, ma convinto che la sua riuscita personale sia la prova di vivere in una società aperta. È sposato con figli, ma i rapporti con la famiglia sono distanti e sofferti. Ha due amici carissimi, con i quali incrocia schermaglie polemiche, ama le ore incerte, le periferie, il calcio, gli incontri nelle osterie.
Dall’inquietudine è avvolto anche il ricordo del padre Ernesto, che lo lasciò bambino morendo in un’azione partigiana. Quel padre che la famiglia cattolica conformista non poté mai perdonare per la sua ribellione all’ordine, la cui storia eroica Colnaghi ha sempre inseguito, per sapere, e per trattenere quell’unica persona che ha forse amato davvero, pur senza conoscerla.
L’inchiesta che svolge è complessa e articolata, tra uffici di procura e covi criminali, tra interrogatori e appostamenti, e andrà a buon fine. Ma la sua coscienza aggiunge alla caccia all’uomo una corsa per capire le ragioni profonde, l’origine delle ferite che stanno attraversando il Paese. Si risveglia così il bisogno di immergersi nella condizione degli altri, dall’assassino che gli sta davanti al vecchio ferroviere incontrato al bar, per riconciliare la giustizia che amministra con l’esercizio della compassione. Una corsa e un’immersione pervase da un sentimento dominante di morte. Un lento disvelarsi che segue parallelo il ricordo della vicenda del padre che, come Giacomo Colnaghi, fu dominato dal desiderio di trovare un senso, una verità. Anche a costo della vita.
Insieme al precedente romanzo di Giorgio Fontana, Per legge superiore, anche Morte di un uomo felice riflette sulla giustizia, le sue possibilità e i suoi limiti.

14092014

9 Commenti

  1. Finalmente una bella notizia, è un segno di speranza e avrebbe bisogno di un grande incoraggiamento da parte dei cittadini lettori!

  2. fontana, nato a saronno nel 1981 , Cresce a Caronno Pertusella, paese industriale in provincia di Varese, (vedi wikipedia)

    • L’articolo parla del saronnese Fontana e, fino a prova contraria, il saronnese è un comprensorio di diversi comuni in cui si parla lo stesso dialetto, tra cui Caronno Pertusella.

  3. speriamo venga a presentare il suo libro a Saronno e che Il Saronno ne dia tempestivo annuncio – congratulazioni ed auguri per il futuro

  4. Una splendida notizia! Finalmente un rappresentante delle giovani generazioni motivo di orgoglio per la nostra città..! Bravissimo, speriamo sia di esempio per altri suoi coetanei

  5. Congratulazioni e speriamo che sia solo l’inizio di una lunga serie di successi !

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